“Canone inverso” – in mostra a SpazioCima fino all’8 Marzo

Due donne, due stili, una storia: raccontare, attraverso l'arte, l'equilibrio fra cuore e ragione.
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Canone inverso” di Pamela Ferri e Susy Manzo. La mano artistica di due donne opposte si fonde generando armonia, complessità e bellezza, in una mostra allestita nella galleria SpazioCima di Roma fino all’8 Marzo.

Da un lato il rigore architettonico, prettamente materico e tipico del neoplasticismo della Ferri, dall’altro la leggerezza, l’emotività labile della carta con la tecnica giapponese della psaligrafia, della Manzo. La prima rappresenta la ragione, la seconda il cuore. Due linee guida che hanno bisogno di compensarsi e di convivere per trovare equilibrio.

Le protagoniste dei quadri di Pamela sono figure complesse eppur semplicissime. Come fili che si intrecciano per diventare ragnatela. Come atomi che anelano a diventare materia. Nelle opere di Pamela c’è scienza e religione, matematica e arte, singolo e società, unione e individualità. Ma c’è, soprattutto, ricerca. La sua Matrice/Mater Stellata, infatti, è l'”uno”, la base di tutto, l’imprescindibile. Ciò da cui tutto parte, per poter poi ritornare.

Il lavoro di ricerca di Susy, invece, è più legato alla forma, indissolubilmente legata al cuore. Perché non importa ciò che si è, ma ciò che si sente. E ciò che si vorrà sentire. Le sue opere di carta sembrano sculture in rilievo, con un foglio che appare intagliato come se fosse legno. Non semplici origami con vari sovrapposizioni e livelli, bensì minuziosi ricami tridimensionali con figure, spesso autobiografiche, che raccontano speranze e paure. I suoi motivi floreali, inoltre, infondono ulteriore leggerezza e sensibilità, ricreando scenari onirici e, spesso, mitologici.

La mostra, organizzata da Roberta Cima, è a ingresso libero, da lunedì a giovedì dalle 15 alle 19 e il venerdì mattina solo su appuntamento. Circa quaranta le opere e le installazioni in esposizione, di vari formati.