Il vocabolario reinterpretato da Antonio Marras. LO VOGLIO!!!

Un progetto culturale che mette insieme moda, arte e letteratura.
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La cultura va di moda, sappiatelo! E non è solo un’asserzione di Antonio Marras, ma anche la linea guida di un bellissimo progetto lanciato da Zanichelli che, sotto forma di graffiti urbani #laculturasifastrada, propone occasioni di riflessione e di sensibilizzazione della lingua italiana e straniera. La cosiddetta “didattica urbana” ha visto nascere parole sui marciapiedi di varie città italiane, da Torino a Milano, da Padova a Genova, con l’obiettivo di tenere alto il valore della cultura.

In questo contesto si inserisce il progetto dello stilista-artista Marras, da sempre attento al dialogo tra moda, arte, danza, poesia, cinema, teatro e letteratura. L’editore ha chiesto al designer di Alghero di plasmare il vocabolario di italiano per eccellenza: lo Zingarelli. Il risultato? La realizzazione di 16 meravigliose opere materiche nelle quali la materia del vocabolario è stata trattata e fusa con altri elementi, nello stesso modo con cui Marras si approccia alla moda. Fonti d’ispirazione sono state 16 donne che hanno a che fare con la creazione, con il cambiamento ma anche con il dolore. Sono donne del calibro di Virginia Wolf, Diane Arbus, Francesca Woodman, Camille Claudel, Emily Dickinson, Isadora Duncan e Grazia Deledda.

 

 

L’urgenza di tradurre in segno quel che c’è intorno e dentro di me, nel tempo – racconta lo stilista – si è fatta sempre più pressante. Come se avessi qualcosa che vuol venir fuori e non riesco ad arginare“. Nel caso dello Zingarelli, “da incosciente quale sono, un vocabolario diventa l’oggetto ideale per raccontare, fuori dalle righe, fuori dai margini. Linee, disegni, pasticci, garze, fil di ferro, cemento, occhi di bambola, soldatini, bruciature, spine, suture, bulloni, sono le mie parole inespresse, il codice attraverso cui si materializza il mio mondo. Accumuli, stratificazioni, assemblaggi si oppongono a levare, sottrarre, ridurre. Lottano contro la piattezza, la banalità, il luogo comune. Vince l’eccesso, l’eccentricità.

E’ possibile vedere questi vocabolari d’artista presso l’atelier di via Cola di Rienzo (Roma) fino al 21 novembre. Otto di questi saranno poi protagonisti di un’asta di beneficenza al Mudec, battuta da Geppi Cucciari.

La cultura – dice lo stilista d’Alghero – non è mai andata fuori moda. È qualcosa di così connesso con la nostra esistenza che non se ne può fare a meno. È come l’aria. Credo che il mio lavoro implichi un’aderenza alla realtà e quindi alla cultura che ci circonda“.