Arrivare in aeroporto e scoprire che il proprio volo è in ritardo è indubbiamente una seccatura. E in questo particolare periodo storico non è certo un’eventualità remota, vista la complicatissima situazione del trasporto aereo, condizionato da scioperi, disservizi e caro biglietti. Per fortuna le vittime di questo tipo di disservizio hanno spesso diritto a un rimborso e a un risarcimento economico. Di solito i ritardi sono causati da maltempo, guasti tecnici o limitazioni del traffico aereo. In alcuni casi, però, le motivazioni sono talmente assurde da superare la fantasia più sfrenata. E tra poche righe scopriremo proprio la top 10 dei ritardi più assurdi della storia dell’aviazione.
Volo in ritardo: quando mi spetta il rimborso?
La prima cosa da sapere, se siamo costretti ad aspettare il volo in ritardo è che non tutti i ritardi sono uguali. Come conferma AirHelp, realtà che si occupa da anni di rimborsi per volo in ritardo, solo i ritardi superiori alle 3 ore (da quando si aprono le porte del velivolo) e quelli non causati da “circostanze eccezionali” danno diritto a un rimborso.
Un rimborso che, per quanto riguarda i voli UE, può variare tra i 250 e i 600 euro a seconda della lunghezza della tratta. Diversa, invece, la legislazione per i viaggi internazionali e per quelli negli USA. Per i primi il risarcimento è garantito solo per i danni causati in maniera diretta dal disservizio. Per i secondi la decisione se rimborsarci o meno spetta direttamente alla compagnia.
I ritardi superiori alle 5 ore per i voli UE, infine, danno diritto alla compensazione economica e al rimborso totale o parziale del biglietto acquistato.

Come chiedere il risarcimento per il volo in ritardo?
Sei arrivato in aeroporto e hai scoperto che il tuo volo ha più di 3 ore di ritardo. Come muoversi? La prima cosa da fare è recarsi allo sportello della compagnia e chiedere chiarimenti in merito. Il tutto evitando di firmare documenti e accettare sconti che potrebbero far venir meno i nostri diritti. Appurato che ci spetta il rimborso per il volo in ritardo dobbiamo presentare alla compagnia la carta d’imbarco, la prenotazione, foto e video che attestano le ore di ritardo accumulate e scontrini e fatture delle spese extra affrontate durante l’attesa. Anch’esse devono essere pagate dalla compagnia.
Se non vogliamo perdere tempo in lungaggini burocratiche o non ci fidiamo possiamo affidare la pratica a una società che si occupa di rimborsi. Il tutto entro i tempi di prescrizione stabiliti dalla legge; di solito sono di 2 anni ma ogni Paese ha una propria legislazione in merito.
Posizioni dalla 10 alla 5: attenzione agli animali a bordo o in pista
Il nostro volo è in ritardo per colpa dell’operatore o per altri motivi? Non arrabbiamoci più di tanto perché c’è a chi sicuramente è andata peggio. Ad esempio, ai passeggeri di due voli canadesi che qualche anno fa sono stati costretti a una lunghissima sosta per colpa di animali a bordo. Il primo fu un gatto che, fuggito dal trasportino, si infiltrò sotto il sedile del pilota nella cabina di pilotaggio. L’altro volo, invece, subì un enorme ritardo a causa di 4 iguane che girovagavano tranquillamente sull’aereo.
Gli animali hanno causato grandi ritardi anche se non direttamente a bordo. È il caso di un gruppo di tartarughe che invase una pista di decollo del JFK di New York per recarsi nel luogo migliore per deporre le uova. Una storia a lieto fine che si concluse col personale a riportare le tartarughe presso i propri nidi.
Ancora animali protagonisti di ritardi, questa volta a Portland e Madrid. Nel volo statunitense un ragazzo venne punto da uno scorpione a bordo e i soccorsi necessari spostarono l’orario di partenza di un’ora. In quello spagnolo la causa del ritardo fu un maialino selvatico che girovagava indisturbato sulla pista di atterraggio.
La top 5 dei ritardi più strani: sdraio volanti e fulmini
Nella top 5 dei ritardi aerei più assurdi della storia gli esseri umani sono invece i più grandi protagonisti. Che dire del personale di un equipaggio parigino di un volo diretto a Kuala Lumpur che approfittò di una sosta per andare a fare surf a Bali rimanendo bloccato lì a causa dell’eruzione di un vulcano? Oppure di un passeggero che ha recentemente versato del succo d’arancia a bordo di un volo diretto a Malaga, bloccando l’aereo per ore?
Il podio dei ritardi strani, però, se lo dividono un capitano di un volo dell’Air India diretto a Delhi, l’equipaggio di un aereo colpito un fulmine e un camionista americano. Il primo si rifiutò di decollare perché la sua compagnia tolse uno scalo intermedio in cui avrebbe dovuto recuperare un carico di cipolle. L’equipaggio, invece, si rifiutò di partire perché il proprio turno era finito, dal momento che l’aereo su cui doveva imbarcarsi aveva subito un ritardo di 29 ore causato da un fulmine. La medaglia d’oro dell’assurdità va all’americano Larry Walters che nel 1985 ebbe la geniale idea di attaccare 45 palloni a elio alla sua sdraio da giardino e di farsi un volo personale. Peccato che la sdraio volante costrinse un volo Pam Am a cambiare completamente rotta.






