Vittorio Camaiani ricorda Marina Ripa Di Meana

Una lettera a cuore aperto scritta dal designer Vittorio Camaiani per Marina Ripa Di Meana, scomparsa lo scorso Gennaio
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Tra poco saranno tre mesi che Marina se n’è andata. Vorrei fingere che non sia così e immaginare che il telefono squilli, la sua voce che mi dice “Vittorio!!! Mi è venuta un’idea…che dici se la presentiamo a Cortina, a Venezia, a Roma?”.

Si riferiva alla collezione che doveva chiamarsi “Noi”, con i colori che lei amava ma, come mi disse da subito, in cui dovevo mettere “più Camaiani che Marina”.

 Vorrei essere travolto ancora dal suo entusiasmo sconfinato: “Che dici, al prossimo festival prendiamo un appartamento tutti insieme? Parlane con il Generale (mia moglie Daniela) e dille anche che vorrei vederla con i tacchi, basta ballerine!” O ancora “Venite da me a pranzo? Così stiamo tutti insieme, voi, Carlo, Andrea, Lucrezia!”…
 
Marina era così. E mi manca. Mi manca l’amica preziosa, con i suoi consigli su cose di lavoro ma anche su fatti personali, così acuta e allo stesso tempo discreta, attenta, capace di ascoltare.
 
 
Una Marina “fuori programma”, diversa dal personaggio televisivo, quella donna per molti sopra le righe ma che per me era sempre presente con umiltà e grandissima sensibilità.
 
Donne così non le avremo mai più.
Marina era una vera icona, in tanti sensi.
 
È facile parlare così, dopo che una persona se ne va, ma questa lettera aperta che tu Barbara (Molinario) mi hai chiesto è quello che mi arriva da dentro e l’ho scritta di getto, sull’onda di un’emozione forte.
Mi mancherà sempre quella telefonata, quel sorriso, quella grinta di una donna che riusciva a donarsi a tutti, pur essendo l’ultima Diva.
 
Grazie Marina
 
Vittorio Camaiani