
Di Andrea Festuccia
Leone d’oro al film “Un piccione seduto sul ramo a meditare sull’esistenza”
E’ svedese il film vincitore della 71° edizione della Mostra internazionale del Cinema di Venezia, un quadro noir sulle relazioni sociali oggi – Leone d’argento al maestro russo Končalovskij, Coppa volpi femminile alla Rohrwacher
A Venezia da qualche anno è proibito dar da mangiare il granturco (e altro) ai piccioni. Una tradizione venuta meno per questioni igieniche e di decoro della città. Ma questa volta il piccione si è preso una bella rivincita, ispirando almeno nominalmente il film vincitore della 71a Mostra del cinema. “A pigeon sat on a branch reflecting on existence”, del regista svedese Roy Andersson, è un quadro composto di 39 scene, dal sottofondo tragicomico “noir”, con tinte da teatro dell’assurdo, che offre un punto di vista esterno su ipocrisie, abitudini reiterate e violenze neanche troppo represse delle relazioni umane al giorno d’oggi.

Il Leone d’argento per la migliore regia va a un acclarato maestro del cinema del novecento, Andrej Končalovskij (suo l’indimenticabile Asja e la galllina dalle uova d’oro del 1994) presentatosi in concorso con il film “Le notti bianche del postino”, un film dalla fotografia straordinaria, ambientato nella Russia rurale, dove un postino tiene in vita le lettere cartacee (contro l’avanzata degli sms e delle mail) e allo stesso tempo funge da collante per gli anziani del posto. Sullo sfondo, in perfetto stile checoviano, la vita della grande città, e il sogno fragile di un amore.

Il Gran premio della giuria è andato invece “The look of silence” dell’americano Joshua Oppenheimer , la storia di un uomo, che ha perso il fratello, vittima della repressione operata dalla dittatura indonesiana negli anni’60, e che va personalmente a cercare nei killer le tracce di un pentimento. L’italiano Saverio Costanzo centra il bis nella Coppa Volpi (miglior interpretazione maschile e femminile) con i suoi attori Adam Driver e Alba Rohrwacher, protagonisti di Hungry Hearts, storia che narra il disagio e lo spleen esistenziale di una coppia di giovani appena sposati. Infine, uno sguardo al futuro, con il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente dato a Romain Paul, che nel film francese “Le dernier coup de marteau” di Alix Delaporte interpreta Victor, un ragazzino di quattordici anni che vive in una roulotte vicino al mare con la madre Nadia. La malattia della madre e la scoperta di un padre direttore d’orchestra di cui ignorava l’esistenza, cambieranno le carte in tavola della storia della sua vita.






