Intervista allo scrittore Ivan Nossa

Abbiamo avuto il piacere di intervistare lo scrittore Ivan Nossa, che ha pubblicato da poco “10 grammi di felicità”, una conversazione con l’autore Joe Vitale
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Ivan Nossa è un autore di opere sulla ricerca interiore e sulla crescita personale. Dopo essere stato imprenditore per 20 anni decide di mollare tutto e iniziare il suo percorso di scrittore e motivatore collaborando con l’autore di best-seller internazionali Joe Vitale.

Per la casa editrice Uno Editori cura nel 2016 la traduzione di The Midas Touch dal titolo Il Tocco di Re Mida (trasforma in Oro tutto ciò che tocchi) e nel 2016 pubblica il suo primo libro Il Potere e la Magia della Gratitudine. Cura e traduce le edizioni italiane dei libri di Joe Vitale La preghiera segreta e The Miracle. Nel 2017 pubblica per Uno Editori Il Potere e la Magia del Perdono, e nel 2018 escono due libri di cui è collaboratore e curatore, Colazione a Wall Street e I Segreti del Regno di Babbo Natale. 10 grammi di felicità (Uno Editori, 2018) è la sua ultima fatica letteraria, un’interessante conversazione con l’autore americano e mentore Joe Vitale.

«Da Il potere e la magia della gratitudine: “La gratitudine non è un gesto, è uno stile di vita”. Qual è il grande potere della gratitudine, e cosa cerca di trasmettere attraverso la sua opera?».

Ha scelto la frase del libro che mi piace di più complimenti! Poi continua dicendo “La gratitudine è una forma del cuore”. Questo è il segreto della gratitudine, vivere con il cuore aperto alle meraviglie che ci circondano, ai miracoli che accadono ogni giorno e che spesso non riusciamo a vedere. Non serve a nulla lottare per cambiare il mondo se non ci accorgiamo di quello che il mondo ha già fatto per noi. La gratitudine ha un grande potere, più siamo grati più attireremo cose per cui essere grati. Può davvero trasformare la nostra vita. Vorrei che ai miei lettori rimanesse un sorriso, un grande respiro e la voglia di scoprire il bello della vita.

«Nell’opera Il potere e la magia del perdono racconta che a ognuno di noi viene regalato uno zainetto quando si viene al mondo, e che nel corso della vita lo si riempie dei nostri dolori, insoddisfazioni e paure finché non diventa estremamente pesante. Sta a noi decidere se portarci sempre dietro questo zaino che ci tiene incollati al terreno, e che ci incurva non permettendoci di guardare in alto verso il cielo, oppure scegliere di lasciarlo indietro ed essere leggeri. E il perdono è uno dei mezzi che ci permette di liberarci delle catene, e di tornare a volare. Di cosa parla il suo libro?».

Della magia che il perdono può operare nelle nostre vite. Attraverso storie reali di persone che hanno affrontato situazioni estreme e perdonato, sentendosi poi libere e felici. Vorrei che la gente capisse quanto male si fa a se stessi se non si perdona. Nelson Mandela quando usci di prigione disse “quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà sapevo che, se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione”. Questo è il senso profondo del perdono e anche il suo potere. La ricerca che ho compiuto per questo libro mi ha portato a comprendere che il perdono ci rende liberi, migliora la nostra vita e di conseguenza il mondo intero. Questo è il messaggio che vorrei arrivasse ai lettori.

«L’ultimo suo lavoro è 10 grammi di felicità, una lunga conversazione con l’autore Joe Vitale che, come lei, ha saputo trasformare la propria vita e renderla speciale. Ci racconta come è andata questa esperienza con lo scrittore americano, e di cosa parla più nel dettaglio il vostro libro?».

Incontrarlo per me è stato realizzare un sogno, lui ha venduto milioni di copie nel mondo e io non avevo ancora scritto nulla quando espressi questo desiderio. Mi arrivò un’email, che finì nella cartella spam e per qualche coincidenza trovai molti giorni dopo, diceva che il Dr Joe Vitale stava cercando coautori per scrivere un libro a più mani dove ognuno raccontasse una storia, alla fine eravamo in 45 ma vidi per la prima volta il mio nome accanto al suo. Poi decisi che volevo avere la sua introduzione per il mio primo libro sulla gratitudine, non successe nulla per molto tempo fino a che, a 15 giorni dalla data in cui dovevo consegnare il libro all’editore, mi arrivò una sua email, aveva sentito dall’editore canadese a cui avevo inviato quel racconto che desideravo una sua introduzione e mi disse di si. Da quel momento in poi è nata una bella amicizia e collaborazione lavorativa fino al mio viaggio in Texas l’anno scorso dove vive e lavora. Li nacque l’idea del nostro libro comune. Io conosco i suoi lettori, molti mi scrivono, so quali erano le loro domande, i loro dubbi e proposi a Joe un libro dove dialogando con me avrebbe risposto e spiegato quello che insegna nei suoi libri. È nato così il libro scritto a 4 mani, 10 grammi di felicità, il titolo l’ho scelto io. Affrontiamo tanti argomenti che ci stanno a cuore come la creatività, la gratitudine, il perdono, la ricchezza, la povertà, la realizzazione dei sogni, l’intuito, la preghiera, il denaro e molto altro.

«Che cos’è la “Legge di Attrazione”?».

È quella cosa che mi ha fatto incontrare il mio scrittore preferito, così lontano dal mio mondo, il giorno in cui espressi quel desiderio all’universo e lo lasciai andare con tanta fede. Mi appassionai ai libri di Joe proprio leggendo i suoi testi sulla legge di attrazione e il primo fu The Secret, bestseller a cui partecipò come esperto. Cerco di spiegarla in modo semplice, la legge di attrazione è quella legge che operando tramite la vibrazione delle nostre energie ci permette di attrarre nella nostra realtà quello che desideriamo. Oppure quello che temiamo. La legge di attrazione vede le persone come magneti che attraggono continuamente. Come dentro così fuori potremmo dire. Cambiando noi stessi attrarremo situazioni diverse, persone diverse. Cambierà la realtà che ci circonda, cambierà ogni cosa nel momento esatto in cui cambieremo noi.

«Nell’opera Il potere e la magia del perdono racconta l’emozionante storia di Eva Mozes Kor, che è davvero riuscita a cambiare il mondo attraverso un semplice quanto potente gesto. Ci racconta chi è Eva, e cosa è riuscita a fare attraverso il perdono?».

Che meraviglia il fatto che mi ricorda di Eva. Una piccola donna immensa, ormai ultranovantenne. La vidi in un documentario e capì che volevo assolutamente la sua storia nel libro perché è un esempio straordinario. Avevo la necessità di grandi esempi nel libro perché non è facile parlare di perdono a persone alle quali è successo qualcosa di estremamente doloroso. Eva Mozes Kor è una donna di origine rumena deportata ad Auschwitz nel 1944 in quanto ebrea. Arrivò con tutta la famiglia, ma vennero subito separati.
Quella fu l’ultima occasione in cui vide sua madre. Rimase con la sorella gemella per tutto il periodo della prigionia, fino al giorno della liberazione. Per sua sfortuna, in quel campo di concentramento, operava il famoso Dott. Mengele, soprannominato anche “l’angelo della morte”. Il dottore era incaricato di svolgere esperimenti genetici e di ricerca di ogni sorta sui detenuti.
Le sue cavie preferite erano i fratelli gemelli, sui quali praticava esperimenti ai limiti dell’umano. Fu così che anche Eva e la sorellina Miriam, di solo 10 anni, finirono sotto le “cure” del Dott. Mengele. Furono tra i pochissimi sopravvissuti ai suoi esperimenti. Le bambine sapevano cosa le aspettava: se una delle due moriva, l’altra sarebbe stata uccisa. Ma sopravvissero.
Gli altri membri della sua famiglia, i due genitori e le due sorelle più grandi, furono uccisi ed Eva non li rivide mai più. Molti anni più tardi, siamo nel 1994, Eva fu chiamata in Germania a testimoniare in tribunale. Si stava processando Oskar Groning, un ex soldato delle SS che era stato di servizio ad Auschwitz. Il processo finì nel 1995 con la condanna di Groning, ormai 94enne, a quattro anni di prigione.
Quello che però fece scalpore, e che colpì la stampa mondiale, fu il gesto di Eva Kor.  A differenza di tutti gli altri testimoni sopravvissuti ad Auschwitz, lei compì un gesto eclatante.
Si alzò e andò incontro all’accusato, gli strinse la mano e poi lo abbracciò.  Si scambiarono alcune brevi parole: Eva chiese all’ex ufficiale tedesco di portare un messaggio di pace anche agli altri nazisti ancora in vita.
Quella piccola meravigliosa donna compì un gesto di riconciliazione così forte che ebbe eco sulla stampa di tutto il mondo, e del quale si continua a parlare ancora oggi. Sembra impossibile, ma lei ha abbracciato e perdonato chi ha sterminato la sua famiglia e sottoposto a esperimenti atroci lei e la sua sorellina.  Eva mi scrisse in un’email: il perdono crea la pace, io chiamo la rabbia il seme della guerra e il perdono il seme della pace.

«Quali sono i libri e gli autori che hanno segnato il suo percorso di vita e di scrittore?».

Vengo da letture classiche, mi sono laureato in letteratura inglese e francese. Una volta erano Keats, Baudelaire e Blake gli autori che leggevo con maggior passione.  Oggi amo i libri che mi toccano l’anima e mi aiutano a vivere serenamente aumentando sempre più la consapevolezza e l’amore in questo meraviglioso viaggio che è la vita.Oltra al già citato Joe Vitale, amo molto Anthony De Mello, Neale Donald Walsch, Osho, Kahlil Gibran, Don Miguel Ruiz e molti altri. I titoli che per me sono stati fondamentali sono molti ma vorrei citare Zero Limits, di Vitale; Conversazioni con Dio, di Walsch e Il Profeta di Gibran.Tra i libri italiani usciti ultimamente Filmatrix di Virginio De Maio e Il Monaco che non aveva un passato di Paolo Marrone. Indispensabili per me sono anche gli insegnamenti di Buddha e di Gesù che leggo sempre con entusiasmo.

«Di cosa tratterà il suo prossimo progetto letterario?».

Ho sempre nuove idee che a volte si accavallano e quello che penso di pubblicare a volte viene superato in corsa da un altro progetto. Sto lavorando a Il Potere e la Magia dell’Amore, che chiuderà la trilogia così come me l’ero immaginata prima di iniziare.

Ho anche un altro paio di progetti che mi frullano in mente, tra cui un libro che scriverò in Uganda dove sono stato per la prima volta l’anno scorso grazie ad un incontro avvenuto proprio grazie al libro sul perdono, con la straordinaria Sister Rosemary Nyirumbe e il suo nuovo orfanotrofio.

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A cura di Valentina Miceli