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FNM Book – “Il Rebus dell’Arcangelo” di Vittorio Maria de Bonis

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Di Iolanda Pomposelli

FNM Book – Il Rebus dell’Arcangelo” – L’Ultimo Segreto di Benvenuto Cellini di Vittorio Maria de Bonis

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Editore: Edilet

Prezzo: 13 euro

Il Prof. Vittorio Maria de Bonis, consulente e perito d’arte nonché esperto per la scherma storica del CONI, ci delizia con l’ultimo romanzo sulla nuova avventura di Alderani, sulle tracce di Benvenuto Cellini.

Un brillante Critico d’Arte romano, Lorenzo Alderani, consulente ed esperto per collezionisti privati internazionali ed Enti pubblici, italiani e non, viene cooptato da un ambiguo conte tedesco: Clemens Graf von Staufen, d’antica nobiltà germanica e discendente diretto dell’antico imperatore Federico II, a capo d’un fondo privato d’investimenti per un’esclusiva società finanziaria, con l’incarico di responsabile e consulente storico-artistico del restauro, sponsorizzato appunto da Clemens, della cella dove il celeberrimo orafo fiorentino Benvenuto Cellini avrebbe trascorso mesi d’atroce prigionia, a Castel Sant’Angelo, nel 1539, dopo un primo, rocambolesco tentativo d’evasione appena un anno prima.

Il conte intende sponsorizzare anche il restauro della statua monumentale dell’Arcangelo Michele, opera dello scultore toscano Raffaello da Montelupo, amico dello stesso Cellini, e un tempo posta alla sommità della fortezza, che necessita da tempo d’una accurata ripulitura. Come Lorenzo confesserà alla sua elegante e mondana fidanzata, Elena, confidente fidata e compagna d’avventure, l’interesse dell’aristocratico committente gli sembra quasi sospetto, considerando che Clemens sembra nutrire un’evidente avversione nei riguardi dell’orafo, che al contrario Lorenzo ama e studia da sempre.

Cellini aveva dato già prova del suo coraggio e della sua temerarietà quando, nel maggio del 1527, rifugiatosi a Castel Sant’Angelo assieme ai suoi assistenti ed a Raffaello da Montelupo durante il tragico Sacco di Roma ad opera delle truppe lanzichenecche dell’imperatore CarloV, si era prodigato come artigliere e difensore dagli spalti della fortezza pontificia meritandosi la stima del papa di allora Clemente VII Medici. In quell’occasione aveva tolto per ordine del papa le gemme dalle montature dei gioielli pontifici, perché Clemente VII potesse cucirsele nelle vesti, ed in quella occasione aveva visto e descritto un magnifico diamante verde, passato alla Storia con il nome di Cellini Green ed a tutt’oggi mai identificato. Il figlio illegittimo del nuovo papa Paolo III Farnese, Pierluigi, in odio a Benvenuto, lo aveva accusato d’essersi impadronito d’una parte delle gemme e dello stesso Diamante verde, e con tale accusa infondata lo aveva fatto imprigionare a Castel Sant’Angelo nel 1538. Benvenuto era riuscito fortunosamente ad evadere poi, ricatturato era stato nuovamente recluso in una seconda cella più oscura e angusta dell’altra, quella appunto che Clemens von Staufen intende far restaurare.

Il romanzo è anche una sorta di guida atipica ed affascinante al quartiere di Borgo ed allo stesso Castel Sant’Angelo, perché Lorenzo, muovendosi per documentarsi e capire meglio i misteriosi retroscena del suo committente, percorre e descrive luoghi poco noti dell’antichissimo quartiere e della fortezza, e tutto ciò che afferma e scopre è assolutamente autentico e documentato vista la qualità specifica dell’Autore che è uno Storico dell’Arte…

Anche il palazzo dove si immagina abiti a Roma il conte esiste realmente ed ha quei magnifici arredi, ignoti ai più perché è una dimora privatissima di cui l’Autore conosce personalmente il proprietario, famoso collezionista di pittura, ed a cui quasi nessuno ha accesso…

 Durante un’ispezione della cella, descritta esattamente com’è ora, Lorenzo scopre casualmente, in una cavità del muro della prigione, un enigmatico messaggio di pugno di Cellini che sembra adombrare una vendetta contro il crudele Pierluigi, suo infaticabile accusatore, ed inizia così una sorprendente caccia al Tesoro fra Passato e Presente, fra prigioni ed oratori sconosciuti, chiese inaccessibili e vittime eccellenti, duelli all’arma bianca e secolari inganni, che si concluderà come in un vecchio film di cappa e spada, anche grazie alla frizzante complicità della bella fidanzata del protagonista, fino alla vittoria finale della Giustizia. E della Vendetta.

 Visto su FNM Magazine

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