Determinata, grintosa, professionale e solare: sono queste le qualità che la contraddistinguono. Di chi stiamo parlando? Di Francesca Ceci, classe 1978, attrice di professione.
Una donna versatile e camaleontica, in grado di interpretare anche i ruoli più complessi e introspettivi. Una professionista dalla bellezza disarmante, che sogna un film con Almodovar e ama rilassarmi sulla terrazza del Gianicolo.
Ha lavorato con i più grandi, tra cui Enrico Montesano, Pippo Franco, Enrico Brignano, Lillo & Greg e con ognuno di loro dichiara di aver fatto esperienze straordinarie. “Amo profondamente il mio mestiere. Recitare è una parte importante della mia vita”, ha affermato Francesca.
Una carriera di attrice, lunga e ricca di soddisfazioni, alternata tra cinema, teatro e televisione. Nata ad Albano Laziale, ma trasferitasi a Roma all’età di 20 anni, Francesca Ceci è stata da sempre una sognatrice tanto da intraprendere la carriera professionale già da molto giovane senza mai fermarsi e, maturando con gli anni uno spessore artistico sempre più incisivo nel mondo della recitazione.
Amante delle sfide e del rischio, la Ceci ne ha accettata una superando i suoi limiti, trasformandosi da attrice a regista. Ha preso, così, il comando nella direzione di un cortometraggio intitolato “Amen-non si sa mai”, presentato in anteprima al Videocorto Nettuno: festival che è diventato un vero e proprio punto di riferimento nella mappa delle rassegne italiane dei cortometraggi, capace di dare ampio spazio ai giovani filmaker e a cui l’attrice si sente molto legata.
Una pellicola per niente facile da dirigere, girata velocemente, in una location molto suggestiva come il Castello di Montenero Sabina e in un contesto produttivo altrettanto particolare. “Amen-non si sa mai”, però, nonostante tutto, è riuscito a stuzzicare e divertire il pubblico, anche grazie al modo così spigliato con cui l’autrice ha saputo riportare il tema delle credenze popolari, affrontato con un tocco piacevolmente leggero, al terreno della commedia all’italiana che le è senza dubbio congeniale. “Sono abituata a lasciare fuori il giudizio e trovo interessante che queste credenze popolari possano stimolare, coinvolgere e per certi versi modificare il pensiero delle persone”, ha affermato l’attrice.
Francesca decide, così, di raccontare a FashionNewsMagazine un po’ del suo mondo, una realtà che ha trovato nella recitazione il suo filo conduttore.
–Hai avuto l’onore di lavorare con i più grandi nomi del mondo dello spettacolo. C’è un artista in particolare da cui prendi ispirazione?
“Uno in particolare forse no. Mi sento privilegiata perché quando lavoro sono felice, sempre. So che spesso non lo è per tutti e questa consapevolezza fa si che io tenga i piedi ben piantati a terra. La mente, al contrario, fa voli pindarici, e forse l’ispirazione è proprio lì. Lo sguardo attento sul mio mondo di fantasia e l’osservazione della vita vera, quella di tutti i giorni. Guardo le persone, percepisco gli umori, e poi immagino che tipo di vita possa fare un’anziana signora che mi sorride o magari l’autista del bus che quasi mi ficca sotto sulle strisce pedonali. Sono curiosa, affamata di conoscenza. I grandi personaggi con cui ho lavorato li ringrazio, tutti. Uno per uno, anche quelli che mi hanno fatto capire come non sarei mai voluta diventare”.
–Durante la tua carriera artistica, hai recitato a teatro, al cinema e in televisione. Quale di queste realtà pensi ti rappresenti di più e perché?
“È un po’ come chiedere ad una mamma quale dei suoi tre figli ama di più. Perciò, senza nessuna prosopopea: stesso sangue, uguale DNA, ma caratteri così diversi. Sono tre mondi apparentemente vicini, ma anche dissimili. Li amo indistintamente tutti e tre. E, vorrei sempre fare, non mi basta mai. In questo preciso momento della mia vita ho proprio la forte necessità del palcoscenico e a breve ci tornerò. Sono un’attrice, non potrebbe essere altrimenti”.
–Tuo nonno è stata la persona che ti ha trasmesso la passione per la recitazione fin da quando eri piccola. Che rapporto avevi con lui? Cosa porti sempre con te dei suoi insegnamenti?
“Un rapporto di amore vero fatto di supporto, conforto e protezione. L’amore per la poesia, il canto e la scrittura. Le note del mandolino, l’albero di castagne che piantò per me nel nostro giardino, l’orologio da taschino, il completo con l’immancabile gilet; un’ eleganza d’altri tempi. Porto con me quella sensazione di benessere e serenità che mi trasmetteva. Cantava, cantava sempre. Mi ha insegnato la puntualità, la lealtà e la stretta di mano. Doti così rare e preziose. Desidero trasmettere tutto questo a mio figlio”.
–Sei passata dall’essere attrice a diventare regista dirigendo il cortometraggio “Amen-non si sa mai”. Come descriveresti questa nuova esperienza?
“È nata come una casualità, nel senso che non l’ho cercata, mi è stata proposta e l’ho trovata stimolante. Un’esperienza interessante, divertente, faticosa e autogestita che credo si ripeterà quando ne sentirò l’esigenza. Ho sempre pensato che in fondo la vita è fatta di momenti. Ora ho in serbo tre progetti importanti che stanno partendo; ne sono molto fiera ed orgogliosa. Ma, il mio vero capolavoro è uno e si chiama Mathias. Lo amo da impazzire”.
Da “Tu falla ridere“, il primo spettacolo della sua carriera artistica ad oggi, Francesca Ceci, ne ha fatta di strada, rimanendo sempre con i piedi per terra e mantenendo intatta quella semplicità distintiva che la rende estremamente bella.






