Il Buio oltre il Cinema

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"The Editor" di Matthew Kennedy e Adam Brooks
“The Editor” di Matthew Kennedy e Adam Brooks

Di Andrea Festuccia

Torino Film Festival, 32a edizione

In uno dei festival italiani più ricercati – dal 21 al 29 novembre – molti i film con vene thriller-horror, ma la sensazione è che dietro il genere ci sia una meticolosa scelta di film che indagano i temi più oscuri del disagio sociale contemporaneo.

Horror, Zombie, Paranoie: spesso l’apparenza inganna. Non perché non ci sia una volontà da parte degli organizzatori del Torino Film Festival (in primis la direttrice Emanuela Martini) di dedicare una buona percentuale del festival (e una sezione – After Hours) a questo genere, ma perché a guardar bene nelle scelte del Festival, si comprende come forse quello della notte, del buio della paura, sia il climax giusto per suscitare quella scintilla che ancora oggi dovrebbe muovere lo spettatore (oltre che il critico): la curiosità. Curiosità per le mille paranoie degli adolescenti di oggi, la paura delle nuove periferie metropolitane, la violenza delle guerre fra bande, le ossessioni e l’incapacità d’amare: sono solo alcuni dei temi sviluppati dai 197 i titoli di Torino Film Festival 2014, di cui 65 lungometraggi opere prime e seconde, 45 anteprime mondiali, 23 anteprime internazionali, 3 anteprime europee e 70 anteprime italiane. Selezionati su circa 4000 film visionati (tra corti, medi e lungometraggi).

"Anuncian Sismos" di Rocío Caliri e Melina Marcow
“Anuncian Sismos” di Rocío Caliri e Melina Marcow

Fra i film in concorso (“Torino 32”, la sezione principale), noi ve ne segnaliamo tre. Il neozelandese “What We Do in the Shadows” di  Jemaine Clement e Taika Waititi, vita quotidiana di quattro coinquilini di Wellington fuori dal comune: sono vampiri. Turni per le pulizie, rapporti con il vicinato e con la colf, uscite serali, scelta degli abiti, pasti, vecchie delusioni amorose e nuovi bisticci. Esilarante mockumentary in stile reality-tv con battute perfette e contagiosa simpatia di tutti i personaggi. Il confronto con gli umani e con gli avversari lupi mannari è l’occasione per una riflessione sarcastica sui ritmi del mondo moderno. Poi l’argentino “Anuncian Sismos” di Rocío Caliri e Melina Marcow, dove un ragazzino guarda da lontano con un binocolo un piccolo cimitero: in una provincia sperduta dell’Argentina c’è stata un’ondata di suicidi tra gli adolescenti. I fratelli, gli amici, i parenti cercano di andare avanti e affrontare il quotidiano. Ma continua a incombere su di loro il peso del doloroso contagio. E il francese “Mercuriales” di Virgil Vernier che narra dell’ amicizia tra due ragazze, Lisa e Joane, che a Parigi gravitano intorno al centro economico La Défense e alle torri gemelle del gruppo Les Mercuriales. Entrambe modelle per un giorno, per il resto baby sitter, nullafacenti, amanti del ballo e delle notti selvagge, si muovono in un paesaggio di rovine. Una storia senza tempo potente e affascinante, ossessionata dai giganti di cemento. Primo lungometraggio di Virgil Vernier, girato in 16mm e supportato dal Torino FilmLab.

"Eau Zoo" di Emilie Verhamme
“Eau Zoo” di Emilie Verhamme

Nella sezione Festa Mobile c’è fra gli altri il belga Eau Zoo di Emilie Verhamme: due adolescenti tentano di amarsi su un’isola dove tutti gli adulti sono ossessivi e paranoidi, convinti di una qualche catastrofe imminente, e tengono i loro figli quasi prigionieri del villaggio e delle famiglie. Un’affascinante opera prima, un Romeo e Giulietta in chiave distopica e naturalista, ricca di allegorie, richiami agli archetipi e a un cinema fantastico che passa per The Wicker Man, The Village, Il signore delle mosche. Nella sezione speciale “After Hours” segnaliamo un horror britannico nel quale un archivista cinematografico si trova a ripercorrere le maledizioni suggeritegli da “fantasmi” di un vecchio film (The Canal di Ivan Kavanagh);  un delirante, irresistibile omaggio al giallo all’italiana (The Editor) costruito dai canadesi Matthew Kennedy e Adam Brooks intorno al mondo delle produzioni di serie Z;  un angosciante viaggio negli incubi che perseguitano gli adolescenti americani (It Follows), firmato da David Robert Mitchell e una sentimental comedy con zombie (Life After Beth di Jeff Baena).