Raffaello – Il Giovane Favoloso – Lezioni d’Arte gratuite con il Prof. Vittorio Maria De Bonis

500 anni di Raffaello Sanzio, il Giovane Favoloso
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Dopo oltre una settimana di “Febbre Perniciosa”, forse pleurite o polmonite, probabilmente aggravata dalla malaria, endemica a Roma e nel contado, e nonostante le cure sollecite del medico personale di Papa Leone X, scompare Venerdì Santo 6 Aprile 1520, a soli 37 anni, colui che apparve, a contemporanei e posteri, un “Dio fra i Mortali” com’ebbe a definirlo con una definizione che fece storia, Giorgio Vasari.

Libero ormai dallo stile superato e convenzionale del suo primo modello, Pietro Perugino, e metabolizzata completamente la lezione di Leonardo e Michelangelo, il grande Raffaello Sanzio ha elaborato una modalità pittorica del tutto personale ed esclusiva, dove l’attenzione ai moti psicologici si fonde e s’incontra con la suggestione emulativa dei modelli scultorei del nobile Passato ellenistico- romano.

“La Trasfigurazione”

Con la morte di Raffaello e l’avvento della Riforma Protestante, esattamente in quegli anni, si conclude per sempre e definitivamente la grande stagione del Rinascimento Italiano, e coloro che vennero dopo di lui non poterono che rimpiangere, con straziata amarezza, la scomparsa d’una età di splendore e di concorde Bellezza che aveva trovato – nel Giovane Favoloso – il suo portavoce assoluto e inimitabile…