PoliHub ha un nuovo manager: Enrico Deluchi

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È l’ingegnere elettronico Enrico Deluchi il nuovo General Manager di PoliHub, Innovation Park & Startup Accelerator del Politecnico di Milano, con la missione di guidarne le future fasi di crescita e sviluppo, accanto al Presidente, Andrea Sianesi.

Triestino di nascita, milanese di adozione, rimane subito folgorato dall’innovazione e fonda la sua prima azienda a 19 anni. Lavora in Italtel, dove nel 1990 inizia ad occuparsi di Internet, dopo un breve passaggio in AT&T, nel 1996, entra in Cisco dove rimarrà per 15 anni occupando ruoli di vertice a livello internazionale; in seguito entra alla guida di Canon Italia come Amministratore Delegato.

Oggi si occupa a tempo pieno di innovazione e della nascita di nuove imprese sia come angel investor, sia come mentor per giovani imprenditori, collaborando con incubatori e altri soggetti dell’ecosistema del venture capital.

Ama la natura che apprezza meglio su una barca a vela in mare aperto o sugli sci sulla neve fresca; appassionato e autentico, oltre all’innovazione e alla creazione di impresa, ama coltivare le relazioni con le persone.

Tanta stima si legge nelle parole di Andrea Sianesi, Presidente Esecutivo di PoliHub e Presidente di Fondazione Politecnico di Milano: “Siamo entusiasti di accogliere nel nostro team un manager come Enrico. L’esperienza, professionale e umana di Enrico, porterà grande valore e contribuirà a realizzare il percorso evolutivo che abbiamo progettato e che mira a rendere PoliHub il ‘place to go’ per le startup deep tech italiane e non solo, e a sviluppare un impact-tech accelerator per accogliere e sostenere idee che generino impatto positivo per la comunità”.

Fashion News Magazine lo intervista in esclusiva per i suoi lettori appassionati di carriere e percorsi di vita.

Il lavoro “dell’innovazione” è qualcosa che si sceglie o che si ha dentro da sempre e basta solo tirarlo fuori?


Io penso di averla sempre avuta dentro la spinta all’innovazione, alla curiosità. Ritengo che sia nella natura umana cercare di migliorare la propria condizione. L’innovazione è proprio quella spinta che permette di migliorare, di non accontentarsi, di trovare soluzioni che facciano evolvere e crescere rapidamente, in maniera radicale. Bisogna averla dentro. Tanti si accontentano di piccoli miglioramenti, gli inventori sono quelli che cercano i grandi miglioramenti.

Innanzitutto facciamo chiarezza, cosa si intende per startup?

Sono diversi gli elementi che differenziano una startup da una nuova impresa: il contenuto innovativo, la scalabilità dell’idea, la capacità di replicare facilmente il modello di business facilmente e infine la temporaneità. Non si può essere una startup a vita. O si cresce e si diventa impresa strutturata oppure si chiude e si passa alla prossima idea.

Come si fa a capire se un progetto o una startup sono vincenti?

Mi piacerebbe moltissimo possedere la formula magica del successo! Se però devo individuare alcune caratteristiche fondamentali direi che quello che rende vincente una startup sono la determinazione e la volontà dei fondatori. L’idea è importante ma non tanto quanto la capacità di vedere lontano, di essere disposti a sacrifici enormi, di avere coraggio e non avere paura di fallire. Bisogna essere convinti delle proprie idee  ma che possedere capacità di ascolto e di imparare anche dai propri errori.

Ci parla più approfonditamente di cos’è e di cosa si occupa PoliHub?

In estrema sintesi, siamo un incubatore nel senso etimologico del termine: aiutiamo a nascere e  a far crescere imprese innovative basate su innovazioni tecnologiche.

Ha dichiarato che nel suo nuovo incarico presso PoliHub si concentrerà con un “focus ancora più stringente sul deep tech”. Può spiegare a chi non conosce questo tipo di investimento tecnologico di cosa si tratta e come può migliorarci la vita?

Un’azienda che vende direttamente ai consumatori prodotti di bellezza (direct to consumer) è un esempio di una startup “shallow” tech, nel senso che la “profondità” della tecnologia utilizzata è limitata e comunque acquistabile sul mercato.  Se qualcuno invece porta nel mondo della moda un nuovo materiale come fece negli anni ‘70 Goretex, sta creando una startup deep tech perché il contenuto dell’invenzione è alla base dell’impresa e può essere tutelato con un brevetto. Oggi, ad esempio, in PoliHub, abbiamo una startup – Fili Pari – fondata da due ragazze, Alice Zantedeschi e Francesca Pievani, che ha brevettato MARM \ MORE ®, una membrana che trasforma gli scarti della produzione del marmo in una membrana di tessuto morbida e impermeabile, traspirante e ritardante di fiamma e con la quale producono capi d’abbigliamento e tessuti per l’arredo.

Quali sono gli elementi del successo? Che consigli può dare ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nell’innovazione?

Provare, provare, provare. Guardate come lavoravano i vostri padri e prepararsi a lavorare sodo. Fare lo startupper non è un lavoro part time, nemmeno full time ma life time. Tanto lavoro e sacrifici, più down che up ma anche la soddisfazione di vedere nascere e crescere la propria idea.

Ha già in mente delle iniziative che ci può anticipare?

Sicuramente iniziative che ci spingeranno ad allargare la community  di quelli che sono interessati alle deep tech innovation, con l’idea di far scoprire che tecnologia non è nerd, ma cool!

Ci lascia dei riferimenti alla quale i nostri lettori possono contattarla?

Sito e touchpoint social sono i canali migliori con cui entrare in contatto con PoliHub.

Barbara Molinario

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