Intervista a Anastasia: il giovane talento che unisce tradizione e modernità

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Anastasia Almo, conosciuta semplicemente come Anastasia, è una delle promesse più interessanti del panorama musicale italiano. Nata nel 2006 nella provincia di Perugia, si avvicina alla musica fin da bambina grazie allo studio del pianoforte classico, un percorso che ha gettato le basi della sua solida formazione musicale. Questo approccio accademico le ha permesso di sviluppare una sensibilità unica, che successivamente si è trasformata in una passione profonda per il canto pop.

Spinta dalla voglia di raccontare e raccontarsi, Anastasia ha iniziato a scrivere i suoi primi pezzi inediti nel 2020, trovando nella scrittura un mezzo privilegiato per esprimere emozioni, esperienze e fragilità. La sua determinazione e il talento naturale non sono passati inosservati: grazie a una borsa di studio, Anastasia è stata selezionata per partecipare al prestigioso corso “Autori” del CET di Mogol, un luogo simbolo per la crescita artistica di molti cantautori italiani. Formazione che è stata fondamentale per la definizione della sua identità artistica e musicale, permettendole di unire la delicatezza delle melodie pop con testi sinceri e profondamente introspettivi.

Il percorso di Anastasia raggiunge una tappa significativa con la pubblicazione del suo primo singolo, “Nuda”. Il brano rappresenta un esordio maturo e autentico, capace di raccontare con semplicità e profondità una delle fasi più complesse della vita: l’adolescenza. Prodotto da Diego Calvetti ed Emanuele Sciarra e scritto insieme a Serena Ventre, “Nuda” esplora il bisogno di mettersi a nudo, mostrando con coraggio le proprie fragilità. Questo tema si sposa perfettamente con la visione musicale di Anastasia, che punta a un linguaggio universale, capace di toccare le corde più intime di chi ascolta.

Nonostante la giovane età, Anastasia ha già dimostrato una maturità artistica rara. La sua voce, caratterizzata da dolcezza e intensità, riesce a trasmettere emozioni profonde e universali, dando vita a interpretazioni autentiche e mai forzate. Le sue influenze pop si mescolano a sonorità moderne e delicate, creando un sound che, pur rimanendo contemporaneo, porta con sé una personalità ben definita.

La sua carriera, ancora all’inizio, è caratterizzata da un percorso fatto di applicazione, dedizione e crescita costante. Lo studio del pianoforte classico e l’esperienza formativa al CET di Mogol hanno contribuito a costruire le fondamenta di una carriera musicale che promette di essere longeva e ricca di soddisfazioni. Questa giovane promessa si inserisce così in un panorama musicale sempre più ricco di voci giovani e talentuose, distinguendosi per la sua capacità di raccontare esperienze personali con una sincerità che parla a tutti.

FashionNewsMagazine ha intervistato la cantante per scoprire qualcosa in più sulla sua vita e carriera musicale.

Anastasia, il tuo percorso musicale ha avuto inizio con lo studio del pianoforte classico. Quanto ha influenzato questo aspetto della tua formazione nella tua musica attuale? E cosa ti ha spinto poi a virare verso il pop contemporaneo?

Ho iniziato a studiare pianoforte classico, perché da bambina c’era una scuola di musica di pianoforte e fisarmonica accanto all’ufficio dove lavorava mio padre. Mi piaceva la musica, mi piaceva suonare il piano, imparare esercizi nuovi. Successivamente, invece, entrando in contatto con il canto pop, ho usato il pianoforte più per l’accompagnamento, per suonare da sola le canzoni che cantavo. Questo mi ha permesso alle volte di riuscire a prendere i miei tempi, rendendomi più indipendente nell’esecuzione del brano stesso. Sicuramente, all’inizio del mio percorso di canto, non avendo, chiaramente delle basi musicali per me, ma utilizzando quelle già pronte che si trovano tranquillamente su youtube, il saper suonare uno strumento, mi ha dato un aiuto in più. Inoltre, grazie al pianoforte, ho iniziato a scrivere i primi pezzi. Il saper suonare per me è stato essenziale

Hai iniziato a scrivere i tuoi primi pezzi nel 2020, un periodo particolare per tutti. Quanto ha contato la scrittura come valvola di sfogo e come mezzo per raccontare la tua adolescenza e le tue emozioni?

Il periodo pandemico lo ricordo come un periodo molto buio. Inizialmente ne ero felice, perché potevo dedicarmi al meglio alle mie attività, ma poi si è rivelato un periodo povero di connessioni e interazioni con le persone. L’unica mia “valvola” di sfogo, per poter in qualche modo comunicare con qualcuno sul mio stato d’animo, di come mi sentivo, è stata la scrittura. Sicuramente mi ha aiutato tanto, a tirare fuori un qualcosa che tieni dentro e anche per dire una verità a te stesso”.

Nonostante la tua giovane età, hai avuto l’opportunità di frequentare il prestigioso CET di Mogol. Cosa hai imparato da questa esperienza e come ha contribuito a formare la tua identità artistica?

Il CET di Mogol è stata un’esperienza bellissima, da cui ho appreso molto. Prima di questa scuola, ho approcciato alla scrittura, ma in modo molto elementare senza sapere come scrivere un brano. Grazie al CET, oltre ad apprendere le cose fondamentali sulla scrittura di una canzone, ho potuto confrontarmi ed ascoltare anche creazioni di altre persone, frequentare lezioni con insegnanti importanti e acquisire anche una maturità maggiore. Il CET è stato importante, non solo dal punto di vista didattico, ma anche dal punto di vista umano per la creazione di legami con altre persone e per una consapevolezza maggiore di se stessi

Tra studio, scrittura e il tuo esordio nella scena musicale, come riesci a conciliare la carriera con la tua vita quotidiana e personale? Cosa ti piace fare quando non sei immersa nella musica?

Fin da piccola sono sempre stata una ragazza iperattiva, che voleva fare centomila cose insieme. Ho sempre seguito un po’ il cuore, facendo ciò che mi appassionava di più. È ovvio che ci sono dei momenti in cui si devono affrontare anche cose che ci piacciono di meno o in cui abbiamo meno energie, però secondo me, la passione è la chiave e la carica giusta per ogni cosa. La musica sicuramente fa sempre parte della mia vita in qualche modo, però diciamo che quando non compongo, vado a danza o in palestra, studio, perché faccio il primo anno di Università, mi piace viaggiare, conoscere posti nuovi e cucinare”.

In un contesto musicale spesso dominato dall’immagine, Anastasia sceglie di puntare tutto sull’autenticità e sulla musica come mezzo di espressione. Un talento da tenere d’occhio, capace di far parlare di sé con naturalezza e di emozionare con la forza della sua voce e delle sue parole.

Alessandra Rosci