La moda non dorme mai, ma ha paura di morire a causa del Coronavirus

La moda ai tempi del Coronavirus o COVID-19 che dir si voglia.
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Quando si pensa alla Moda, si immagina un meccanismo ben oliato, sfavillante, colorato e  idilliaco. Ma la moda di questi tempi, i tempi del Coronavirus, non è la moda che immaginiamo.

Un tempo la moda doveva preoccuparsi dei carboidrati e degli zuccheri, di quanto era deleterio ingerirli e di come poi doverli sapientemente nascondere con Photoshop. Ma oggi no, oggi c’é il Coronavirus. Sfilate che si sono svolte con un format piuttosto inusuale, cioè a porte chiuse, presentazioni annullate, eventi dal costo di milioni e milioni cancellati, tutto un business in piena crisi di panico e paura. Ma facciamo un bel respiro.

Facciamo un bel respiro!

I dati sono allarmanti.

Il settore del fashion e del lusso potrebbe perdere 40 miliardi di euro nel 2020, secondo uno studio di Vogue Business. Il motivo? I principali clienti sono asiatici e non compreranno più finché non passerà l’emergenza Coronavirus. Per l’Italia perdite di circa 100 milioni di euro nel primo trimestre dell’anno.

Come riporta il Sole 24 Ore: per il presidente di Confindustria Moda e di Pitti Immagine, Claudio Marenzi, “toni troppo alti mettono a rischio la tenuta del settore“, che conta 65mila imprese e 620mila lavoratori.

Si è calcolato che circa l’80% dei buyer e operatori della moda cinese non saranno presenti alle Fashion Week a causa del Coronavirus. Dal canto suo Carlo Capasa, presidente della Camera della moda, per la Milano Fashion Week che si è tenuta dal 18 al 24 Febbraio, ha annunciato che le sfilate e i molti altri appuntamenti sarebbero potuti essere seguiti streaming live per ridurre al minimo i disagi. Il sistema moda ha chiuso il 2019 con un fatturato di oltre 90 miliardi, in crescita dello 0,8% e trainato dall’export (+6,2% a 71,5 miliardi), il Coronavirus peserà però sul primo trimestre 2020: “Prevediamo un calo dell’1,8%, ma molto dipende da quello che succederà nelle prossime settimane“, ha aggiunto Capasa.

Le sfilate annullate a causa dell’emergenza Coronavirus

Di li a cascata le cose non sono andate affatto migliorando, anzi al contrario. Giorgio Armani e Laura Biagiotti hanno deciso di sfilare a porte chiuse durante la Milano Fashion Week a causa del Coronavirus. Burberry, che aveva annunciato un grande evento a Shanghai il prossimo 23 aprile, si è trovato costretto ad annullare il tutto. Gucci anche ha annullato la sua Cruise “alla luce dell’incertezza causata dall’epidemia di Coronavirus e, come misura precauzionale“, la Cruise 2021 a San Francisco. Lo show era in programma per il 18 maggio 2020.

Prada stessa ha rinviato la Cruise collezione Resort in programma a Tokyo per il 21 maggio. “Questa decisione è stata presa in via precauzionale“, si legge in una nota stampa, “nonché come atto di responsabilità e di rispetto nei confronti di tutte le persone che lavorano o intendono partecipare alla nostra sfilata Resort 2021“. Infine, Chanel che cancella lo show “Métiers d’art” a Beijing, a data da destinarsi.

Sono seguite poi le cancellazioni temporanee delle due principali Fashion Week della Cina, Shanghai e Pechino, al fine di controllare l’epidemia di Coronavirus e prevenirne la diffusione.

E le modelle?

Qualcuno pensi alle modelle santo cielo!! Ah no! Loro sono in vacanza su qualche isola sperduta come Kendall Jenner che dopo Parigi è volata alle Bahamas, oppure Candice e Lais che sono sulle spiagge di Miami, altro che Coronavirus.

Dimenticavo! E le influencer? Si dice che c’è stata un’agenzia (non faremo nomi ma se ci stai leggendo The One Celebrity stiamo parlando di te) che, dopo la Milano Fashion Week, ha ordinato alle sue adepte un periodo forzato di quarantena a causa del Coronavirus. Premura o follia?

Torno a ripetere: facciamo tutti un bel respiro.