Edie Sedgwick e l’evento firmato CM Project

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Di Alessandra Rosci

Edie Sedgwick e l’evento firmato CM Project.

L’evento ideato dall’imprenditore Marco Calisse è tutto al femminile e interamente dedicato a Edie Sedgwick, leggendaria icona pop degli anni Sessanta.

La Pop Art diventa il tema portante dell’evento pensato da Marco Calisse, giovane imprenditore e fondatore della CM Project, un’agenzia di comunicazione e organizzazione di eventi che offre servizi di altissima qualità. Egli intende omaggiare con grande fervore la protagonista indiscussa degli anni Sessanta, musa ispiratrice del grande Andy Warhol e personaggio  molto controverso: Edie Sedgwick, simbolo dell’eccesso, del divertimento e pura incarnazione della Pop Art.


Icona culturale per antonomasia di questa corrente artistica, Edie rappresenta l’emanazione perfetta dell’idea warholiana di arte che, a tal riguardo l’artista definiva come “un modo speciale di pensare”. Warhol, personalità eccessiva ed eccentrica, non solo genio individualista ma costruttore di un movimento: la Pop Art, un’arte accessibile alla massa. Egli, infatti, è l’unico vero artista pubblico in senso globale ad essere stato in grado di anticipare i mutamenti, di riconsiderare e rielaborare il concetto d’arte che fino a quel tempo era stato da sempre radicato nella tradizione, seppur riproponendolo sotto i canoni artistici tipici: estetica, eclettismo, provocazione, carattere, ma senza mai cadere nello scontato, nell’effimero. Andy sapeva essere trasgressivo e stravagante, amava definirsi semplice quanto complesso nella ricerca continua della normalità, pur esaltando ogni forma di anticonvenzionalismo, anche e soprattutto nei costumi sociali. Egli ha reso artistico ciò che poteva essere banale, ed è qui che si trova tutto il suo avanguardismo e genialità, che fu alla base del mitico e rivoluzionario “american dream” della sua Factory. Mai nessuno è stato in grado di rappresentare l’America, patria del nuovo, epicentro del business, dell’arte e del marketing, come Warhol ha saputo fare. Ed Edie Sedgwick  ne è la prova. Essa rappresenta la pura essenza  della Pop Art: spontanea, vera, vibrante. Ma come improvvisamente è arrivata, così velocemente è scomparsa. Una meteora americana che si nutriva di surrealtà psichedelica e che, come tanti morti belli e giovani è stata un meraviglioso prodotto dello star system internazionale. Warhol la definiva un “pezzo d’arte pop camminante”. Affascinante, ricca ed elegante, Edie rispecchiava perfettamente l’immagine di quel tempo: “bella, aristocratica, talmente assorbita in sé stessa  da attirare attenzione e piacere al primo sguardo”; insomma, magnetismo allo stato puro. Un’ istintiva, una donna al di sopra delle righe, ma pur sempre molto chic, la Sedgwick riconosciuta in modo esclusivo per la sua eterea bellezza non sapeva far nulla, se non essere se stessa. E nonostante tutto, essa  era considerata una sorta di manifesto vivente della Pop Art. A tal riguardo Warhol dirà: “la gloria assai spesso non è altro che un gran rumore che nasce non si sa come e persiste non si sa perché”. Andy le aveva dato la possibilità di vivere, di entrare nel suo magnifico mondo fatto di feste, di trasgressione e divertimento estremo, di rimanere nella Factory, centro luminoso dell’arte di quel periodo, ma Edie l’aveva buttata via, rimanendo, così, sola. La luce del suo successo si era spenta troppo velocemente per Edie, una donna bella come forse non lo era mai stata nessuna.

Personaggio eclettico e tormentato, Edie Sedgwick, perciò, diventa la figura ideale per essere la protagonista dell’evento programmato da Marco Calisse, un momento di arte pura interamente dedicato a questa icona intramontabile così glamour che non trascende mai nel volgare o nello scontato ma che appare eternamente semplice ed elegante, conosciuta e lanciata da Warhol. Calisse propone, dunque, come scenario una Factory warholiana, esempio pop della nostra contemporaneità in cui artisti moderni produrranno e presenteranno le loro creazioni. L’idea di ricreare l’ambiente della Factory, il leggendario laboratorio creativo situato al quinto piano del 231 East 47th Street, a Midtown Manhattan, deriva dall’intenzione di ridare vita all’essenza di quel luogo fisico, tangibile, reale, pietra miliare della poetica filosofica esistenziale della Pop Art, divenuto, poi, di grande rilevanza a livello internazionale.

Lo scopo di tutto ciò è il desiderio dell’imprenditore di far rivivere lo spirito di un tempo, modulare, urbano e anticonvenzionale e, soprattutto, di esprimere il bisogno di combinare arte e vita, pittura e quotidiano.  L’arte, così, diventa il luogo di un lavoro specifico e la forma visiva acquista carattere e personalità. Egli, in questo evento, mostra la voglia, difatti, di ricreare il processo creativo della Pop Art: prelievo, spostamento e condensazione dell’immagine, evidenziando in questo modo un atteggiamento  del tutto impersonale e strumentale degli artisti. Un evento che porta la fantasia avanguardista nel concettualismo artistico. Un progetto espressivo unico e di grande valore quello pensato da Marco Calisse; di portare una ventata di novità è modernità in un format come quello dell’organizzazione di eventi e di rappresentare in modo scrupoloso ed innovativo un connubio tra arte, cultura, moda e spettacolo.