Quanto valgono le emozioni

Una ricerca QVC svela quanto spendiamo per dire “ti voglio bene”.
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Noi vendiamo emozioni” è la prima regola del marketing, ma, concretamente, quanto costano in euro le suddette? Per intenderci: Quanto siamo disposti a spendere per un’amicizia o per un amore? Secondo una ricerca condotta da QVC, il network televisivo americano di retailer multimediale che opera a livello globale, Italia compresa, per dimostrare il nostro affetto ad un amico spendiamo in media 40 €; l’amore invece ha un valore alto tanto quanto si è coinvolti emotivamente: 88 euro per dire «ti voglio bene», 93 per «sei nei miei pensieri», 100 per dire «ti amo», 127 per «sei tutta mia», e 450 € per la proposta del secolo «mi vuoi sposare?».

E’ inoltre emerso che l’incremento del valore dei sentimenti è direttamente proporzionale alla ripresa economica della nazione: gli italiani, ad esempio, nell’ultimo anno hanno ricominciato a spendere denaro per dimostrare i propri affetti. L’aumento riguarda soprattutto agli uomini che con la crisi avevano ridotto la loro spesa media a 137 €, per poi riportarla a quota 228 € nel 2017. Le donne, invece, sono stabili sui 100 €. Altra differenza tra i due sessi la si nota dal fatto che gli uomini pensano alla propria partner più di quanto facciano le donne, le quali indirizzano invece la loro generosità verso il figli, gli amici ed altri parenti.

Nell’economia dei sentimenti al primo posto si collocano le spese per i prodotti gastronomici (14.6%), seguono i capi d’abbigliamento (13.8%), i gioielli (9,8%) e le esperienze come inviti a cena, concerti o week end (9,2%).

Qvc ha infine rivelato che le emozioni hanno un valore superiore rispetto a quello dei sentimenti. In particolare, per suscitare euforia si spendono 222 euro, per stimolare gioia, allegria e felicità si investono 170 euro, esprimere la propria complicità costa 162 euro, suscitare sorpresa 160, divertire 145. Le donne, in questo caso puntano principalmente su abbigliamento (15% contro il 4% maschile) e cibo (16,7% contro 8,3), mentre gli uomini si affidano di più a gioielli (12%) e prodotti di elettronica (11,4%).