Becoming Karl Lagerfeld: un’occasione mancata per celebrare un genio della moda?

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È il problema di un po’ tutti i biopic: si romanza troppo sulla vita personale dei personaggi e si perde di vista il centro focale. Il genio. 

È questo il caso della nuova serie tv approdata su Disney+ Becoming Karl Lagerfeld?

La serie è stata ideata da Isaure Pisani-Ferry, Jennifer Have e Raphaelle Bacquè. Ad interpretare Lagerfeld, uno strepitoso Daniel Bruhl (che ricordiamo per la pellicola Good Bye, Lenin!). Bruhl riesce a trasmettere il carisma del kaiser della moda, soprattutto nelle immagini dei primi anni ’70, dove si nota anche una certa somiglianza fra i due (complici barba e occhiali scuri). Certo, tutto questo a patto che non si decida di guardare la serie doppiata in italiano, perchè accostare Lagerfeld alla voce di Leonardo Di Caprio (Francesco Pezzulli) ci sembra a dir poco… ironico e surreale!

Becoming Jacques de Bascher?

C’è un grande grande problema di fondo: la serie è eccessivamente incentrata sulla figura di Jacques de Bascher, amore platonico di Karl Lagerfeld, dandy, socialite ed amante di Yves Saint Laurent. E qui si perde un po’ il controllo dell’intera faccenda: quanto è importante scavare nell’intimità e nella vita privata di questi personaggi così iconici? Il pubblico ha davvero così tanta fame di gossip e rotocalchi? È più interessante addentrarsi della vita domestica di un artista, piuttosto che nella sua stessa arte?

C’erano infiniti modi di raccontare la storia di questo grande uomo, ma si è scelta la versione telenovela che poco si accosta al profilo di un artista così rilevante. Lui stesso aveva fatto della sua vita privata un mistero… ed è alquanto legittimo. Allo stesso modo, la figura di Yves Saint Laurent esce davvero macchiata da questa rappresentazione: scollegato dalla realtà, non consapevole, tossicodipendente, disperato, capriccioso, succube e perverso. Noi non possiamo saperlo, magari tutto questo corrisponde davvero all’uomo dietro il genio… ma a noi… perchè dovrebbe importare? Perchè togliere magia al mito?

È il problema della nostra epoca. Abbiamo perso il concetto di mistero. Vogliamo che le celebrità ci vengano servite sul piatto del reality show. Le vogliamo vedere umane e simili a noi per non sentirci inferiori. La verità è che, rispetto a certi individui, lo siamo davvero. Sono pochi i Karl Lagerfeld, i Yves Saint Laurent o i Christian Dior. Sono poche le Coco Chanel, le Sonia Rykiel o le Miuccia Prada. Lasciamoli al loro posto, lasciamoli con intorno la loro mistica aura. Sono dei miti, non dobbiamo per forza umanizzarli perchè il loro operato rimarrà comunque più grande di loro stessi. Mortificare Yves Saint Laurent mostrando il suo lato peggiore, non toglierà nulla al suo estro e non renderà noi persone più valide. 

Dov’è la moda? Dov’è Chanel?

La mancanza di Chanel in questa miniserie è qualcosa che, con dispiacere, non desta sorpresa. Il titolo è piuttosto esplicativo: “Becoming Karl Lagerfeld” – Diventando Karl Lagerfeld. È stata una scelta, dunque, quella di tralasciare la punta di diamante della sua immensa carriera. Subito dopo Coco, Chanel è stata una maison personificata nell’uomo di Karl Lagerfeld che è stato capace di spingere questo brand verso la modernità e di far re-innamorare le donne della doppia C dopo un periodo di forte declino. 

Ciò non toglie che una delle grandi pecche della serie sia proprio quella di far vedere pochissimo della creatività del kaiser della moda. Certo, ci sono alcuni passaggi interessanti, come la visione manageriale di Chloè o la sua posizione rispetto al mondo dell’Haute Couture (e da qui non ci sorprendiamo dell’ingresso delle collezioni Mètiers d’art di Chanel)… ma mostrare un Lagerfeld che con tanta naturalezza imprime su carta un bozzetto dopo un altro con apparente facilità non è sufficiente a spiegarne il genio. Non traspare il suo obiettivo, la sua vision, la sua estetica… tanto che di abiti ne vediamo davvero pochi. E Fendi? Una collaborazione di cinquant’anni ridotta ad un caffè a Roma, dove comunque sembra più importante, al solito, la presenza di Jacques de Bascher. 

Insomma, tante belle speranze andate in fumo… e lo diciamo davvero con immenso dispiacere. Ma questo ci da un senso di come girano le cose oggi: poco spazio per l’arte e bellezza, tanto spazio per sesso, denaro, perversione, intrighi, litigi e puro drama.

Elettra Nicotra