San Patrignano al Pitti Filati con “Minima Naturalia”

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San Patrignano tessuti

Di Valentina Senese

San Patrignano al Pitti Filati con “Minima Naturalia”.

I nuovi accessori e tessuti realizzati a telaio manuale dalle ragazze della Comunità sono stati presentati in anteprima dall’1 al 3 luglio al Pitti Immagine Filati.

Si chiama “Minima Naturalia” ed è una combinazione di disegni, stampe e tinture vegetali presentate in anteprima da San Patrignano al Pitti Immagine Filati. Prendendo spunto dal pensiero di Aristotele, secondo cui i “Minima Naturalia” erano le più piccole parti di materia che continuavano a mantenere le proprietà della sostanza originaria, San Patrignano propone tessuti che mostrano la manualità, la tecnica artigianale e la leggerezza di una eccellenza tutta Made in Italy. Merito, infatti, delle ragazze della Comunità che con la tecnica del telaio manuale, che diviene mezzo espressivo che nobilita la manualità, hanno realizzato una serie di tessuti per plaid, sciarpe e scialli presentata al Pitti Filati dall’1 al 3 luglio alla Fortezza da Basso a Firenze.

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Minima Naturalia” si compone di due micro collezioni punto di arrivo di sperimentazione tecnica e creativa. Il guado, propriamente detto Isatis Tinctoria, è una pianta le cui foglie producono un pigmento blu che può essere utilizzato sia per la tintura di fibre naturali, sia in cosmetica o come erba medica o, ancora, come pigmento per le belle arti. Grazie ai filati del Lanificio Cariaggi oggi è possibile esplorare queste sfumature di blu in diverse trame e pesantezze. Incantevoli trame, invece, presenta motivi micro geometrici, intrecci di fili e rilievi e allegre fantasie madras, con una palette di colori in gradazioni naturali che vanno dal panna e tutte le sfumature dei neutri fino ad arrivare a tonalità più forti e vivaci; così, i grigi incontrano il fucsia e i colori delle spezie mantenendo armonia e perfezione.

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San Patrignano offre da oltre trent’anni la possibilità di un percorso di formazione professionale per ragazzi che vengono accolti gratuitamente nella Comunità, il cui sostentamento è mantenuto dalla vendita di manufatti e altri prodotti.
Anche quest’anno le ragazze del laboratorio tessile hanno realizzato per lo Spazio Ricerca una serie di manufatti dal tema “Make it” sotto la guida dell’esperta di maglieria Nicola Miller. Il tema e titolo di questa stagione è ispirato alle varie sfaccettature dell’artigianato, invitando a riscoprire il “saper fare” degli antichi mestieri. “Make it” si declina in dieci filoni creativi. “Ad esempio quello delle rammendatrici – racconta Nicola Miller –, che ha ispirato interventi con punti a mano e rammendi secondo l’antica tecnica del boro giapponese. Oppure la riparazione dei tappeti consumati, che porta con sé il concetto di riunire frammenti e realizzare patch. O ancora, il kintsugi, l’arte nipponica di ricomporre le porcellane rotte con l’oro: ciò che si era rotto acquista così un valore ulteriore e diventa più prezioso”.
Le realizzazioni si ispirano poi ai mestieri del carbonaio, giocando sulle gamme del nero e dei grigi e sul dualismo solido-effimero (il carbone e il fumo) con stampe e lamine; il meccanico, che ha portato le ragazze del laboratorio tessile a esplorare l’idea di sportività, le macchie, la rivisitazione della tuta; il macellaio, che ha ispirato striature e utilizzi creativi dei filati sintetici; il rilegatore, con pezzi intessuti al telaio, interventi a mano, plissé, motivi tratti da antichi testi; il materassaio, fra imbottiture e trapunte;  il barbiere, declinato nelle pellicce a pelo raso e lungo lavorate con grande definizione. Infine “tic-tac”, ovvero l’orologiaio, tradotto in altissima precisione, eleganza, lusso, uso di metalli preziosi.

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