Ad ogni estate il suo tormentone

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Ogni stagione ha la sua colonna sonora e quella estiva, come da tradizione, è fatta spesso di motivetti orecchiabili destinati a diventare onnipresenti per tutta la durata delle vacanze. E che siano amate o odiate, le canzoni dell’estate fanno parte del bagaglio che ognuno di noi porta con sé tornando a casa. Ci sono ritornelli, così, in grado di catapultare subito la nostra mente in spiaggia, tra aperitivi e balli di gruppo a prova di vergogna collettiva. Insomma, dal tormentone non si scappa.

Strano destino, quello del tormentone estivo. Tutti lo conoscono, tutti lo cantano, eppure tutti quanti sembrano volerne prendere le distanze. Errore, tremendo errore: il tormentone, anche quello più grossolano è molto di più di una semplice canzone. È un timbro indelebile sui nostri ricordi estivi, è un filo che ci lega ai vicini di ombrellone con cui ci ritroviamo a fischiettare la stessa melodia, la sirena che ci indica quando è il momento di lasciare la sdraio perché è l’ora dell’aperitivo.

Quali sono i tormentoni che nel bene o nel male hanno segnato le nostre stagioni più belle? “Vamos a bailar esta vida nueva, vamos a bailar nainainaaaa”. Provate a riascoltare il tormentone italo-spagnolo di Paola e Chiara senza battere le mani a tempo di musica. Impossibile. Non appena sentirete quelle tre paroline magiche che danno il titolo al brano, le vostre braccia si muoveranno da sole; il tormentone made in Italy “I Watussi”, pubblicato a pochi mesi di distanza da “Abbronzatissima”, altro tormentone estivo firmato del buon Edoardo. Fatto sta che dagli anni ’60 a oggi il “Sia-amo i Watu-ussi” di Vianello ha riecheggiato in ogni festa di hotel, albergo, pensioncina e balera che si sia svolta in Italia, dalla Romagna alla Sicilia, dalla Liguria alla Sardegna. Una canzone storica, istituzione dei tormentoni da tramandare di generazione in generazione; la canzone dell’epoca dei social network è quella di RovazziAndiamo a comandare”. Un artista che arriva dal web, affina le sue doti comiche in tv e debutta nel mondo della musica e, cosa più strana, senza nemmeno saper cantare. Il risultato? Una pandemia. Il suo pezzo diventa un inno generazionale del cazzeggio, che si propaga come un’onda anomala sul bagnasciuga.

Qual è, inoltre, la canzone dell’estate 2017 da portare sotto l’ombrellone? Sicuramente “Riccione” di Tommaso Paradiso alias TheGiornalisti. Una musica dal sapore anni ’90, il giusto sound per immaginarsi anche l’odore della crema solare spalmata sotto il sole; una canzone, peraltro, che fa venir voglia di sangria e balli latini ci vuole sempre come “Despacito” di Luis Fonsi e, per i romantici non si può non nominare Tiziano Ferro e il suo ultimo pezzo “Lento Veloce”. La canzone da dedicare al momento giusto, al tramonto in riva al mare, per una dichiarazione d’amore o un momento di tenerezza.

I ricordi estivi, perciò, si sa, sono sempre associati ai tormentoni, ovvero a quelle canzoni che hanno fatto da colonna sonora ai nostri momenti più spensierati in compagnia degli amici, della famiglia o della propria dolce metà; successi senza tempo che ancora oggi ascoltiamo volentieri (con un po’ di nostalgia) e che quando passano in radio finiamo, inspiegabilmente, per ricantare mille e mille volte parola per parola.

Alessandra Rosci