Di Tiziana Galli
Lo specchio dei desideri
Era tempo che non entravo in una Galleria d’Arte: ultimamente le ho scrutate da fuori con un grande senso di diffidenza e tristezza, constatando regolarmente la povertà dell’attuale mercato dell’Arte.
Povertà di proposte e povertà di richieste.
Spesso si acquista un pezzo solo per poter riempire un muro con qualcosa che possa essere abbinato ad un divano e altrettanto spesso si compra una firma indipendentemente da dove essa possa essere stata apposta.
Archivi di immagini senza un reale valore: senza anima.
Avevo capito che l’arte aveva smesso di far sognare. Ovunque.
E’ stata una grande sorpresa sentire l’irresistibile voglia di entrare in una nota galleria romana: la Galleria Bosi.
Osservando dall’esterno le vetrine avevo visto trapelare qualcosa di diverso, qualcosa che non sapevo tradurre ma che mi affascinava tremendamente.
Rotti gli indugi ho oltrepassato l’uscio e sono entrata in quel posto incantato: un luogo dove il gusto del bello ha ancora un cuore e un’anima.
E’ alla scoperta di questo reame che voglio portare anche Voi, lasciandoci guidare dal titolare della stessa Galleria: il dott. Fabrizio Bosi.
Iniziamo questo percorso ideale con la conoscenza di una pittrice italiana che si firma Patrik J.
Patrizia è il suo nome di Battesimo, ma non riesco a strappare nulla di più sulla sua identità reale.
E’ il suo stile a farla riconoscere: Patrizia parla un linguaggio artistico che non ha bisogno di essere mediato e va diretto, senza esitazioni, ad accendere la fantasia e la spensieratezza di ogni osservatore.
Immaginazione e senso ludico si fondono, esaltati dai ricordi custoditi dal “bambino” che è in noi.
Pop-art si potrebbe definire la sua: arte popolare, diretta; arte che appassiona senza tante complicazioni intellettuali. Non servono.
Pochi colori, ma assoluti, rigorosamente stesi ad olio, delimitati da una linea continua nera che ne definisce i contorni.
Personaggi, spesso a misura d’uomo, appartenenti ad un mondo notoriamente irreale, diventano delle nostre dimensioni, entrando quasi nella nostra realtà.
O forse siamo noi ad entrare nella loro…
E’ in questo dialogo illusorio che ci si perde e ci si intriga, uscendone rigenerati. Alleggeriti.
Icone ed anti-eroi: due filoni pittorici che si integrano e si compensano rappresentando gli aspetti più archetipici dell’essere umano.
Chi non ha mai desiderato essere affascinante e seducente come Margot, l’intrigante ammaliatrice uscita dalla fantasia di Monky Punch, perennemente rincorsa dal ladro gentiluomo per antonomasia?
Chi non ha mai desiderato essere sensuale e accattivante come l’elegantissima donna pantera Eva Kant?
Chi non ha mai sperato di riuscire a sfuggire alle pressioni e ai problemi della vita con la stessa agilità e leggerezza che utilizza Lupin III per sfuggire alla giustizia?
Personaggi ideali in cui ognuno si può o si vorrebbe riconoscere.
Piccolezze e grandezze dell’animo umano rappresentate su pannelli che, come specchi magici, riflettono l’immagine dei nostri desideri.
[ScrollGallery id=109]
Courtesy Antica Galleria Bosi







