CINQUANTA SFUMATURE D’ARTE

FOTO, DIPINTI, SCULTURE: I MILLE VOLTI DELLA SEDUZIONE
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Il 7 Giugno 2017, nel cuore della capitale, presso la storica Galleria Vittoria, impegnata da oltre un secolo nella promozione di nuovi artisti e nell’organizzazione di eventi dedicati ai grandi maestri, si è svolta la mostra a cura di Tiziana Todi, “Cinquanta Sfumature d’Arte”, ispirata al sequel del lungometraggio “Cinquanta sfumature di grigio”.

Il connubio si è creato grazie all’uscita in concomitanza del film Cinquanta sfumature di nero, Edizione Segreta, in versione 4K ULTRA HD, DVD e Blu-Ray, distribuito da Universal Pictures Home Entertainment Italia.

Dodici “maestri” hanno raccontato e fatto vivere agli ospiti un viaggio artistico attraverso le loro opere plasmate sulla pellicola che ha conquistato il mondo: la narrazione del magnetico mondo nascosto di Christian Grey e Anastasia Steele, del loro amore travagliato e… delle loro perversioni.

Una mostra dedicata all’erotismo, ma soprattutto concentrata sulla figura femminile: forte, determinata, volitiva, senza pudore, sicura di sé e di quello che vuole. Nelle opere troviamo un forte collegamento al film Cinquanta Sfumature di Nero, in cui la protagonista, dapprima attonita e spaventata, poi, attratta e coinvolta, si evolve e diventa “dominatrice” della coppia, non attraverso i gesti, ma attraverso le sue decisioni.

Gli artisti: Letizia Lo Monaco, Chiara Abbaticchio, Salvatore Baylon, Tiziana Befani, Etty Bruni, Stefania Catenacci, Patrizio De Magistris, Debora Malis, Fabio Santoro, Rosemary Salkin Sbiroli, Gualtiero Redivo, Lucio Rossi.

L’artista Letizia Lo Monaco, si è particolarmente distinta all’interno della mostra attraverso la sua opera “Geometrie Freudiane n° 1” realizzata in pelle, materiale prezioso ma al contempo insolito per un ‘opera d’arte. Ma capiamo bene il significato del titolo. Nel saggio “Al di là del principio del piacere”, Freud tratta i temi di Eros e Thanatos, evidenziandole come pulsioni primigenie compresenti nell’individuo. Già Empedocle parlava dell’eterna lotta tra Philìa (amore, amicizia), e Neikos (odio, discordia). Freud esplicitamente prende a prestito dal filosofo presocratico, sottolineando come la differenza consista nel fatto che, mentre la il concetto empedocleo ha una dimensione cosmica, la sua teoria attiene al biologico. Secondo Freud, queste due pulsioni sono sempre accoppiate, essendo accanto al desiderio di vita che ci spinge all’esplorazione, alla conoscenza, all’evoluzione, un altrettanto forte desiderio di morte che tende all’annullamento delle tensioni peculiari ad Eros, e alla stabilizzazione in una forma di esistenza inorganica. L’artista considera l’Eros come Energia dell’universo. La sessualità è solo un primo livello, forse quello più condiviso perché attinente alla fisicità del biologico, alla sua “tangibilità”. Ma Eros prende la forma che noi gli diamo: e così Eros è Conoscenza, Progettualità, Poesia, Letteratura, Arte; è Tensione verso la Bellezza, e Thanatos è ciò che, paradossalmente, quella Tensione rende possibile: pensiamo al Caos Primordiale, all’ indifferenziazione dell’Universo e al FIAT LUX in cui tutto prende forma ed esiste.

Galleria Vittoria

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