Intervista a Mario Antobenedetto autore del romanzo “Un passo più in là”

"Un romanzo che secondo me è più facile leggere che raccontare, perché bisogna farsi trascinare dalle passioni e dai sentimenti per comprenderlo appieno"
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Mario Antobenedetto pubblica nel 2015 il suo primo romanzo per Edizioni A.Car: il thriller storico/politico “Il piano Tiberio”.

Il sodalizio con Edizioni A.Car continua nel 2017 con “Fiorisci nei miei inverni”, un romanzo d’amore e rabbia nella cornice della periferia capitolina, e nel 2019 con “Un passo più in là”, una storia di sensi di colpa e di rinascita. Scrive inoltre diversi racconti vincitori di prestigiosi concorsi nazionali e pubblicati in antologie, tutti leggibili gratuitamente sul suo sito.

Intervista a Mario Antobenedetto

«Di cosa parla il tuo ultimo romanzo Un passo più in là?».

«È la storia di Ivan, che a causa di alcuni errori vede la sua vita, e quella delle persone a lui più care, completamente stravolta, non regge alle pressioni delle conseguenze e decide di fuggire, una serie di fatalità lo portano in montagna, in particolare in Dolomiti, ai piedi delle Pale di San Martino, e in questa sorta di esilio volontario, in un ambiente agli antipodi delle sue abitudini, lui cercherà il modo di compiere appunto quel passo più in là che gli consenta di rianalizzare il tutto e trovare uno slancio per andare avanti.

Un romanzo che secondo me è più facile leggere che raccontare, perché bisogna farsi trascinare dalle passioni e dai sentimenti per comprenderlo appieno.»

«Quali sono i motivi che ti hanno spinto a scrivere il tuo romanzo?».

«Non c’è un motivo in particolare, sentivo il bisogno di raccontare una storia sullo sfondo delle montagne, perché mi affascina il loro modo unico di mondare il corpo e la mente. Per farlo ho usato il pretesto dei sentimenti e del destino che beffardo prende il sopravvento, ma avrei potuto utilizzare qualsiasi altro cardine per far girare la storia, perché alla fine il tema centrale è la resilienza, e la nostra immane forza di andare sempre avanti.»

«Chi è davvero Ivan, il protagonista di Un passo più in là? A cosa o a chi ti sei ispirato per delineare la sua caratterizzazione?».

«È un uomo dilaniato dal senso di colpa, che credeva di avere in pugno la sua vita, di averla scelta, ma poi si accorge di aver solo eretto sovrastrutture intorno alla verità e a quel punto la natura umana prende il sopravvento e disintegra tutto, costringendolo a ripartire da zero.  È un uomo che il destino ha fustigato e salvato, perché senza il suo intervento probabilmente avrebbe vissuto come tanti una vita di menzogne, invece è stato costretto ad affrontare la verità e ha avuto il coraggio di sostenere il suo sguardo glaciale; perché io credo che a formarci non è ciò che ci capita, ma il modo in cui reagiamo. Dovremmo ambire a essere degli “egoisti funzionali”, capaci di pensare a noi stessi senza però ledere la natura di chi ci sta accanto, per amore, amicizia o familiarità.»   

«Un passo più in là parla di resilienza, di accettazione delle proprie ombre e di rinascita. La storia raccontata procede per flashbacks, svelando poco alla volta la trama, che riesce a stupire per i suoi colpi di scena. Come hai gestito la scrittura del tuo romanzo? Che tipo di autore sei?».

«Ho scelto appositamente questo espediente narrativo per provocare un po’ il lettore, centellinando la storia e di conseguenza le verità nascoste da Ivan, volevo che il pregiudizio la facesse da padrone inizialmente, in modo che alla fine la realtà imponesse al lettore di rivalutare tutto e dare finalmente un giudizio definitivo.  Che poi secondo me è il metro che andrebbe applicato a tutte le situazioni di vita reale.

Tecnicamente ho stilato una precisa tabella temporale, per dare sempre coerenza alla storia, anche perché alcuni tempi sono fondamentali nell’intreccio.

A livello stilistico invece sono molto descrittivo, sono convinto che alcuni dettagli nella trama aiutino il lettore a immedesimarsi e fissare nella mente un determinato passaggio che sul momento può sembrare banale ma che poi si rivelerà decisivo nella comprensione della storia.»

«In Un passo più in là emerge il tuo amore per la montagna, e per il senso di completezza che si prova nel rapporto intimo con la natura. Come definiresti il tuo legame con la montagna? Cosa ti ha insegnato?».

«Ho passato la mia infanzia tra sentieri, rifugi, bivacchi e forcelle. Nella mia famiglia la montagna era solo estiva, non c’era neve sulla quale scivolare, solo irti tornanti dove respirare affannosamente e poggiare la mano sul ginocchio per spingere più forte il passo successivo. E poi i panorami, dall’alto il mondo appare bellissimo, semplice, delineato, e tra tutto quel camminare il tempo per pensare e inventare non mi è di certo mancato. Di quei giorni conserverò per sempre ricordi indelebili e personali, soprattutto legati a mia madre e mio padre.

Dalla montagna infine ho imparato che ognuno deve tenere il proprio passo, non si può forzare per raggiungere chi va più forte e non ci si può limitare per aspettare i più lenti, in entrambi i casi sarebbe una sofferenza, sia fisica che mentale.

Ho traslato questo aspetto alla vita comune e ho cercato di accompagnarmi sempre a persone che tenessero il mio stesso passo. 

Fin ora ha funzionato alla grande!»

«Vuoi condividere con noi una citazione al tuo romanzo che ti sta particolarmente a cuore?».

«“Lo sapete quando si capisce di aver toccato veramente il fondo? Quando guardi qualcuno a cui vuoi bene negli occhi e nonostante ciò riesci comunque a mentire con naturalezza. Bene, io quella sera toccai il fondo della mia personalità.”

Questo stralcio è tratto dal monologo finale di Ivan, e mi piace perché sottolinea la sua presa di coscienza. Riconoscere i propri sbagli e conviverci credo sia una delle virtù che ognuno di noi dovrebbe coltivare.»

«So che sei a lavoro su un romanzo poliziesco. Puoi darci qualche anticipazione?».

«Si tratta di un giallo che ha per tema centrale la vendetta. La trama prende spunto da uno dei fatti di cronaca nera più cruenti e discussi del nostro paese e vedrà un tormentato investigatore di Polizia alle prese con un cecchino abile a seminare morte dai tetti di Roma. Storie di drammi che si intrecciano e sembrano sovrapporsi, figlie di un passato che reclama giustizia.

Sono tutt’ora impegnato nella stesura dell’opera e mi sto divertendo molto anche perché il giallo è un genere a me affine, con il quale mi sono già tolto alcune soddisfazioni con dei racconti brevi usciti vincitori da alcuni concorsi letterari.

Continuate e seguirmi e presto avrete una nuova storia da leggere.»

Titolo: Un passo più in là

Autore: Mario Antobenedetto

Genere: Narrativa contemporanea

Casa Editrice: Edizioni A.Car

Pagine: 290

Prezzo: 16,50

Codice ISBN: 978-88-649-02-340

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