Di Ramona Mondì
SOS Obesity time
L’informazione giusta per una vita migliore.
“La violenza di tre ventiquattrenni si scatena contro un ragazzino obeso.”, questa la notizia che qualche giorno fa abbiamo ritrovato a caratteri cubitali sulle prime pagine dei giornali. A seguito di tale episodio una valanga di commenti indignati ha invaso il web, ma nell’esatto momento in cui tutto accadeva, nessuno si premurava di difendere quel ragazzino, “colpevole” di un problema di cui, probabilmente, non ne aveva diretta “colpa” e che è considerato di portata mondiale: l’obesità.
Noi di Fashion News Magazine mandiamo un pensiero a Vincenzo che lotta per la guarigione, non solo delle violenze, ma anche della sua condizione di sovrappeso. Come lui, tantissimi ragazzi oggi soffrono di questa malattia, e calza a pennello la proposta dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione clinica presentata in questi giorni al Senato che punta alla giusta informazione su tutti i fronti.
La campagna nazionale Obesity Day 2014, promossa nella giornata del 10 Ottobre, mira a spostare in modo corretto l’attenzione dei mass-media, dell’opinione pubblica e di chi opera in sanità, da una visione estetica dell’obesità ad una visione salutistica.
«L’Obesity Day si differenzia da altre giornate dedicate alla prevenzione – ha spiegato il Prof Lucio Lucchin, presidente ADI – perché si pone come obiettivo primario quello di una diffusa e profonda sensibilizzazione sul tema, e non quello della raccolta fondi. L’obesità è stata riconosciuta dall’American Medical Association come una vera e propria “malattia” e non può essere contrastata dal solo intervento sanitario, ma necessita il coinvolgimento in toto della società. Ecco perché – sottolinea il Prof Lucchin – è nostro interesse smuovere la disattenzione dell’opinione pubblica verso questo problema e chiedere un maggiore investimento a livello sanitario, che cominci dalla formazione del personale specifica sul tema».
Purtroppo, come ha evidenziato Vito De Filippo, sottosegretario della Salute, in Italia il problema è evidente già nella fascia dell’infanzia, con il 22,1 % dei bambini in sovrappeso e il 10,2 % in condizioni di obesità. Una “epidemia” non solo nazionale, ma globale.
Il nuovo Piano nazionale della Prevenzione definisce una strategia di intervento che coinvolge gli ambiti sanitari, quelli dell’istruzione e dello sport per affermare quegli stili di vita sani, a tavola e non solo, la cui assenza è appunto alla base dell’aumento dell’incidenza dell’obesità.
L’augurio di ADI è che l’obiettivo prefissato non risulti un’ipocrita affermazione svuotata di azioni concrete. Bisogna che ci si impegni su tutti i fronti, dietistico, sportivo e soprattutto psicologico.








