Curriculum vitae: il biglietto da visita per trovare lavoro

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Il CV perfetto è sempre un cruccio, per chiunque cerchi lavoro: neo laureati o lavoratori con esperienza, tutti si chiedono cosa vada scritto e cosa no, quanto deve essere lungo e se sia necessario inserire la propria foto o se sia meglio tralasciare.

Il CV è il biglietto da visita che mostra al selezionatore chi siete e con quanta cura preparate le cose: mai affidarsi al caso. Scrivere un curriculum efficace significa valorizzare il proprio profilo e mostrarsi subito come il candidato ideale per la posizione di interesse: un curriculum efficace si caratterizza per la grafica chiara e di immediata comprensione e per i contenuti esaustivi e ben organizzati. Una buona prima impressione, inoltre, è fondamentale per emergere tra i candidati ed essere presi in considerazione dai responsabili della selezione. Per capire come scrivere un curriculum vitae efficace la prima domanda da farsi è: cosa cercano i datori di lavoro?

Le vostre competenze, se ci sono, prima o poi incontreranno qualcuno a cui servono molto, anche se per trovare il lavoro dei sogni ci vuole pazienza, studio e aggiornamento costante. Le aziende più importanti iniziano la preselezione del recruting proprio dal curriculum vitae, che se ben fatto è già da solo, a prescindere dal contenuto, un assaggio di ciò che il candidato produrrà in azienda, del suo stile e della propria cura per i dettagli.

Il CV dovrebbe essere confezionato o modificato in base al destinatario. Informazioni che sono cruciali per fare colpo su una società potrebbero essere irrilevanti per un’altra. Bisognerebbe, quindi, enfatizzare contenuti e parole chiave su misura per ogni azienda e usare un lessico in linea. L’occhio, poi, vuole (prepotentemente) anche la sua parte. Mettetevi nei panni di chi valuta decine, se non centinaia di CV ogni giorno. Arricchendo il vostro CV con elementi grafici si risveglia e si attira l’attenzione del recruiter.

Se siete di quelli, peraltro, che scrivono un curriculum lungo dieci pagine per far vedere che avete fatto tante cose, smettetela. È molto meglio paradossalmente avere un curriculum di una sola pagina, che renda immediatamente l’idea delle vostre reali possibilità, che un intero manoscritto che rischia solo di rendere tutto confuso, ottenendo un effetto devastante tra le mani di chi legge. Non bisogna, poi, dare nulla per scontato ma soffermarsi bene nel modo in cui si scrive ogni parte del CV, persino i contatti. C’è modo e modo per scriverli: prima il nome, poi il cognome, l’indirizzo, il telefono, la mail, e -perché no i canali social e la “presenza online” tramite il link a un blog o a un portfolio online.

Magari al colloquio ci arrivate anche, ma ricordatevi che le bugie hanno le gambe corte e prima o poi si fermano. Ad esempio, se il datore di lavoro vi mette alla prova sulla conoscenza del francese che avete detto di sapere a livello ottimo (quando invece è solo poco più che scolastico) che figura ci fate? Non bella di sicuro. Così come se decidesse di contattare il vostro ultimo capo per verificare alcune informazioni.

Non è pura fantascienza, ma situazioni che possono verificarsi davvero. Bisogna essere sempre e comunque sinceri: plasmare il curriculum in base all’azienda a cui vi proponete non significa mentire. Enfatizzare esperienze e competenze non vuol dire inventarle.

Il curriculum che si sta mandando potrebbe permettervi, perciò, di trovare un lavoro o di iniziare un’attività. Evitate, quindi, la fretta quando lo preparate. Ci avete lavorato, è stata una bella fatica ma finalmente avete finito? Bene, armatevi di pazienza e rileggetelo da capo. Più e più volte. L’errore, il refuso, sono dietro l’angolo e possono presentarvi all’istante come persone frettolose e superficiali.

Dalla lunghezza ai requisiti che proprio non possono mancare, scrivere un CV perfetto è, così, un’ardua sfida da affrontare. Il segreto? Pensare bene prima di scrivere.

 

Alessandra Rosci