Intervista a Fabio Macagnino: Sangu, il nuovo progetto dell’artista che ripercorre le sue amate radici calabresi

L’artista Fabio Macagnino porta a termine un nuovo album musicale dal titolo Sangu, dove la sua amata Calabria ne diventa protagonista.
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Buon “Sangu” non mente, difatti Fabio Macagnino, cantautore, percussionista e performer teatrale, è uscito alla ribalta con un nuovo progetto discografico dal nome Sangu fatto di suoni che si insinuano prepotentemente in quella cultura del riscatto di una terra, la Locride (in provincia di Reggio Calabria), raccontandola in modo sincero e nitido.

Il suo scopo è quello di sradicare dall’isolamento settoriale la musica popolare per proiettarla su una scena d’ampiezza internazionale, portando la Locride in Europa. “Ho lasciato tutto, ho lasciato il rock, mi sono dedicato alla musica popolare, l’ho fatto per molto anni e lo sto tuttora facendo con entusiasmo e con molta felicità”, ha dichiarato Fabio. 

Il cantante ci ha così parlato delle sue tradizioni musicali e di quali effetti queste abbiano sul mondo e sulle persone. “La musica crea quell’atmosfera conviviale che a me piace tanto: fa unire le persone di tutte le età e di varie estrazioni sociali”, ha affermato il cantante.

Dieci brani per circa trentadue minuti di musica. L’album è un percorso emozionale con chitarre acustiche e tarantelle a ritmo sostenuto. Cantato in dialetto il progetto centra l’obiettivo, ossia quello di valorizzare musicalmente un territorio come è quello della Locride, bello quanto aspro per tanti motivi, buttando un occhio non più verso il passato, ma proiettandosi verso un futuro migliore. “Mi dicevo che la Calabria stava cercando il suo riscatto soltanto nella rivalutazione del proprio passato, delle proprie tradizioni e questo non andava bene, perché importante era cercare anche di immaginarsi un altro futuro. E quindi ho deciso di scrivere, di cominciare a scrivere delle canzoni che attingessero un po’ alla nostra atmosfera, ma allo stesso tempo sento di voler essere un uomo completamente con i piedi nel presente”, ha confessato il cantautore. 

Sangu è stato prodotto da Sveva Edizioni, registrato da Mujura all’Arango Sonic Studio e missato da Mujura al The Vessel Recording. Il mastering è a cura di Giovanni Versari. Fabio Macagnino (voce, chitarra classica) è stato affiancato da Sonia Totaro (voce, cori), Mujura (basso, chitarra acustica mandola, chitarra elettrica, cori), Federico Placanica (batteria), Francesco Loccisano (chitarra classica), Andrea Simonetta (chitarra battente) e Gino Giovannelli (organo).

L’album, che uscirà in versione fisica a settembre, definisce una tracklist che sintetizza il lavoro di sperimentazione, adattamento e rielaborazione delle atmosfere popolari regionaliste, alla ricerca di quei passe partout che rendono il significato universale:

1.Eu non perdunu

2. Cani lordu

3. Fortuna

4. Tarantella bocca

5. Figurati tu

6. Ndri nera

7. Janestra mi fici 

8. Catarinè

9. Gnignaru

10. Si fussi amuri 

FashionNewsMagazine ha avuto il piacere di intervistare Fabio Macagnino e scoprire qualche dettaglio in più sulla sua vita e sulla sua nuova produzione musicale.

È uscito il tuo nuovo progetto musicale dal titolo Sangu. Quale è l’origine dell’attribuzione di tale nome al tuo album?

Il titolo è conseguenza del mio stato d’animo durante i mesi di lockdown. In realtà tutto il disco ne è conseguenza. Per reagire al confinamento forzato, ho pensato ad un album rabbioso, ma vitale. Il sangue è, secondo la concezione comune, da sempre, simbolo di vita. Il sangue è prezioso, è pulsazione, il suo colore è forte, ed è una parola che ricorre diverse volte nei testi del disco”.

Un disco composto da dieci brani in cui l’essenza della tradizione calabrese si fa sentire in maniera molto forte. Quale di queste canzoni reputi ti rappresenti di più? 

È difficilissimo pensare ad una sola canzone che mi rappresenti. Questo album è caratterizzato da brani rabbiosi, pieni di sdegno, ma anche da diverse ballate morbide. Vi tocca ascoltarlo tutto”.

Nel 2014 hai pubblicato il libro dal titolo “By the Jasmine Coast”, il racconto di un viaggio fatto di musica, immagini e parole. Sei nato a Hilden in Germania e poi ti sei trasferito in Calabria all’età di 15 anni; da tedesco come hai vissuto e vivi la costa dei gelsomini?

Il libro è una sorta di gioco, in cui immaginavo di essere un viaggiatore, del periodo dei Grand Tour; fantasticavo di prendere appunti, per poi relazionare al rientro in Germania. Ho vissuto molti anni da “osservatore” in Calabria. Non mi sentivo parte di questa cultura ma, me ne sono innamorato così tanto che sono diventato calabrese per scelta”.

Nel tuo album parli anche di prospettive, aspirazioni, desideri, sogni. Quale è il futuro che speri e che ti piacerebbe si realizzasse per la tua amata Calabria?

A me questa regione piace così com’è. Ho scelto di viverci proprio perché ancora resiste, con i suoi paesaggi naturali e antropizzati, con il suo “stile di vita” a modelli omologati. La Calabria ha una bellezza diversa. Non è la bellezza opulenta, ricca. È essenziale, asciutta, priva di gesti superflui e di effetti speciali, è bellezza povera. Povertà, che per me significa, eliminazione di tutto ciò che non è necessario e che permette di entrare in relazione con lo spazio in una comunione percettiva e diretta. Non credo affatto alle classifiche sulla qualità della vita stilate dai giornali nazionali. Ovviamente, conosco benissimo i problemi di questa regione, ma è inutile elencarli, se ne parla continuamente”.

Un album sanguigno, a tratti animalesco e punk”, ha affermato l’artista. Sangu, dunque, è un’opera che ha come funzione quella di promuovere dibattito, di svelare quello che altri nascondono, di essere tramite l’informazione motrice di cambiamenti. Ci auguriamo così che artisti validi come anche Fabio vengano sempre più valorizzati e apprezzati, che trovino nuove opportunità per comunicare messaggi sentiti come questo e che aiutano il mondo verso notevoli miglioramenti.