Intervista con Manlio Castagna, autore dei best seller “Petrademone”, “Alice resta a casa”, “La notte delle Malombre”: la scrittura come ragione di vita

Amatissimo dai bookreaders, la narrativa di Manlio Castagna cattura per l’intensità della trama e per i tratti profondi dei personaggi, il male si manifesta sempre proprio come la sua sincerità nella scrittura e nel rivolgersi al lettore
0
376

La saga di “Petrademone”, “Alice resta a casa”, “La notte delle Malombre”, “I venti del male”, editi da Mondadori, sono solo alcune delle creature che hanno portato lo scrittore Manlio Castagna a conquistare il pubblico dei lettori più giovani e non solo.

Noi di FNM abbiamo intervistato Manlio Castagna per conoscere chi è l’uomo dietro la penna che tiene incollati i bookreaders alle pagine di un libro attraverso le trame, storie e vicende di personaggi, per capire come nasce un romanzo di successo.

Il suo talento si è consolidato negli anni, classe 1974, esordio alla regia con il corto “Indice di frequenza”, dal 2007 al 2018 è vicedirettore artistico del Giffoni Film Festival, creative advisor per il Doha Film Institute, critico cinematografico per Virgin Radio, regista, sceneggiatore e fotografo.

Inizia a raccontarsi così: «Ho sempre avuto il desiderio di narrare storie, i miei libri sono difficili da catalogare, non c’era da parte mia un’esigenza di rivolgermi ad un target più giovane. Mi piace pensare che sia il libro a scegliere il lettore e forse, nel mio caso, i ragazzi si sono lasciati conquistare dai miei racconti. Non mi sento di dover mandare messaggi didattici attraverso i romanzi, il mio scopo è di raccontare storie».

A proposito di ragazzi continua spiegando: «Parlare con loro è la cosa che mi riesce meglio, non esiste una formula precisa, hanno semplicemente bisogno di tanta onestà. Non sono mai compiacente con loro ma la cosa più sbagliata che si possa fare è voler mettersi in cattedra e impartire lezioni. I giovani vanno ascoltati seriamente».

Le protagoniste dei suoi romanzi sono principalmente donne, i personaggi sono caratterizzati da tratti spigolosi e complessi.

“Petrademone”, il libro che gli ha aperto tutte le porte, best seller tradotto in diverse lingue, è nato da una necessità di vita privata e si è rivelato terapeutico per lo scrittore stesso:

« La scrittura è il motivo per cui mi sveglio la mattina. Il mio processo inizia con l’ideazione del nucleo narrativo e poi imposto il lavoro in maniera molto metodica e disciplinata, per questo mi obbligo a scrivere tutti i giorni. La trama si sviluppa attraverso il conflitto, nasce tutto da un punto interrogativo dal che cosa succederebbe se…”.

Alcuni dei suoi lettori scherzosamente lo chiamano “Il principe del male” egli stesso afferma che il “cattivo” lo affascina da sempre, prima o poi all’interno di ogni suo romanzo il male si manifesta come un’ombra che deve essere indagata, in contrasto con il bene che è sempre più astratto e difficile da rappresentare. Nella personale ideazione della trama riesce già a prevedere il finale ma considera il romanzo veramente terminato solo quando i  personaggi hanno detto tutto ciò che dovevano dire e tutto il resto appartiene alla loro esistenza al di fuori della narrazione, è li che capisce che va messo il punto.