Allegretta Glamour

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Fashion News Magazine- Allegretta Glamour

Di Denise Ubbriaco

Allegretta Glamour

Intervista ad Anna Allegretta

Tradizione e innovazione: il binomio perfetto per dar vita a creazioni all’avanguardia di estrema eleganza e raffinatezza. Navigando sui social network, mi sono imbattuta nelle creazioni di Anna Allegretta, la donna che, con le sue mani, da 20 anni dà vita agli accessori Allegretta Glamour. Una produzione artigianale 100% handmade in Italy. Una tecnica impeccabile, una vera artista! Pezzi unici, tra cui borse, sciarpe, collane, orecchini, capaci di catturare lo sguardo grazie all’intensa cromia ed all’estrema luminosità delle pietre Swarovski. Impossibile non restarne affascinati. Per saperne di più, ho avuto il piacere di intervistare Anna Allegretta.

Raccontami chi è Anna Allegretta.

Parlare di sè, si sa, è sempre molto difficile. Sfuggono sempre le sfumature, i particolari, i contorni che rendono le persone le une diverse dalle altre. Forse per questo ho sempre amato polarizzare la mia attenzione sui dettagli. Ho acquisito e fatto mio il precetto che l’accessorio fa la differenza nell’outfit di una donna. Lo è soprattutto nella moda quando, con un giusto accessorio, rendiamo unico e originale un look apparentemente semplice. Ecco, questa sono io! Una donna come tante, ma che ama personalizzare con adeguati dettagli alcuni pezzi basici del proprio guardaroba per non passare inosservata, per dar voce alla propria personalità.”

Fashion News Magazine - Anna Allegretta Glamour

Quando è la nata la tua passione per l’handmade?

L’handmade è una filosofia, uno stile di vita. Non credo ci sia un momento in cui si prenda consapevolezza che lusso ed eccellenza siano di uso esclusivo dell’alta moda. E’ un percorso di vita, si viene educati a ciò sin da bambini, almeno nel mio caso è stato così. L’artigianato, nella specie l’artigianato creativo, racchiude nella sua arte qualità proprie che guardano oltre le semplici caratteristiche di un capo. Questo mi è stato insegnato sin da quando ho memoria dalla mia mamma che era sarta. Come più volte ho sottolineato, scegliere handmade dimostra alla gente e, soprattutto, ai nostri figli che non tutto è fatto in serie e che non è bello solo quello che ci arriva standardizzato. Scegliere handmade vuol dire trasparenza ed onestà perché è fondamentale sapere dove, come e da chi è stato realizzato l’oggetto che si decide di acquistare. E’ fondamentale conoscerne il processo produttivo così da avere la certezza che non sia stata utilizzata manodopera sfruttata, sottopagata, o lavoro minorile. Acquistare handmade vuol dire orientare il consumo e il mercato in chiave etica e sostenibile in quanto rende più efficiente l’uso dell’energia, ottimizza le risorse impiegate, garantisce maggiore attenzione alle materie prime utilizzate, riduce i rifiuti a perdere e, conseguentemente, l’impatto sull’ambiente. Ancor oggi, il “fatto a mano” sostiene le realtà locali, sostiene la “comunità” anche dal punto di vista economico. L’acquisto presso laboratori o botteghe artigiane del luogo comporta un indotto sullo stesso territorio capace di produrre nuove opportunità di lavoro. La mia passione nasce da questo percorso: dall’aver compreso, negli anni, l’importanza che i nostri acquisiti possono fare la differenza non solo nella definizione del nostro look, ma soprattutto nel nostro modo di concepire e voler vivere la nostra vita.

Quando ed in che modo ha avuto inizio il tuo percorso professionale?

In modo del tutto inconsapevole. Creare, per me, è sempre stata una via di fuga, un’isola felice quando la realtà , a tratti, non mi apparteneva. Creavo per me, per le mie amiche e, da freelance, per professionisti che apprezzavano i miei lavori.  Professionalmente, ho sempre lavorato nella produzione di energia da fonti  rinnovabili, forse anche da qui il mio amore per la tutela dell’ambiente che, ovviamente, ho riportato nelle mie creazioni cercando di essere quanto più attenta possibile nella scelta dei materiali che vado ad utilizzare. La chiusura dell’azienda in cui ho lavorato ha favorito l’evoluzione della mia passione, ma il mio percorso professionale in AllegrettaGlamour è sempre allo stato embrionale. Io non sento mai di aver raggiunto l’obiettivo, di averlo centrato. Né mi sento una professionista. Nel senso che, etimologicamente, una professionista è colei che si distingue per competenza e bravura. Io sono semplicemente una creativa perennemente in discussione, perennemente convinta che tutto sia sempre perfettibile e che un qualsiasi manufatto, per quanto eccellente possa essere, nasconde sempre un’anima che non ha visto la luce. Io sono sempre all’incessante ricerca di quella luce.”

Quando è nato il brand “Allegretta Glamour”?

Mi piace definirlo come la traduzione visiva di una storia. Vedi, io penso che dietro ogni realtà imprenditoriale, soprattutto artigianale, si celano storie fatte di dedizione, entusiasmo e coraggio che meriterebbero, tutte, di essere raccontate, anche visivamente. Dico questo perché AllegrettaGlamour sono io, Anna Allegretta, ma è anche Serena Zanchi, la mia Art Director, che con mirabile maestria e competenza, riesce a far vivere i miei accessori esaltandone il valore visivo. Ormai, Allegretta Glamour  è anche Sofia Sivalli, la modella che interpreta ogni mio lavoro. La mia testimonial perfetta in quanto incarna in modo ineccepibile lo spirito, i valori e il carattere che ambisco trasferire col mio brand. Così sono nata e mi sono evoluta:  dalle storie delle donne che mi affiancano, dalla volontà di raccontare il mio punto di vista, dal desiderio non solo di fare, ma anche di comunicare qualità, stati d’animo, emozioni.”

Fashion News Magazine - orecchini Allegretta Glamour

Qual è il mood del brand?

Eleganza, libertà e stile sono da sempre i caratteri distintivi alla base di ogni mia collezione. Cerco di rappresentare la donna che più mi appartiene: fresca e semplice, ma che porta in sé quel quid plus in più. Una donna che osa essere romantica, ma è allo stesso tempo assolutamente consapevole del suo potere di seduzione: determinata, consapevole della propria bellezza, angelica e sensuale en mêmetemps. Una donna che è naturalmente femminile e sicura di sé, che considera la vita e lo stile come un gioco, un gioco divertente, un gioco serio.”

Quali sono i colori ed i materiali che prediligi per le tue creazioni?

Il mio metodo è un’osmosi tra quello che vedo sulla strada e l’immagine che ho della donna. Prendo spunto dalla vita di tutti i giorni e, dunque, può accadere che una collezione possa tingersi di tonalità brillanti ed un’altra di sfumature più pacate e primaverili. Io osservo molto la realtà che mi circonda e traggo ispirazione da qualsiasi cosa. Può essere il particolare di un edificio o il tronco di un albero. Per questo, i miei gioielli sono così diversi l’uno dall’altro. Quest’anno protagonisti indiscussi della mia collezione sono i cristalli Swarovski. La lucentezza dei biconi, dei cabochon, dei rivoli, delle perle si sono fusi perfettamente con il protagonista assoluto della mia collezione: il colore avorio. Puro o miscelato in eleganti combinazioni cromatiche con il rosa, il celeste, il verde, ha rappresentato mirabilmente il senso che intendevo dare alla collezione Romantic chic.”

In che modo combini tradizione e innovazione?

Ricordi la favola di Pinocchio? Inizia così: “Stamani m’è piovuta nel cervello un’idea (…) ho pensato di fabbricarmi da me un bel burattino di legno; ma un burattino meraviglioso, che sappia ballare, tirare di scherma e fare i salti mortali. Con questo burattino voglio girare il mondo, per buscarmi un tozzo di pane e un bicchier di vino; che ve ne pare?” Ecco, per me Mastro Geppetto rappresenta l’icona perfetta degli artigiani creativi: esploratori di una tradizione che immerge le proprie radici in un passato da scoprire e rivalutare. Non si tratta solo di volgere lo sguardo al passato e catturare cultura, tradizioni, arti e mestieri. E’ qualcosa di più, molto di più. Gli artigiani che innovano, come insegna il Geppetto di Collodi, sono capaci di creare oggetti che hanno un’anima. Gli oggetti fatti col cuore, a loro volta, conquistano il cuore, vanno lontano, vengono raccontati in tutte le lingue del mondo e diventano l’esempio.”

Fashion News Magazine- orecchini Allegretta Glamour

Quali sono le tecniche che adotti per la realizzazione delle tue creazioni?

Al momento ho focalizzato l’attenzione sul soutache. E’ una tecnica che mi ha appassionato tanto perché non rappresenta solo l’incastonatura di pietre, ma racchiude in sé gran parte della storia del costume. In principio, è stata utilizzata in Russia per le decorazioni delle divise militari e degli abiti degli zar. In seguito, per lungo tempo, è divenuto un ricamo riservato a una particolare élite: il segno di distinzione sociale del potere reale, militare, ecclesiastico, aristocratico. Mi piace attraversare il passato e utilizzarlo per creare accessori capaci di guardare al futuro. Utilizzo molto anche il crochet e il tricot per creare borse e scaldacolli che vengono rigorosamente rifiniti a mano. Per la loro realizzazione non utilizzo nessuna macchina, nemmeno la classica da cucire. Questo, per me, è il vero senso dell’handmade: ago, filo e creatività.

Da cosa cogli l’ispirazione?

Senza ombra di dubbio dalla Natura. Vedi, io sono pugliese e la mia terra è una infinita fonte di ispirazione. Non per essere campanilistica, ma è una delle regioni più sorprendenti d’Italia per la ricchezza di informazioni che offre: arte, architettura, storia, cultura, luoghi dello spirito, natura e paesaggio, che si traducono in infinite sfumature di colori, di immagini da catturare. Tutto, ovviamente, nasce con un “punto di luce”, l’intuizione, l’idea. Da quel momento, tutto è in continuo divenire, tutto diventa movimento. Per me è fondamentale prestare attenzione ai dettagli perché proprio in loro esiste il senso, niente in loro è gratuito o superfluo. Da poco, mi sono trasferita in Veneto, a Venezia, ed ho scoperto che anch’essa è un’infinita sorgente di dettagli, di ispirazioni che vedrete nelle prossime collezioni.”

Fashion News Magazine - orecchini brand Allegretta Glamour

A che tipo di donna sono destinate le tue creazioni?

Più che alle donne direi alle mille sfaccettature della donna. Noi siamo romantiche, ma assolutamente sicure della nostra personalità. Siamo dolci e forti al contempo. Gli accessori, come i gesti o la mimica facciale, sono indicatori della personalità ed entrano in gioco nel linguaggio non verbale. Rappresentano un’estensione del sé. Da un paio di orecchini indossati possiamo dedurre tratti psicologici, tendenze emotive, modalità relazionali. Si, i miei accessori, non disdegnano nessuna donna, ma certamente non privilegiano le timide né chi ancora non ha imparato ad amarsi.

Collane, orecchini, borse, sciarpe. La tua creatività non ha confini. Ogni singola creazione cattura l’attenzione per la sua unicità. Fra tutte le tue creazioni, ce n’è una che preferisci?

Nessuna. E’ come chiedere ad una mamma che ha partorito più figli se privilegia uno a scapito dell’altro. Forse, l’accostamento può sembrare esagerato, ma credimi, e ti parlo da mamma, fatte le dovute proporzioni, veder “nascere” un manufatto significa immaginarlo per lungo tempo nella mente. Non sai mai come verrà finché il lavoro non è ultimato. I tempi, come la gestazione,  sono lunghi perché io non uso nessuna scorciatoia, nessuna colla, nessuna macchina, nemmeno quella banale da cucire. Ci siamo io, l’ago, il filo e le pietre che, punto dopo punto, vengono incastonate. Comprendi che l’alta manualità porta a trascorrere molte ore e giorni con il tuo “lavoro” ed una volta finito, una volta che ciò che avevi in mente si è tradotto in realtà, quello è un tuo figlio e non puoi preferirlo a chi l’ha preceduto o lo seguirà.”

Fashion News Magazine- Allegretta Glamour, collana

Parlami della collezione S/S 2015 “Romantic chic – Only Swarovski elements”.

Romantic chic è sicuramente la linea che più di ogni altra incarna la donna moderna: icona di stile e di eleganza. Una donna sempre più glam e sofisticata, in cerca di uno stile che in ogni istante della sua vita privata la faccia sentire come se attraversasse il red carpet. I materiali ed i colori sono spesso solo un punto di partenza. Una collezione nasce sempre da un bagliore che ti colpisce e puoi trovarlo nelle infinite sfumature degli uliveti, nelle policromie di certe vetrate o nelle vie delle città in cui ho vissuto. Ogni battito di ciglia è un’infinita sorgente di dettagli, di ispirazioni, una scoperta di legami tra culture, uomini, storie, vite. Questa ricerca consente di tradurre in un accessorio l’immagine della donna moderna, una donna di carattere, emancipata e indipendente, sicura di sé e del suo fascino, ma che non disdegna l’immagine romantica dell’iconografia classica. Questo è Romantic chic.

Curiosando, ho notato il modello “Aquamarine Borsa”, in cui la spilla in soutache si trasforma in ciondolo. Dimmi di più. Com’è nata questa idea?

Leggendo uno studio che si era concentrato sui sentimenti, strategie e conseguenze personali degli italiani in questa fase di crisi: stretti tra sentimenti ambivalenti, tra le difficoltà economiche e la voglia di guardare positivamente al futuro. Mi sono detta che avrei dovuto contribuire ad esorcizzare il momento. Se non si possono acquistare due accessori ne realizzo uno in grado di trasformarsi. Un accessorio che fosse in grado di poter essere regolato e assemblato in diversi modi, a seconda dei diversi ambienti ed usi. Se ci pensi rappresenta l’essenza della donna moderna: praticità e versatilità.

Fashion News Magazine- Borsa Allegretta Glamour

Dove si possono acquistare le tue creazioni?

Si possono acquistare nel mio laboratorio o contattandomi dal mio sito web. E’ possibile anche acquistare direttamente dal mio shop in Etsy .”

Sogno nel cassetto?

Condividere una collezione con artigiane creative come me. Fondere insieme esperienze. Sfatare il mito della concorrenza che ci vuole in guerra. Da sempre, in tutti i corsi di strategie commerciali, ci si sente dire incessantemente:  “non bisogna parlare alla e della concorrenza”. Una frase che rimbomba nelle nostre menti come il monito di un’arcana religione, ripetuto come un mantra. Penso che questo atteggiamento sia da sfatare o, meglio, visto che “tutti” si comportano in questo modo possiamo sfruttare a nostro vantaggio questo “bug” culturale per fare la differenza. Non è un vero sogno nel cassetto perché ci sto già lavorando, ma più non posso dire. La concorrenza legge!

22/07/2015