Cosa indosseremo il prossimo inverno? A Milano Fashion Week abiti in pelle, blazer crop, frange e altre tendenze

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Una Fashion Week rallentata dalla pioggia, quella di Milano, che si è conclusa oggi 26 febbraio. Il brutto tempo non ha comunque arrestato la tabella di marcia fra sfilate, presentazioni ed eventi. Fra le grandi novità il cambio di scettro da Moschino, adesso sotto la direzione artistica di Adrian Appiolaza che ha preso il posto del compianto Davide Renne (che avrebbe dovuto debuttare a Milano proprio questo febbraio). Siamo soddisfatti? Mmmh… ci sono gli elementi canonici di Moschino, certo… ma dov’è la sensazione di essere trasportati in un’altra dimensione? Forse siamo ancora un po’ troppo ancorati a Jeremy Scott che ci ha portati dal mondo di Barbie fino al McDonald, passando per i quadri di Picasso ed i fustini del detersivo, in una pop art esplosiva. Ogni collezione era un cult. Adesso è come se si fosse abbassata la saturazione… ma aspetteremo le sfilate di settembre per avere una visione più chiara. Aria di novità anche da Blumarine con il debutto di Walter Chiapponi che ci ha letteralmente fatti re-innamorare del brand. 

Questa sarà la fashion week che passerà alla storia come quella del lancio della spazzatura. Si, è andata proprio così da Avavav, dove al pubblico è sono stati forniti dei rifiuti da lanciare sulle modelle. Un modo, spiega la designer Beate Karlsson, per esorcizzare gli haters… e con tanto di torta in faccia finale!

Ma cosa indosseremo il prossimo autunno inverno?

Milano Fashion Week – Le tendenze

La giacca di pelle marrone 

Capo passe partout dall’allure anni ’70. È un must di stagione. Nella sua versione più classica, dal taglio retto da Alberta Ferretti; effetto vintage doppiopetto da Bally; multipocket, strutturato e monopetto da Gucci.

Abiti scultura

Look scultorei che impongono una silhouette piuttosto che accompagnarla. In versione aliena e futuristica da Annakiki; da Dolce&Gabbana un tripudio di piume voluminose in un effetto finale cigno nero; fianchi accentuati che rimandano un po’ alla “old” Lady Gaga da GCDS; una scultura da bosco incantato da Antonio Marras… per nulla wearable, ma sicuramente da “favola”.

Frange

Le frange mutano e si trasformano, donando movimento e tridimensionalità ai capi. Un modo perfetto per rendere interessante anche un semplice look monocromatico come quello Anteprima, con una gonna attraversata da piccole frange effetto charleston; Anton Giulio Grande a Linea Pelle, rende le frange un elemento jewels, con una cascata di perle in un contrasto fra punk e bon ton. La sublimazione di questa tendenza la vediamo in passerella da Salvatore Ferragamo, che drappeggia le frange su un minidress con spalline scivolate in un delicato cipria antico; drappeggio di frange anche da Philipp Plein, in uno dei pezzi forti della sfilata, in total black.

Leather Dress

Se non avete ancora un abito in pelle, sappiate che si riconferma come l’investimento di stagione. Il midi dress di Bally rappresenta in pieno l’essenza di questo trend: sofisticato, elegante… aggressivo, ma composto. Più sexy la versione di Ermanno Scervino, in colore cachi, con corsetto. Sempre in cachi, ma dalle linee morbide l’abito midi Fendi, un capo easy to wear adatto a tutte le tipologie di silhouette. Futuristico, invece, quello proposto da Marni, con collo halter, gonna a trapezio e guanti abbinati.

Giardino d’inverno

Per il suo debutto da Blumarine, Walter Chiapponi rispolvera gli archivi… ed il risultato è strabiliante. Il brand rivive di nuova luce e questo cappotto floreale in stile liberty è il capo unisex musthave di collezione. Calcaterra gioca con volumi oversize e applicazioni floreali tridimensionali che non lasciano assolutamente indifferenti (nel bene e nel male!). Ispirazione liberty anche da Vivetta, con una stampa vintage su una giacca crop dal gusto vittoriano. 

Blazer crop

Il blazer si può indossare solo in due modi: lungo ed over o crop. Così detta la moda. Da Dolce&Gabbana un taglio smoking con ampio reverse e spalline importanti; molto simile la linea scelta da Versace, dai volumi più ridotti e doppiopetto; da Etro, l’immancabile stampa paisley su un blazer oversize “rubato, rivisto e corretto” dal guardaroba maschile.

Elettra Nicotra