Black Lives Matter, otto film da non perdere!

Fashion News Magazine propone le pellicole più belle di sempre a tema Black Lives Matter.
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Black Lives Matter, le vite dei neri contano! Il fenomeno del razzismo in America (e nel mondo) è, purtroppo, ancora attualità tangibile.

A dimostrarlo le recenti vicende in territorio statunitense con il susseguirsi di proteste, rabbia e lacrime. Una dimensione surreale ma che di surrealismo ha ben poco perché, si, è tutto vero: i morti ci sono.

Noi di Fashion News Magazine stiamo dalla parte del più debole, che però tanto debole non è, basti pensare alle battaglie quotidiane, immense e cosmografiche che la popolazione di colore si ritrova ad affrontare ogni giorno. Dal posto sull’autobus allo sguardo risentito, dall’insulto allo schiaffo.

Per sensibilizzare la vostra anima vi proponiamo una serie di pellicole super interessanti in perfetto tema Black Lives Matter.

Il diritto di contare

Tre donne afroamericane alle prese con la questione razziale negli anni ’60: Kathrine Johnson, Dorothy Vaughan e Mary Jackson. Tre madri, tre compagne, tre lavoratrici in carriera, prodigi della matematica, assunte alla Nasa. Kat, vero genio del calcolo, entrata a far parte dello Space Task Group durante la missione Mercury-Atlas 6 che manderà il primo americano in orbita, pur collaborando con gli ingegneri e svolgendo le loro stesse mansioni, non ha il diritto di firmare le scoperte e di vedersi riconosciuto il lavoro svolto. Dor, in quanto donna di colore, non può ambire a una promozione o a supervisionare un team. Mary, per le stesse “tare” impostegli dalla natura, non può iscriversi all’università e conseguire la laurea. Tutti diritti basilari, questi, che vanno a sommarsi all’impossibilità di usufruire dei bagni (se non di quelli colored, per gente di colore) o di bere un caffè uscito dalla stessa thermos della quale poi dovranno servirsi i bianchi. Diritti per i quali le tre donne, nel loro piccolo, esemplare mondo, si battono strenuamente, imponendo la loro voce, il loro talento, la loro astuzia, gettando le basi per un cammino che molti dei loro collaboratori seguiranno: uno su tutti il direttore del progetto spaziale, Al Harrison, che ben presto si batterà per l’abolizione della segregazione all’interno degli uffici. Una storia di parità razziale e di parità di genere.

12 anni schiavo

Solomon Northup è un giovane afroamericano abile con il violino. Ha una moglie, dei figli che ama e una casa in cui vivere felicemente la sua vita. Un giorno, ingannato da due malfattori, viene rapito e portato al Sud a lavorare come schiavo nelle piantagioni di cotone dove vi rimarrà per dodici anni. Senza famiglia, senza casa e senza un vero nome che gli appartiene, Solomon combatterà fino alla fine per guadagnarsi quella cosa che gli era di diritto quando viveva a New York: la libertà. Tratto da una storia vera, Steve McQueen affronta quello che può essere considerato il suo film più grande ed umano. La storia di un afroamericano inserito e costretto a lavorare nelle piantagioni del Sud ci viene mostrata ad occhi aperti, in tutta la sua crudeltà. Black Lives Matter!

Get Out

Invitato dalla sua ragazza bianca a trascorrere un weekend nella villa dei suoi per fare la loro conoscenza, il giovane Chris si accorge ben presto che c’è qualcosa di strano: i due domestici di colore sembrano automi catatonici, i suoceri sono due medici col pallino dell’ipnosi ed il cognato è un bullo fascistoide fissato con le arti marziali. Il party organizzato per celebrare il capostipite della famiglia poi, richiama in casa facoltosi ospiti ariani che mostrano verso il suo giovane e aitante corpo nero un’ammirazione alquanto sospetta. La realtà però è ancora più sconvolgente e terribile di quanto possa immaginare.

Pomodori verdi fritti

La diversità diviene un punto di forza che, insieme al potere dell’amicizia e della solidarietà, può davvero cambiare il mondo. Sullo sfondo di un’America puritana e razzista, Pomodori fritti alla fermata del treno è una storia che parla di persone autentiche, ricordando l’importanza di vivere la propria vita imponendo sempre il bene sul male, rendendosi impermeabili ad ogni forma di giudizio, anche religioso. Solo così il mondo può avere la possibilità di diventare un luogo migliore.

Il colore viola

Questo è un film al femminile, dove i maschi di colore ricoprono il ruolo dell’uomo bianco: si credono superiori. Si tratta di un intreccio intricato di vicende che si sbrogliano solo alla fine. Spielberg ci mette passione, ci regala alcune scene commoventi e altre molto forti, provando talvolta anche a farci ridere. La seconda parte del film, ricca di paesaggi africani, è nettamente diversa dalla prima. “Il Colore Viola”, tratto dall’omonimo romanzo di Alice Walker, parla sostanzialmente del delicato tema del maschilismo all’interno della comunità nera del sud degli Stati Uniti e si lega perfettamente al mood Black Lives Matter. 

Malcolm X

Il film, realizzato dal regista (di colore) Spike Lee, illustra in una forma romanzata e a tratti storica la realtà politica e biografica di “Malcolm X”, leader della Nazione dell’Islam statunitense, braccio destro di Muhammad capo dell’organizzazione stessa. E’ un film sul tragico ed esteso razzismo presente negli Stati Uniti negli anni ’50 e ’60. Fin dalle origini della schiavitù agli schiavi neri americani veniva assegnato il cognome dei loro padroni. La scelta di Malcolm di mettere una X al posto del cognome assegnatogli preannuncia una scelta di lotta ai residui della pseudocultura schiavista.

The Help

The Help vede protagonista Eugenia “Skeeter” Phelan (interpretata da Emma Stone), una neolaureata nativa di Jackson (Mississippi) che nel 1963 torna nel suo paese d’origine per realizzare il suo più grande sogno, quello di diventare una scrittrice. Una volta arrivata a casa, però, si renderà conto della situazione anacronistica ancora presente, caratterizzata da un profondo razzismo nei confronti degli afroamericani. Skeeter imparerà a conoscere le cameriere delle sue fanatiche amiche sposate con figli, e riuscirà a ottenere la loro fiducia: le cameriere le riveleranno i segreti sconcertanti tenuti nascosti tra le mura domestiche di queste donne ricche, che non fanno altro che non curare i propri figli e, soprattutto, trattarle male, obbligandole ad esempio a utilizzare servizi igienici differenti dai propri. La giovane scrittrice raccoglierà tutte le testimonianze delle cameriere afroamericane per farne un libro, volume che susciterà molte polemiche nel paese. Una storia in perfetto mood Black Lives Matter.

Selma, la strada per la libertà

1965, negli USA è praticamente impossibile per la popolazione di colore esercitare il diritto di voto. Martin L. KING decide allora di organizzare a Selma in Alabama una grande marcia di protesta non violenta per fare sentire le proprie ragioni. Il clima di odio verso i neri, specialmente nel Sud del paese, è ben descritto dalla cineasta DuVernay anzitutto con l’attentato dinamitardo in una chiesa di Birmingham, dove, nel 1963, sono massacrate quattro bambine afroamericane. Ogni scena è girata guardando negli occhi ognuno di quegli uomini, pieni di tristezza e rabbia, ma con tanta voglia di vincere e di farsi sotto, che marciano su un ponte, per i loro diritti, che non si mostrano deboli sotto i manganelli della polizia corrotta, guidata da uno stato che non degna neanche di uno sguardo la legge. Black Lives Matter!