London Fashion Week SS18: le Sfilate

Conclusa la 66esima edizione della LFW con un calendario ricco di nomi storici, new entry e marchi internazionali.
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Per brevità ancora descriviamo le varie stagioni delle settimane della moda con le etichette donna/uomo e la stagione a cui si riferiscono (primavera/estate 2018); è vero invece che ormai alcuni brand fanno sfilate co-ed (donna/uomo) e adottato con successo, sopratutto finanziario, il modello “see now/buy now”. Londra non fa eccezione con otto marchi in calendario che seguono queste nuove strategie.

Su tutti spicca Burberry, l’eccellenza della LFW, che ispirandosi alle foto delle varie classi sociali del Regno Unito del secolo scorso, ha mandato in passerella le collezioni donna e uomo, già disponibili on-line e nelle boutique del marchio – la collezione è infatti A/I ’17. Burberry si riappropria del suo distintivo motivo “check”, volontariamente ignorato negli ultimi anni, in quanto era diventato simbolo dei “chav” – espressione negativa con cui ci si riferisce alla classe proletaria britannica. La stampa a scacchi domina gli accessori – borse e cappelli -, la ritroviamo su capispalla e pantaloni, mixata a maglieria tradizionale – Faire Isle e rombi Argyle – e dal tocco contemporaneo grazie alla varietà di impermeabili idrorepellenti e una palette di colori a contrasto. 

Il mood che ha pervaso questa London Fashion Week e’ stato caratterizzato dal tema di tutto ciò che è familiare; dalla casa a i giochi dell’infanzia fino al lato oscuro della domesticità in stile “casalinghe disperate”. Christopher Kane fa sfilare una collezione che gioca sul contrasto tra la donna di casa/dominatrix, la casalinga che gestisce la casa/la manager di una casa chiusa, con look apparentemente bon-ton che ad una seconda occhiata rivelano trasparenze e spacchi, stampe e ricami floreali che si mescolano a latex.

Mary Katrantzou invece si rifà ai giochi di bambina cresciuta negli anni ’80 nella creazione delle stampe degli abiti dalla silhouette a palloncino anni ’50 – colori primari Lego e album di fiori da colorare, perline e biglie di vetro colorate. Infine J.W.Anderson ricrea uno spazio domestico, con tanto di dipinti della sua personale collezione e un tappeto/installazione preso dalla mostra da lui curata la scorsa primavera “Corpi Disubbidienti” ed una collezione dai capi comodi e confortevoli che abbracciano il corpo senza costringerlo.

Chiudiamo infine citando Molly Goddard, Richard Malone e Halpern, vincitori del progetto NEWGEN, che hanno sfilato grazie al sostegno del British Fashion Council e tre brand internazionali che hanno arricchito il calendario londinese; gli italiani Emporio Armani, che ha festeggiato l’apertura del flagship a Bond Street, Versus Versace e il francese Roland Mouret.

 

Burberry