“Ginestrina”, il nuovo romanzo della giornalista Orietta Cicchinelli è stato presentato al caffè letterario di Via Ostiense a Roma con la presenza dell’attrice Sofia Taglioni e l’attore Graziano Scarabicchi. Una storia al femminile con elementi auto-biografici ambientata a cavallo fra gli anni ’90 ed i primi 2000.
Abbiamo avuto il piacere di incontrare l’autrice per scoprire il personaggio di Ginestrina e pregustare la lettura.
Chi è Ginestrina? Perché questo nome?
Ginestrina, la protagonista del titolo, è una ragazza dalla grande voglia di vivere. A tutti i costi. Concepita sotto le ginestre di un ridente paesello delle colline abruzzesi, figlia di contadini, ha tanti sogni e preme per realizzarli. Combatte, cade rovinosamente tra i suoi demoni, ma poi vince con la forza della passione e la voglia di andare oltre. Proprio come la ginestra, “il fiore del deserto” esaltato dal Leopardi, lei non si arrende. Mai! Malgrado e nonostante tutto e tutti.
Perché ha scelto di scrivere questo romanzo?
Ho iniziato a scrivere questo racconto lungo (solo 90 pagine) che avevo 39 anni, come una sorta di diario personale. Ora ne ho 55… Ho iniziato quasi per gioco, senza nessuna intenzione di pubblicarlo: spedivo i miei scritti via mail al grande poeta e sceneggiatore Vincenzo Cerami. Lui me li rimandava con le sue annotazioni e riflessioni, dicendomi che erano pagine piene di vita e che tutte le donne del mondo avrebbero dovuto leggere (parole sue!). Poi ho messo da parte “Ginestrina” con i suoi demoni e le sue passioni, per vivere e dedicarmi ad altri racconti. Nel frattempo sono nati: “La madre” (Tuga edizioni), alla terza edizione e terza ristampa, selezionato dal Salone Internazionale del Libro di Torino per la Biblioteca delle Donne. Poi ho pubblicato “Hijo de Puta-La parabola di un legionario” (MGC e Tony Lupetti editori). E, ancora “Il Karma in un paio di scarpe” che ha avuto fortuna nelle scuole, adottato da alcuni licei e scuole medie come libro di lettura. Tre storie vere di altrettanti personaggi reali. Ginestrina è, dunque, il mio 4° libro editato ma il primo che ho scritto.
Ci sono riferimenti autobiografici o parallelismi tra la sua vita e quella della protagonista?
Certamente! Il primo libro che si scrive contiene sempre molto della propria storia personale. S’inizia a scrivere proprio per la necessità di mettere nero su bianco le proprie emozioni e gli stati d’animo di cui è difficile parlare a voce…
Perché decide di ambientare il suo romanzo negli anni ’90 e nel primo decennio del 2000? C’è qualche evento o riferimento storico significativo che voleva inserire nel libro?
Perché negli Anni ’90-2000 si svolgono realmente alcuni dei fatti e degli accadimenti raccontati nel libro. Ho voluto inserire, poi, la tragica vicenda dell’esplosione di Mignano Montelungo dove morirono (era il 25 marzo del 1952) ben 42 minatori, rimasti intrappolati nella Galleria di Cannaville che stavano costruendo. Mio padre Giovanni, si salvò per miracolo insieme a un altro compaesano di San Vincenzo Valle Roveto. I suoi amici restarono tutti sepolti sotto le macerie. Una tragedia che il mio papà ricordava sempre all’approssimarsi della data.

A chi è rivolto? Donne, uomini, adolescenti? Qual è il messaggio che ha voluto trasmettere ai suoi lettori?
È un libro tutto al femminile, arricchito dalle “incursioni” letterarie di Vincenzo Cerami (pregiate note inedite che sono riportate nel racconto), ma è rivolto anche agli uomini: avrebbero molto da riflettere leggendo delle vicende di Ginestrina!
In che modo è rappresentata la figura della donna? Quali sono le donne che popolano le sue pagine?
Ginestrina è un concentrato di femminilità: è intelligente, forte, caparbia ma anche fragile davanti all’amore. Lei non ha ricevuto amore da piccola o, almeno, non lo ha percepito attorno a sé. Da qui la sua fragilità. Che non è però debolezza: lei ama con tutta se stessa, con ogni parte del suo corpo e della sua anima. E questo comporta anche molta sofferenza… Un dono richiede un prezzo!
Gli ultimi spiacevoli fatti di cronaca vedono sempre più donne vittime di violenza e di crimini efferati. Ci sono, nel suo libro, riferimenti che possano sensibilizzare i più giovani sulle tematiche attuali?
Assolutamente sì! Ginestrina è “vittima” prima di sua madre (un tipo duro non solo con le parole, che la opprime e la fa sentire “inferiore” agli altri…) e poi degli uomini che, a volte, approfittano della sua generosità/ingenuità. Ha una forte dipendenza dall’amore che la conduce su sentieri impervi, per non dire pericolosi…
Definito come un romanzo di crescita incentrato sulla storia di una ragazza di paese che si fa strada nel mondo, coltivando la sua passione per i libri. La lettura è vissuta dalla giovane donna come strumento indispensabile che la porterà all’emancipazione oppure è una compagna di viaggio che contribuirà, insieme ad altri fattori, alla sua crescita? In che modo?
Ginestrina cresce, di pagina in pagina, e si emancipa da tutta una serie di brutture che affondano le sue radici nella cultura popolare (spesso oppressiva e fortemente limitante nei confronti della donna) grazie ai libri. La lettura e lo studio sono il suo rifugio da una vita che proprio non le calza. Sono la sua fuga dalla realtà, ma anche il mezzo per arrivare dove vuole, perché il sapere, la cultura, la libertà di pensiero, nessuno potrà mai toglierteli!

Le radici contadine della protagonista rappresentano per lei un ostacolo oppure delle colonne portanti su cui si appoggia l’evoluzione degli eventi?
Le radici sono importanti: è fondamentale tener presente sempre da dove si viene per poter andare dove si vuole veramente andare. Ginestrina-Arurora fatica più degli altri per raggiungere i suoi obiettivi, per emergere da uno stato sociale che le sta stretto. E non solo per motivi economici. Lavora e studia, non ha tempo per lo svago… Ma la sua forza di volontà è grande più degli ostacoli da superare…
Che cosa deve aspettarsi il lettore dal plot? Intrecci, drammi, suspence?
C’è un po’ di tutto. Un mix a tratti esplosivo (sentimentalmente parlando). Come nella vita che ha molta più fantasia di noi! Sono sicura che il lettore, come la lettrice si ritroverà in alcuni tratti del personaggio. Si emozionerà con Ginestrina-Aurora, piangerà e si arrabbierà persino.
Che cosa cerca Ginestrina, forse la felicità? Chi è il suo antagonista?
Ginestrina-Aurora cerca la vita! Vuole vivere la sua vita a modo suo, come dovrebbe poter fare ogni figlio o figlia che viene al mondo! Non vuole sentire ragioni e non si pone limiti: non permette a nessuno di dirle cosa deve fare. O, almeno così crede. Perché poi, quando l’Amore bussa e sconquassa i piani, si lascia manipolare dall’uomo che ama e si piega alla sua volontà facendosi anche del male. Ma non si rompe mai. Vuole persino volare da sola. E lo fa, a suo rischio e pericolo, pagandone il prezzo.
Ѐ presente l’amore nel libro? In che forma?
L’Amore è il filo conduttore della storia. Di ogni storia che vale la pena di essere raccontata. L’Amore scorre dalla prima all’ultima pagina in un flusso continuo. È un libro pieno d’amore. Comunque e nonostante!
Cercando di evitare l’effetto spoiler, è previsto il lieto fine?
Ogni lettore sarà libero di scegliersi il finale che vuole. Ginestrina resta, con i suoi demoni e le sue passioni, una storia aperta. Non finisce all’ultima pagina!






