Manola Aramini: intervista all’autrice del romanzo “Noi che ci stiamo perdendo”

“Noi che ci stiamo perdendo” (Officina Milena, 2019), una storia di passione, tradimenti e segreti inconfessabili.
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Manola Aramini è una scrittrice e insegnante. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Pubblica il romanzo “Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini” (Milena edizioni, 2013) e il giallo “Noi che ci stiamo perdendo” (Officina Milena, 2019), una storia di passione, tradimenti e segreti inconfessabili.

 «Di cosa parla il tuo ultimo romanzo Noi che ci stiamo perdendo?».

“Noi che ci stiamo perdendo” è un romanzo giallo, caratterizzato dai sentimenti e le passioni. Il romanzo inizia con la scomparsa di Tatiana, la moglie di Arthur Cortes, un noto pianista di origine portoghese.  Le vicende si svolgono a Fregene, sul litorale romano, in cui Tatiana conduce una vita all’apparenza serena con il marito e le figlie gemelle. Tuttavia le maschere dei personaggi a causa della scomparsa di Tatiana, inizieranno a cadere. Arthur deciderà di contattare la sua ex amante una giovane cantante di origine indiana, per raccontarle ciò che è accaduto ed avere un sostegno morale. Molti personaggi ambigui si susseguiranno e il Commissario Fermi  sarà costretto ad agire il più velocemente possibile, in una corsa contro il tempo, per salvare nuove vittime da un assassino seriale.

«I personaggi di Noi che ci stiamo perdendo condividono un’ambiguità di fondo; non è infatti insolito che indossino maschere per nascondere le loro azioni controverse e i loro pensieri discutibili. Solo il Commissario Oliviero Fermi sembra essere immune all’influsso dell’oscurità che influenza gli altri personaggi. Un uomo genuino, dai piaceri semplici, estremamente corretto. Ci parli più nel dettaglio di questo interessante carattere?».

Oliviero Fermi è il personaggio positvo della storia e si oppone a personaggi fragili che sembrano non saper condurre la loro vita. Mostrerà una certa antipatia per Arthur Cortes, che si sentirà perennemente disprezzato. Il Commissario è un uomo che ama la buona cucina e vorrebbe stare di più con la  propria famiglia, ma è anche profondamente appasionato del suo lavoro. Il Commissario Fermi rappresenta tutte le persone oneste che lavorano ogni giorno in modo scrupoloso e cercano di rendere felice la propria famiglia, nonostante le difficoltà e la fatica.

«Il personaggio di Arthur Cortes è esattamente l’opposto dell’onesto Commissario Fermi. Un uomo patologicamente infedele, bugiardo ed egocentrico. Dalle parole di Alma: “Eppure, Arthur, io vedo nei tuoi occhi ancora una disperazione contenuta, esibita, forse recitata. Tu stai recitando anche di fronte alla morte, come avevi recitato di fronte all’amore”. Parole forti che tratteggiano un personaggio profondamente negativo, ma che nella storia riesce inspiegabilmente ad ammaliare donne molto diverse tra loro. Chi è davvero Arthur Cortes?».

Arthur Cortes in realtà non ammalia tutte le donne, bensì  donne fragili  e complesse o donne che pensano in qualche modo di trarre profitto dalla sua popolarità. Arthur Cortes ha superato ampliamente la cinquantina d’anni, ma continua a comportarsi come un adolescente nei sentimenti, non rendendosi conto di ferire in modo profondo Alma e Tatiana. Proprio perché è un uomo capace di mentire a sé stesso, riesce benissimo a nascondere la realtà , per un certo periodo di tempo.

«Qual è stato il personaggio di Noi che ci stiamo perdendo più difficile da caratterizzare, e perché?».

Non è stato difficile caratterizzare Alma, Tatiana, Arthur e Alfio perché ho conosciuto nella realtà delle persone che mi hanno ispirato. Ho dovuto solo descrivere questi personaggi, accentuando la loro sfera più eccentrica. Questi  personaggi esistono nella realtà e mentono, soffrono, tradiscono come nel libro.

«Se potessi scegliere una colonna sonora che accompagni la lettura di Noi che ci stiamo perdendo, cosa suggeriresti?».

Durante il romanzo si parla molto di musica, perché Alma è una cantante e Arthur Cortes un pianista. Nel romanzo Alma canta le canzoni di Whitney Houston  tra cui “ I have notting” e Arthur suona  spesso al piano “The sacrifice “ di Michael Nyman.  Probabilmente come colonna sonora, però sceglierei “Un mondo migliore” di Vasco Rossi, perchè i personaggi vivono vite frenetiche e lottano per una vita migliore, andando anche contro i valori.

«Quali sono le opere e gli autori che hanno influenzato il tuo stile di scrittura?».

Un libro che amo molto è quello di Isabel Allende “La casa degli spiriti” in cui gli elenti storici si mescolano alla fantasia. Anche Charlotte Link è una delle mie autrici preferite, amo i suoi gialli perché hanno una forte connotazione psicologica e sentimentale. Leggendo i libri di Charlotte Link “Oltre le apparenze”, “Nemico senza volto” “Nobody” , ho maturato l’intenzione di scrivere un romanzo giallo. Un altro romanzo giallo che mi ha affascinato è “La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker.

«Di cosa tratterà la tua prossima opera letteraria? Puoi darci qualche anticipazione?».

Mi piacerebbe scrivere un altro romanzo giallo, vorrei offrire un altro caso al  Commissario Fermi.

A cura di Eleonora Satina

Titolo: Noi che ci stiamo perdendo

Autore: Manola Aramini

Genere: Giallo

Casa Editrice: Officina Milena

Pagine: 192

Prezzo: 13 euro

Codice ISBN: 9788832101072

Contatti

https://www.facebook.com/scrittricemanola.aramini

https://www.officinamilena.com/

https://www.amazon.it/Noi-che-ci-stiamo-perdendo/dp/8832101076/

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a cura di Eleonora Satina