SHIBUMI, le mascherine che nascono dal desiderio di vestire le proprie emozioni

"Le mascherine ispirate alle persone che hanno voglia di continuare a sognare, a chi crede che si possa rinascere anche dopo aver vissuto il peggio."
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Il periodo del lockdown ci è sembrato qualcosa di lungo ed ineluttabile, ha fermato il tempo, ci ha lasciato inermi ma, è stato un periodo in cui si è potuto creare, viaggiare con la fantasia e dare sfogo ai propri sogni. Esempio lampante le mascherine create da Richard Pernesthon proprio durante questo periodo.

Chi è Richard Pernesthon, parlaci un po’ di te.

“Sono nato in Venezuela dove ho vissuto fino all’età di 11 anni. Già da piccolo mi sentivo molto attratto dalla moda e da tutto quello che rappresentava. Ricordo ancora quando sfogliavo le riviste di moda che i miei parenti mi riportavano dall’Italia. Una volta arrivato nel Bel Paese, ho deciso di specializzarmi come Fashion Stylist un lavoro che amo moltissimo e faccio da anni con impegno e dedizione.”

 

Come hai avuto l’idea delle mascherine?

Richard Pernesthon nasce in un periodo difficile della società italiana e il desiderio di vestire le emozioni delle persone è il focus principale del progetto. Durante questo periodo ognuno di noi ha provato paure, incertezze e dolore, tutte emozioni che in qualche modo ci allontanano radicalmente dai nostri sogni. In fondo però rimane sempre nell’essere umano la voglia di ritornare alla normalità. L’idea delle mascherine nasce proprio da qui: trasformare quella che è una “barriera protettiva”, in un concept di stile ed eleganza attraverso cui ogni persona possa esprimere le proprie emozioni.”

Parlando con il personale medico del reparto covid di Monza era emerso quanto loro volessero dimenticare quello che fino a quel momento era accaduto, alcuni di loro avevano contratto la malattia e avuto famigliari coinvolti nel reparto stesso. Lasciarsi alle spalle quella situazione era più difficile del dovuto essendo che erano costretti ad indossare quella mascherina sia dentro che fuori dall’ospedale. Dopo aver assimilato la storia ho pensato che tutte le persone meritassero un po’ di bellezza e di gioia, ho pensato che fosse ingiusto reprimere le nostre emozioni sotto una mascherina che di noi non ha nulla da raccontare. WEAR YOUR FEELINGS è la frase che ho deciso di utilizzare per descrivere al meglio ciò che abbiamo intenzione di fare, vestire le emozioni di una persona attraverso forme e colori.

Parlaci dei tessuti, le fantasie e i diversi nomi che hanno le tue mascherine

“I dipinti di ciascuna mascherina rappresentano le diverse sfaccettature dell’essere umano. Ognuna si ispira ad una delle sette divinità giapponesi della Fortuna, portando con essa un messaggio molto preciso. Il nome della collezione è SHIBUMI, un termine giapponese che racchiude in una sola parola eleganza, semplicità, bellezza ed imperfezione. Da sempre sono amante di ciò che non è perfetto!  Dal punto di vista tecnico, la mascherina è composta da diversi strati tra cui tre in tessuto TNT testato dal Politecnico Di Milano. Infine, ha un dispositivo B.F.E (BACTERIAL, FILTRATION, EFFICACY) con il 98% di filtrazione batterica ed è BI-DIREZIONALE.”

Cosa significano per te le tue mascherine e cosa vuoi che per gli alti rappresentino?

“Le mascherine Richard Pernesthon sono ispirate a noi, all’essere umano che cade per poi rialzarsi, alle persone che hanno voglia di continuare a sognare, a chi crede che si possa rinascere anche dopo aver vissuto il peggio.”

Quali sono le prospettive future e gli sviluppi circa il tuo progetto?

“Questo non sarà il nostro punto di arrivo ma solamente il nostro punto di partenza! C’è già nell’aria un altro progetto relativo agli accessori di lusso, ma non voglio anticiparvi altro. Nel futuro vedo Richard Pernesthon come un concept ricco di emozioni, volto a migliorare la vita di ognuno.”

Quale è il tuo punto di vista sul momento storico che stiamo vivendo e come è cambiata la tua vita?

“Di sicuro è un momento storico  difficile per tutti noi ma mi piace pensare che domani sarà più bello e che pian piano torneremo a riprenderci i nostri spazi e riacquisendo totalmente la fiducia in noi stessi e nel mondo.”