Di Daniela Giannace
La street art di Banksy in mostra a Roma
La capitale si prepara ad ospitare la più grande esposizione al mondo sul misterioso artista britannico.
“Guerra, capitalismo e libertà” è il nome della mostra dedicata a Banksy che dal 24 maggio al 4 settembre sarà visitabile a Roma, nelle sale del Museo Fondazione Roma, a Palazzo Cipolla, in via del Corso. L’esposizione è ideata e promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo ed è curata da Stefano Antonelli e Francesca Mezzano, fondatori di 999Contemporary, e di Acoris Andipa, della Andipa Gallery di Londra, galleria di riferimento dell’artista inglese. 150 opere, tra dipinti, sculture e stencils, si potranno ammirare nella più grande mostra mai realizzata al mondo sul celeberrimo artista nato a Bristol nel 1974, genio indiscusso della street art, di cui ancora non si conosce la vera identità. L’alone di mistero su Banksy aumenta se si considera che l’unico modo per mettersi in contatto con lui è un indirizzo email.
L’esposizione romana non vede il coinvolgimento dell’artista né è associata alla sua persona, si tratta semplicemente di opere provenienti da collezionisti privati internazionali, nessuna arriva dalla strada nonostante l’autore abbia fatto della street art la sua principale caratteristica. Un artista che oltre ad essere un enigma per tutti è anche provocatorio, basti pensare ai soggetti delle sue opere per rendersi conto del fatto che non possa piacere ai critici d’arte ma che si tratti più che altro di un’arte popolare, che riscuote il consenso della gente. Altra sua peculiarità è la contraddizione in essere, il fatto di produrre opere illegali per strada che poi riesce a vendere a cifre che arrivano anche al mezzo milione di euro, utilizzando un sistema online chiamato “Pest control” per autenticare un suo quadro.
La mostra “Guerra, capitalismo e libertà” cercherà di indagare sul linguaggio usato dal writer di Bristol, le cui opere sono apprezzate da molti più per il messaggio intrinseco che riescono a trasmettere che per il fatto stesso di essere oggetto d’arte.







