Adattarsi alla società e all’ambiente, e salvaguardare il consumo di suolo, non è sinonimo di riduzione del normale comfort che caratterizza le abitazioni, ma significa introdurre nuove tecniche costruttive moderne. Una di queste ideazioni d’avanguardia che risponde ai mutamenti è l’architettura galleggiante.
Il surriscaldamento globale causa lo scioglimento dei ghiacciai e della calotta polare, e di conseguenza il livello dei mari si innalza. Questi fenomeni vengono assecondati con la costruzione di edifici o anche di intere città galleggianti. Ed ecco così una soluzione innovativa che va a rivoluzionare la tradizionale idea di architettura. Alcuni tra gli edifici sull’acqua sono già stati realizzati, mentre molti altri sono ancora dei progetti, per cui bisogna capire se sia possibile portarli a termine. Vediamo alcuni esempi.

Punta de Mar Marina Lodge è una camera d’albergo “Plug & Go” galleggiante, che si adegua ai principi dei sistemi solari passivi ed è alimentata dall’energia solare. È sviluppata su due livelli, per una superficie totale di 74 metri quadrati, e può ospitare due persone. Ha un design modulare che permette di essere facilmente trasportata e installata in ogni parte del mondo. Il contatto con il mare favorisce una vacanza in cui il relax e il benessere sono i protagonisti. Ciò che rende sostenibile l’hotel è la possibilità di ridurre gli sprechi, controllando gli scambi termici tra esterno ed interno con varie tecnologie.
La prima città galleggiante “Floating City” dovrebbe essere realizzata in Polinesia Francese nel 2020, nel pieno rispetto dell’ambiente e della cultura locale. Il villaggio sarà composto da circa 15 isole da 25 metri quadrati l’una, con utilizzo di energie rinnovabili e gestione delle acque reflue. Si intende anche sviluppare l’agricoltura marina per consentire la produzione di derrate alimentari.
Un’altra città galleggiante si prospetta per il 2030, con un progetto promosso dalle Nazioni Unite. Si tratta di Oceanix City, una città modulare formata da isole esagonali, unite tra loro in gruppi da 6 quartieri, che possono dare vita a un villaggio di 12 ettari pronto ad ospitare fino a 1.650 residenti. La città sull’acqua può ingrandirsi e diventare una comunità di 10 mila abitanti. Gli edifici, più bassi di sette piani, hanno il baricentro ribassato per far sì che le strutture resistano alla forza del vento. La sostenibilità è data dall’uso di legni locali, tra cui il bambù, mentre la presenza di impianti fotovoltaici ed eolici garantisce l’efficienza energetica.






