Intervista a Ketty Teriaca: “Da Lontano”, il nuovo album della pianista catanese

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Si intitola “Da Lontano” il nuovo album dell’artista catanese Ketty Teriaca. Un disco per piano composto da quindici tracce che si configura come un’opera corale, nata dal contributo di otto amici che, tra musicisti, strumentisti, compositori con cui la pianista ha avuto il piacere di lavorare in occasione di concerti e performance musicali nel corso dei suoi trent’anni di carriera, hanno offerto il proprio supporto come tributo dell’amicizia che li lega.

L’album, prodotto dalla casa discografica Modhì Music Company, è un vero e proprio viaggio all’insegna dei sentimenti e dei ricordi. Le melodie appaiono intime e introspettive, espressione di ciò che significa ai giorni nostri l’inquietudine di vivere. La pianista nei suoi brani ci tiene a sottolineare anche l’importanza dei silenzi che a causa dei ritmi frenetici di vita e delle continue corse contro il tempo, non siamo più abituati a goderci.

Quindici i brani in scaletta dalle armonie dense e crepuscolari, partiture per piano solo, alcune inedite, firmate da compositori come Marco Betta (attuale sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo), pianisti come Maria Gabriella Cappelletti, Valentina Grisafi e Luciano Maria Serra, chitarristi come Luca Nobis, Giovanni Seneca, Mario Gulisano e dal brasiliano Daniel Wolff.

Ketty è riuscita a creare un’opera in cui non sono servite le parole per comunicare emozioni; è bastato un piano e le sue mani d’oro per dare vita ad arte pura. Cinquanta minuti in cui potersi immergere completamente nel suo mondo, e farci cullare dalla dolcezza delle melodie e dal ritmo dei tasti suonanti. “Questo disco nasce durante il lockdown, quando in assenza di concerti di musica da camera, mi sono ritrovata a studiare pagine del repertorio solistico. Alla ricerca di nuove partiture, ho coinvolto Luca Nobis chiedendogli la trascrizione per piano di un brano ascoltato durante un suo concerto. Cosa che ho poi ripetuto con tutti gli amici compositori dei quali apprezzavo la scrittura e che mi hanno donato loro partiture”, ha affermato l’artista.

In particolare l’album viene definito dalla stessa autrice un vero e proprio omaggio a sua madre, ma sostiene sia rivolto anche a tutte quelle madri che affiancano con costanza i propri figli nelle loro passioni, supportandoli negli studi, incoraggiandoli nei fallimenti, inevitabili in qualunque percorso di conoscenza, e condividendone i successi. Un messaggio nobile questo, pieno di quotidianità e di amore, quello di una mamma verso il proprio figlio, un amore forte, indissolubile, eterno.

La tracklist:

1. Da lontano
2. Pace
3. Planare
4. Il valzer dei ciliegi
5. Ecuba
6. Due piccoli valzer sentimentali
7. Per Elsa
8. A brief nocturne in B flat minor
9. Nives
10. Ultima luce
11. Cristalina
12. Lamento para Maroca
13. Notturno – Soledad
14. Intermezzo
15. La vita che appare

FashionNewsMagazine ha avuto l’onore di intervistare Ketty Teriaca e di scoprire qualche informazione in più sulla sua carriera artistica e sul suo nuovo disco.

Ti sei diplomata in pianoforte nel 1990 e hai completato la tua formazione musicale laureandoti in Lettere ad indirizzo musicale al DAMS di Bologna. Oltre ad essere una musicista, sei anche una docente al Conservatorio Scarlatti di Palermo. Quali sono i benefici che riscontri nell’insegnamento e nell’entrare in contatto con giovani artisti che si stanno affacciando ora al mondo musicale?

Ho iniziato giovanissima ad insegnare pianoforte, mi è sempre piaciuto condividere con gioia quello che apprendevo studiando. Dell’insegnamento la cosa che preferisco e alla quale punto sempre è entrare nella relazione profonda con l’alunno per poter tirare fuori tutte le emozioni e il vissuto interiore dello studente, dandogli forza e consapevolezza. È un continuo scambio umano che mi arricchisce e lascia colori nell’anima. Inoltre, cerco sempre di stimolare la capacità organizzativa del tempo per lo studio dello strumento in una società frenetica come la nostra”.

Il tuo nuovo album intitolato “Da Lontano” è un’opera corale nata dal contributo che alcuni tuoi amici musicisti e compositori hanno deciso di offrire per la sua realizzazione. Pensi siano riusciti a rispettare in pieno il significato e il messaggio che volevi trasmettere per il tuo disco?

Quando ho scelto i brani per il mio disco e quindi i compositori, conoscevo benissimo il linguaggio con il quale mi sarei rapportata. Avevo già nel tempo suonato musiche di questi musicisti amici e sapevo che le loro partiture avrebbero permesso la mia espressione più intima e profonda”.

Il disco “Da Lontano” è dedicato alla tua mamma, ma anche a tutte le mamme del mondo e al loro amore incondizionato verso i propri figli. Quando hai deciso di diventare musicista? La tua mamma come ha reagito a questa notizia?

Ho iniziato a studiare pianoforte all’età di sei anni. il percorso è stato lungo e faticoso, fatto di cadute e rialzate, sempre aiutata da mia madre, anche talvolta con punte di durezza. Credo di aver deciso di insegnare dopo il diploma di pianoforte, anche se in contemporanea mi stavo creando un’ipotetica alternativa con un percorso universitario al DAMS di Bologna. Naturalmente mia madre è stata sempre entusiasta della mia scelta pur sapendo che sarebbe stato un percorso impegnativo”.

Il tuo nuovo album è composto da quindici tracce. Un viaggio di cinquanta minuti in cui l’ascoltatore è portato ad emozionarsi e a riflettere. Quale di questi brani pensi ti rappresenti di più e perché?

Amo tutti e quindici i brani dell’album, ognuno per quello che mi evoca e per il legame forte che sento con ogni compositore, ma quello che mi rappresenta di più è Da Lontano di Luca Nobis che dà il titolo al disco e che ho scelto per il videoclip. Ho questa immagine forte davanti ai miei occhi, di quando in qualità di organizzatrice di concerti con la mia associazione Darshan, mi sono ritrovata davanti ad una esecuzione straordinaria alla chitarra dello stesso Nobis che con il suono di Da Lontano incantava il pubblico, e lì mi è scattato dentro un desiderio enorme di vedermi a suonare da sola quelle note così belle. Quella sera stessa gli chiesi di scriverne una versione per pianoforte”.

Note che fanno riflettere, ricordare, emozionare. Un album da ascoltare tutto d’un fiato.

Alessandra Rosci