Lunedì a colazione – La benigna di Instagram

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Lunedì a colazione …

Vi porto su Instagram, ma anche in Norvegia, e tra i giovani. Faremo un viaggio interconnesso ed emozionale. Il punto da cui partiamo è un sondaggio lanciato nel Maggio di quest’anno da una sedicenne: “Vivere o morire?”. Il 69% dei votanti ha scelto la morte. Sono tutti giovanissimi e quella era una domanda seria, legata altresì alla visione di video e alla creazione di pensieri suicidi. Molly, la ragazza che ha lanciato il sondaggio, si è tolta la vita. Conveniate con me che si tratta di un allarme. Allarme sociale e social. Una vocale che rende davvero labile la differenza. Il sociale è social, e alle soglie del 2020 si parla su Instagram, ci si confronta su Instagram, si chiede aiuto silenziosamente su Instagram. Ecco dunque che, a questo punto, ad interconnettersi con la nostra storia c’è lei, Ingebjørg Blindheim, sorridente e deliziosa, 22enne norvegese, che si è guadagnata la fama di ‘benigna di Instagram’.

E ce ne fossero di ragazze così! Ebbene, dopo la moltitudine di notizie legate ai suicidi preannunciati sui social, ha deciso di dedicarsi alle emozioni che stanno dietro. Ogni giorno Ingebjørg si immerge nella disperazione altrui per allertare le istituzioni, quando la linea tra pensiero tenebroso e azione tragica sembra assottigliarsi sempre più.

Si tratta di una vera e propria missione che rincorre le vite in bilico. Una sorta di investigatrice social e sociale. Ma dietro, a mio avviso, c’è anche un lavoro di psicologia interessante: pensare a professionisti del settore che si spostano attivamente sul web non è roba da poco. Si tratta di stare al passo con i tempi ed esercitare la professione su una piattaforma che parla tanto, in cui i ragazzi finalmente esprimono i propri mostri, subdoli e silenti nella vita reale. Reale e virtuale si interconnettono, convivono e mostrano la società in tutta la sua interezza. Questo vuole essere un imput, una scintilla, che potrebbe aiutare moltissima gente.

Tornando alla nostra eroina Ingebjørg Blindheim, bé, ha ispirato anche noi: piccole azioni, interessi e ascolti quotidiani possono contribuire ad alleviare il malessere emozionale di chi ci sta accanto. Ad esempio, fate attenzione alle espressioni reali, agli sguardi spenti, ma anche ai contenuti condivisi e agli hashtag ‘campanello d’allarme’, come #cutting (alias tagliarsi le vene o commettere atti di autolesionismo, che, attenzione, raccoglie quasi 6 milioni di post) e #sue, diminutivo di suicide.

Questo Lunedì a colazione voglio spingervi all’ascolto, silenzioso e discreto, di chi ha bisogno d’aiuto e non lo dice apertamente. Ed empatia sia.

Ramona Mondi