Leonardo Atlantico, a Milano una mostra dedicata al genio Leonardo da Vinci

In mostra fino al 6 Ottobre all’Ambrosiana di Milano
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Omaggio a Leonardo da Vinci con “Leonardo Atlantico”, una personale di Corrado Veneziano, a cura di Francesca Barbi Marinetti, Raffaella Salato e Niccolò Lucarelli. Le trenta opere, tutte a olio, saranno in mostra fino al 6 Ottobre all’Ambrosiana di Milano. Un viaggio, il loro, che parte ad Amboise, tocca l’Osservatorio astronomico di Firenze e passa anche dal Museo nazionale Ridola di Matera. La Pinacoteca, si sottolinea, conserva non solo opere di Raffaello, Caravaggio, Tiziano e dello stesso Leonardo, ma anche i Fogli originali del “Codice Atlantico”, a cui lo stesso Veneziano si è ispirato.

“Leonardo Atlantico” gioca con il dipinto e la sovrapposizione di alcune frasi, spesso da destra a sinistra, come nella stimolante abitudine leonardesca, e una serie di immagini disegnate da Leonardo nel suo celeberrimo “Codice Atlantico”. Parole e disegni, frasi e schizzi sono evocati, ripresi, estrapolati dalle pagine del genio. Tutti sono poi sospesi in un azzurro-blu-celeste che di volta in volta è universo impenetrabile e moderno, cielo poeticamente spirituale, firmamento notturno e fiabesco.

Il blu è la cifra fondante delle opere: una molteplicità di macchie dorate, le stelle, ritma il cielo diventando fiocchi, fiori, puntini, comete. Mentre i disegni del Codice Atlantico restituiscono modernità e scientificità alle tele. Si tratta di ruote, archi, utensili da fabbro e da officina. Nonché di ponti, cannoni di artiglieria, dighe per incanalare corsi d’acqua. Si fa altresì riferimento a parole scritte come appunti e numeri di operazioni matematiche inconcluse, formule algebriche da sviscerare e rinsaldare.

Tutte le immagini e le parole disegnate in “Leonardo Atlantico”, comunque e in ogni caso, testimoniano il continuo lavorìo dell’uomo sulla terra; l’ostinazione e la forza nel cercare e perfezionare; la volontà di superare steccati tra tecnica, scienza e arte; il lucido desiderio – la “libertà” – nel sentirsi ideatori ed esecutori, ingranaggi, motori e arbitri di un ciclo inesauribile che nessuna stasi può rallentare e fermare.