Michele Ferrero: un imprenditore familiare.

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Di Ramona Mondì

Michele Ferrero: un imprenditore familiare.

Scompare un personaggio nostrano unico. Ecco chi era Ferrero.

 

Innovare significa fare qualcosa di diverso da tutti gli altri’, questo era il motto di Michele Ferrero, l’inventore della Nutella, di tutte quelle merendine che ogni giorno mangiamo a colazione e anche dei mitici ovetti Kinder. Alla notizia della sua morte tutto il mondo è un po’ più triste. Se ne va un uomo, e poi un imprenditore, che ha saputo portare alto il nome del Made in Italy con la più grande multinazionale dolciaria al mondo, dopo Nestlè: la VERA fabbrica di cioccolato!

Era un tipo riservato ma estroso, ed è proprio sulla base della creatività che sceglieva i suoi dipendenti, non necessariamente laureati, anzi, il suo pensiero a riguardo era ben chiaro: «pì a studiu, pì ven stupid», più studiano più diventano stupidi! E la meritocrazia? Direte voi. Si, per lui la meritocrazia contava, e anche tanto, ma la misurava in base al genio innato della persona che gli si presentava davanti.

Voleva vedere oltre, sempre. Addirittura, ricorda Andrea De Micheli, amministratore delegato Casta Diva Group, multinazionale di comunicazione alla quale Ferrero si è sempre affidato – “Facevamo riunioni di otto o dieci ore, senza pausa, per produrre spot che probabilmente non si sarebbero mai usati ma che dovevano essere pronti per ogni evenienza”. Perché Ferrero era e doveva mantenersi sempre un passo avanti.

E la formula della Nutella? Si dice sia segreta, quell’ingrediente in più non l’ha mai svelato. Si accertava di persona che tutto fosse perfetto e, per evitare i giornalisti, andava di notte in fabbrica con i collaboratori più stretti ad assaggiare cioccolato e  provare decine di varianti. Chi di voi non sognerebbe un lavoro così?

Ebbene, l’Italia ha del potenziale, Ferrero e tanti altri imprenditori lo dimostrano. Dote, estro e cultura hanno permesso di dar voce a molti settori tra cui quello dolciario appunto, ma anche automobilistico e della moda. Nel mondo gli italiani sono modelli di cui seguire l’esempio. Tutto questo ancora oggi è possibile, basta non lamentarsi e rimboccarsi le maniche, eliminando quel provincialismo che ci fa somigliare all’Alberto Sordi “di Kansas City”, o a quel personaggio di Renato Carosone: “Tu vuo’ fa’ l’americano”.

Intanto il nostro saluto va a lui. Ciao Michele Ferrero!

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