Intervista a Michele Casto

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Il settore della Moda è quello più ambito e ricercato, soprattutto in Italia. Molti stilisti emergenti ogni anno provano a farsi spazio nell’ambiente, cercando la propria strada per farsi conoscere dal pubblico di oggi. Non tutti, però, riescono.

Molti di loro vengono da incantevoli paesini che a causa delle poche iniziative per emergere risultano limitanti. Niente rispetto alla vastità delle possibilità che si possono trovare a Roma o, ancor di più, a Milano. Ci sono stilisti che gettano la spugna e altri che con tutta la loro forza cercano di farcela per inseguire i propri sogni.

Un Fashion Designer che ha realizzato i propri sogni con tanta forza di volontà e con una collezione Haute Couture molto originale e ricercata è il salentino Michele Casto. Lo abbiamo raggiunto nella sua amata terra per un’intervista molto speciale.

Quando hai cominciato ad occuparti di moda?

Nell’Agosto 2011 quando ho deciso di accostare al mio lavoro di scenografo quello dell’organizzatore di eventi moda. Da qui nasce la prima edizione di “Moda nel Salento” (inizialmente denominata come “Miss Moda nel Salento”): un evento nato come concorso di bellezza che si è successivamente trasformato in un evento dedicato anche alla moda. La passione per la moda e per lo spettacolo mi ha spinto nel cercare di unire e fondere in un’unica manifestazione le mie passioni come la moda, la musica, la danza e lo spettacolo così da creare veri momenti di suggestione e puro divertimento.

Nasci come scenografo e arrivi alla moda. Cambio di rotta o altro? Pensi che queste due arti possano collimarsi tra loro?

Più che un cambio di rotta sicuramente è stato un completamento della mia persona. La scenografia e il Costume sono due arti che viaggiano in parallelo: l’una dipende dall’altra e l’una completa l’altra.

Tra le tue creazioni quelle più note si chiamano “Abiti Scultura”. Da dove nasce questa ispirazione?

I miei sculpture dress nascono per caso, guardando un fashion show di Victoria’s Secret. Le strutture a forma di ali portate dalle modelle mi hanno fatto innamorare a tal punto da non riuscire a togliermele dalla mente. Successivamente, deciso nel creare qualcosa di nuovo e genuino, ho voluto riprendere questa ispirazione, cambiandone forma e caratteristiche, per realizzare qualcosa di mio.

Ti descrivi come un sognatore. È proprio per questo che recentemente hai presentato una collezione ispirata ad Alice nel paese delle meraviglie?

Io mi definisco L’eterno sognatore e credo che, purtroppo, al giorno d’oggi nessuno riesce più a sognare a causa delle difficoltà che si hanno nella vita quotidiana. Dicono che gli occhi sono lo specchio dell’anima e con ogni sguardo che incontro riesco sempre a percepire un velo di tristezza. Le mie collezioni sono molto spesso ispirate alle fiabe o ai fantasy, ma soprattutto cerco di portare in passerella qualcosa di divertente ed entusiasmante che riesca a distogliere, anche solo per un attimo, lo spettatore dai problemi quotidiani. Per questa collezione nello specifico, invece, non mi sono inspirato alla versione originale di Alice ma a quella rivisitata dal regista James Bobin “Alice attraverso lo specchio”. Mi è piaciuto come nel film il concetto di tempo è stato considerato come una persona, inizialmente fredda, arrogante e cattiva, ma sul finale invece capiamo come il tempo sia l’unico custode e protettore della nostra vita terrena.

La tua collezione “Afro Inspirational” è stata molto sentita durante la Luxury Fashion Week. Che cosa ti lega all’Africa?

Più che a tutta l’Africa sono legato ad una zona in particolare, quella del Kenya. Molte volte mi sono imbattuto in immagini che raffigurano questa meravigliosa terra, notandone subito lo stile di vita e i colori che la rappresentano. Il modo di vita semplice quasi primitivo, i colori sgargianti nel modo di vestire, il colore delle capanne realizzate con semplice argilla e paglia, i colori della terra, il rosso intenso del tramonto, le distese di sabbia che abbinate al colore del cielo creano un contrasto semplice ma emozionante.

Ti stai dedicando a una nuova collezione? Vuoi darci qualche anticipazione?

In questo momento ho vari progetti in mente: tra questi c’è la progettazione della mia nuova collezione artistica che presenterò a breve a Roma ma non posso dire altro!

Sei arrivato a grandi traguardi. Hai ancora un sogno riposto nel cassetto o pensi di averlo realizzato?

Credo che nella vita non si finisca mai di imparare, ogni giorno i materiali cambiano, la tecnologia cambia, l’esigenze cambiano e quindi non mi posso permettere il lusso di sentirmi arrivato. Si deve avere la consapevolezza e l’umiltà che tutto ciò che facciamo non è mai bello, non è mai finito, non è mai definitivo, anzi deve essere costantemente revisionato e modificato. I sogni si dice son tanti, e realizzarne solo uno è già un traguardo, ma questo non vuol dire che ci si debba accontentare. Al contrario, bisogna aver la consapevolezza che questo poi deve esser curato, amato, coccolato e soprattutto sviscerato in tutte le sue forme.