Sport contro il cancro: riduzione delle recidive e miglior qualità di vita

L'AIL illustra i benefici dell'Exercise Oncology, che abbassa il tasso di mortalità, riduce la perdita di massa muscolare e migliora il metabolismo basale
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“I farmaci combattono il cancro, l’esercizio fisico cura il paziente con il cancro”. Queste parole, pronunciate dalla dottoressa Maria Christina Cox, Medico specialista in Ematologia, Azienda Ospedaliera Sant’Andrea di Roma, nel corso del convegno organizzato da AIL – Associazione Italiana contro le Leucemie, i linfomi e il mieloma, nell’ambito della manifestazione ExpoSalus and Nutrition, illustrano al meglio il rapporto che c’è tra sport e cura del paziente onco-ematologico.

È noto a tutti come praticare sport con costanza migliori la nostra salute, ma nel caso dei pazienti oncologici, molte ricerche dimostrano come questo possa davvero salvare o allungare la vita. Uno studio realizzato su migliaia di pazienti onco-ematologici ha dimostrato che praticare attività fisica regolarmente prolunga la sopravvivenza, riducendo la progressione e la recidiva della malattia fino al 40%.

Questo perché lo sport contrasta l’inevitabile perdita di massa muscolare causata da radio e chemioterapia, che comporta anche un aumento del grasso viscerale  fino al 24% ad un anno dalla fine dei trattamenti. “L’allenamento della forza – spiega il professor Renato Manno Docente dell’Università Telematica San Raffaele di Roma e Docente Scuola dello Sport CONI a Roma – consente di aumentare fino a oltre 1,5 kg di massa muscolare in tre mesi, riducendo il grasso viscerale e migliorando il metabolismo basale del 7% in modo stabile, e fino al 9% nelle 72 ore a seguire in soggetti non allenati“.

Dunque, se non sussistono controindicazioni o impedimenti di tipo medico, la pratica di una disciplina sportiva è sempre da raccomandarsi nei pazienti, qualsiasi sia la loro età. Non è necessario scegliere attività ad elevata intensità, l’importante è essere costanti. Ciononostante, ancora oggi sono pochi i malati onco-ematologici che praticano sport con la continuità e l’intensità necessarie a ottenere i molteplici benefici che esso determina. 

Gli effetti benefici dello sport sono riscontrabili nel trattamento di diversi tipo di tumore, come sottolinea il  professor Stefano Balducci, Specialista in Endocrinologia e Docente Università Sapienza di Roma. “In donne fisicamente attive il rischio di cancro al seno decresce del 15-30%, e nelle donne con meno di 40 anni che si allenano almeno 4 ore la settimana, l’incidenza si riduce addirittura del 50%. Questi dati sono stati confermati da più di 30 studi in diverse popolazioni. Per il cancro del colon 43 studi su 51 dimostrano una riduzione dal 40 al 70%, con un maggiore effetto nell’uomo rispetto alla donna. Nel cancro della prostata, i soggetti fisicamente più attivi hanno una riduzione del rischio che va dal 10 al 30% diminuendo, anche, la severità della malattia e il tasso di mortalità. Nel cancro dell’endometrio, si assiste ad una riduzione del rischio nei soggetti più attivi dal 30 al 40%, con dimostrazione di un effetto dose/risposta. I dati sul cancro del polmone sono meno consistenti anche se probabilmente l’attività fisica ne diminuisce il rischio. Meta-analisi dimostrano una riduzione del rischio del 13% con attività ricreazionali, del 30% con più strenua attività fisica, effetti ancora presenti anche nei fumatori”.