Gabriela Hearst. Moda, Beneficienza e Sostenibilità.

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Se non avete mai sentito il nome della designer uruguaiana Gabriela Hearst, non vi preoccupate. Sicuramente avete visto la sua Nina Bag al braccio di Meghan Markle in svariate occasioni. Quindi già avete fatto un passo avanti nel conoscere la stilista ed il suo marchio.

Gabriela Hearst è di nuovo nelle news di moda per la sua ultima iniziativa. Dal 2 al 9 dicembre, infatti, il 100% dei profitti del marchio saranno devoluti a Save the Children. Una mossa per avere un forte impatto sulle donazioni ai bambini dello Yemen, affiltto dalla carestia. A spronare i fan del marchio sarà anche l’opzione di acquistare immediatamente on-line le sue desideratissime borse. Infatti, Gabriela Hearst, per evitare sprechi, crea solo su ordinazione, con liste di attesa e con tempi di produzione che vanno dalle 8 alle 12 settimane.

Già lo scorso settembre, la designer aveva catturato i titoli della NYFW con la prima sfilata eco-friendly. Infatti, con l’aiuto di EcoAct, ogni elemento della produzione della sfilata è stato misurato, con l’obiettivo di minimizzare l’impatto nelle prossime edizioni. Non solo, dopo i risultati dell’impatto dello show P/E ’20, Gabriela Hearst ha effettuato una donazione a favore di Our Children Trust. L’obiettivo finale, è di creare un marchio sostenibile nel giro di tre anni, a partire dalla produzione degli abiti fino al passo finale di come e dove sono venduti. 

Il packaging del brand è già completamente biodegradabile, i tessuti usati naturali e la massima attenzione ai flagship store Gabriela Hearst. Per ora solo solo due ed esclusivi: New York Madison Avenue e Londra Brook Street. Per quest’ultimo in particolare vi è stata una collaborazione con l’architetto Norman Foster, utilizzando materiali riciclati da altri edifici abbandonati o abbattuti e tessuti sostenibili. Esempi sono l’uso di lino per i tendaggi invece che cotone; ed i divani in pelle trattati con materiali non chimici.

Gabriela Hearst si propone come il brand che sicuramente farà da modello ed apripista per una sistema moda veramente sostenibile ed ecologico.

Dario Bentivegna