6 tendenze moda a cui non devi rinunciare in smart working

Chi bella vuol apparire… Può farlo comodamente da casa!
0
888

“Non ci sono più le mezze stagioni” A chi non è mai capitato di ricorre al famoso proverbio per riempire un silenzio imbarazzante? Eppure, questo 2020 sembra averlo preso proprio sul serio: primavera cancellata, per ora. Ma attenzione a non approfittare del lockdown per entrare in letargo! La pigrizia è uno dei sette peccati capitali, e quel pigiama in flanella si è appena candidato per diventare l’ottavo. Chi vi ha fatto credere che bellezza va a braccetto con sofferenza non era di certo al passo con le ultime tendenze. Minimalismo, eleganza e comfort hanno ispirato i designers anche per questa Primavera/Estate 2020. Il risultato? 6 capi versatili per una mise perfetta a cui non dovrete rinunciare lavorando in smart working.

#1 Tutta d’un pezzo – Jumpsuit

Quando il programma della giornata prevede ore ed ore davanti ad uno schermo si tende a sacrificare il bottom per una top a prova di videochiamata Skype. Lo spezzato, però, è un terreno insidioso sul quale avventurarsi, specie se parliamo di tuta e camicia. Per un aspetto più ordinato la jumpsuit è la tendenza che più di tutte unisce funzionalità e femminilità.

Vi proponiamo un modello simil smoking in nero di Envelope1976 che vi farà sentire cool e comode durante un meeting. Ci piace anche perché è totalmente realizzato in tessuti riciclati!

In una giornata meno impegnativa optate per un colore pastello con la tuta a portafoglio di Nanushka per un look meno formale ma effortlessy chic.

La jumpsuit blu di Staud invece ricorda un po’ gli anni Settanta, con la cinta ad esaltare il punto vita e un’alta vestibilità della gamba a slanciare la figura.

#2 Basta che non sia basic – Camicia bianca

La camicia bianca è sicuramente un intramontabile. Nata come capo maschile è sempre più protagonista delle passerelle femminili e gli stilisti si sbizzarriscono nel darle infinite interpretazioni. Se prima la camicia dalla linea dritta ed essenziale si abbinava silenziosamente su tutto, oggi è decisa a prendersi la scena esibendo design asimmetrici e spalle importanti.

Per un look comfy e romantico la camicia con ampie maniche e spalle a sbuffo di Totême è perfetta.

Decisamente più audace la camicia Trench proposta da JW Anderson con maniche aperte a pipistrello e punto vita con cintura e orlo curvo.

#3 Seria a metà – Cropped blazer

Dalla sua prima apparizione su Instagram siamo letteralmente impazzite per il cropped blazer. Frutto probabilmente di un’annoiata fashion blogger che stanca del suo blazer oversize ha deciso di darci un taglio, ci è voluto poco perché questo capo conquistasse il pubblico delle fashion week. Complici gli outfit off-duty delle top model che lo abbinano a crop top e relaxed jeans è diventato il nostro oggetto di desiderio per questa primavera. Il lato positivo dello smart working è che possiamo finalmente abbandonare il completo tradizionale per indossare un cropped blazer senza troppi fronzoli, sovrapponendolo magari ad un top basic.

Meglio con abbottonatura a doppiopetto e taschino sul petto per un look elegante e serio come quello in crema firmato Nanushka.

Bottone singolo per la proposta di blazer gessato di Orseund Iris, giovanissimo marchio seasonless pensato per donne sicure di sé e anticonvenzionali che vanta tra le sue clienti Bella Hadid, Kendall Jenner ed Emily Ratajkovski.

#4 Fasten your belt – Pantalone sartoriale

Se una donna dovesse affidarsi ciecamente ad un pantalone del suo armadio sceglierebbe sicuramente lui. Generalmente associato all’universo maschile, il pantalone sartoriale è entrato a far parte del guardaroba femminile per la sua versatilità e il suo comfort. Probabilmente era già il vostro go-to outfit per l’ufficio e non dovete assolutamente confinarlo nell’armadio ora. Una vestibilità a gamba ampia è proprio quello di cui avete bisogno per giostrarvi comodamente tra lo smart working e una faccenda domestica.

Vi consigliamo un taglio morbido sulle gambe come quello del pantalone nero in stile androgino di Givenchy, impreziosito da una sottile cintura in vita.

Sempre a gamba ampia con una vestibilità aderente in vita la proposta di Nanushka che potrete abbinare con un cropped blazer dello stesso tono.

#5 La coperta di Linus – Knit dress

L’abito in maglia è decisamente il mid-season trend che più si addice al nostro umore in quarantena. Lo stravolgimento della routine ci ha reso estremamente vulnerabili e desiderosi di una coccola in più. Per questo – superato il trauma di lasciare il piumone – si può ritrovare un clima accogliente avvolgendosi in un semplice abito in misto lana o cashemire. Quest’anno prevale una silhouette minimalista talvolta impreziosita dall’accostamento di un accessorio statement.

Nanushka avanza una proposta in palette con i colori neutri del momento. Il suo midi-dress a collo alto ha una vestibilità morbida, un nodo in vita e uno spacco generoso sulle lunghezze, perfetto per essere indossato come loungewear con un paio di sabot.

D’accordo, non nasce esattamente come vestito ma ci è stato impossibile resistere al richiamo del cardigan arancione fluo firmato Gucci. Adoriamo l’estetica retrò della creazione di Alessandro Michele che si manifesta nella cintura con l’iconico monogramma ripetuto anche sui singoli bottoni.

 #6 Ritorno alle origini – Square-toe mules

C’erano una volta i mules, anche noti come sabot, le ciabatte da camera del XVI secolo. C’erano una volta e ora potrebbero ritornare alla loro natura. Esatto, perché prima di diventare mainstream negli anni 90, i mules altro non erano che una calzatura domestica. Da diverse stagioni sono considerati un must-have nelle varianti in pelle, denim, raso e jacquard, con o senza tacco. Oggi possiamo tornare ad indossarli tra le mura domestiche per dare un tocco eclettico ad un outfit basic in smart working.

Parlando di mules sarebbe un’eresia non menzionare lo slipper Princetown Gucci che ha ridefinito i canoni estetici della calzatura. L’ibrido fra mules e mocassino non passerà mai di moda, ma tra le tendenze di questa primavera puntiamo tutto sul modello aperto con punta squadrata. Con il modello Zumi la Maison fiorentina ha riproposto la combinazione di due simboli emblematici – il morsetto e il monogramma GG – tratta dagli archivi.
Due parole, una garanzia. L’intrecciato di Bottega Veneta starebbe bene su tutto. Con le BV Lido ai piedi vi sentire teletrasportati sullo yatch da sogno immortalato da Tyrone Lebon per la campagna Spring 2020.

Photocredit: Net-a-Porter, Farfetch, Bottegaveneta.com