Questa è la storia di Andrea Corrado e Maria Giulia Accolti, fondatori della startup Filo.sofia che trasforma il bambù in un filato morbide, soffice e leggero… come la seta. Un filato capace di assorbire il 40% in più di umidità rispetto alle altre fibre naturali.
Come nasce Filo.sofia
L’idea arriva da una necessità: Andrea Corrado ha spiegato che avendo sempre sofferto gli sbalzi di temperatura, ha iniziato una ricerca sul bambù che lo ha portato ad una scoperta sorprendente. Una fibra naturale, antibatterica e totalmente biodegradabile. Altro dettaglio notevole: questo filato non necessita di ammorbidente, si può lavare in lavatrice (con il programma dei delicati) e proviene da una pianta che cresce molto velocemente.
Il prodotto
I capi in maglieria di Filo.sofia sono morbidi e leggeri. Disponibili in tre tonalità: bianco, nero e blu. Dietro questa scelta minimalista c’è un grande messaggio ambientale: niente sprechi, niente rimanenze. C’è la possibilità che nel futuro si possano aggiungere altri colori, ma sempre nella palette dei neutri. Il processo di trasformazione è uguale a quello della cellulosa della carta. I prodotti Filo.sofia sono disponibili nello shop online della startup, in tre boutique di Firenze e, su appunatamento, nello show-room fiorentino in vicolo dell’Oro.
Una comunicazione fuori dal comune
Niente influencer, niente sponsorizzazioni, niente social media, niente pubblicità. Un suicidio commerciale? Non è detto. Gli unici testimonial del marchio sono persone “reali” che hanno avuto un’esperienza “reale” con il prodotto. Dal pizzaiolo, all’avvocato, fino all’imprenditore. Una comunicazione ultra-trasparente e veritiera. Un marchio che crescerà grazie al vecchio passaparola. E questo ci sembra incredibilmente innovativo.






