Il dialetto siciliano si veste del sound sperimentale di Elektra + Giuvazza con il singolo “CUSCIENZA” – l’intervista su FNM

“Cuscienza” è il nuovo singolo di Elektra + Giuvazza, disponibile su tutti i digital stores dall’1 Aprile 2021
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Elektra + Giuvazza – Cuscienza. Ci troviamo in Sicilia, al centro del mediterraneo. Dal cielo piove terra vulcanica che si poggia sulle rovine dei templi greci e sui cactus spinosi. Le ceramiche colorate, le architetture barocche, i mercati tradizionali con i pescivendoli che ‘cantano’ le offerte del giorno.

“I signori che lavorano alla fiera o alla pescheria, hanno una voce così profonda e potente che ho sempre pensato fosse necessario almeno il quinto anno di canto in conservatorio per fare il loro lavoro” commenta Elektra Nicotra, cantante e songwriter che, insieme al chitarrista e produttore Giuvazza Maggiore (Eugenio Finardi, Levante), ha lanciato il singolo “CUSCIENZA”.

Elektra + Giuvazza – nuove direzioni

La loro è una lunga collaborazione, che ha inizio con l’album “Awakening” di Elektra Nicotra, uscito nel 2017. Quel sound british, le influenze mediorientali, i synth e le chitarre crunch, confluiscono adesso in una nuova formula nella quale il dialetto siciliano si veste di un sound sperimentale. La tradizione si rinnova.

CUSCIENZA, stavolta a doppia firma Elektra + Giuvazza , è il preludio ad una nuova avventura musicale di prossima uscita, dove il linguaggio arcaico incontra nuovi paesaggi sonori, viaggiando per mete pressoché inesplorate.

Il singolo, disponibile dal primo di Aprile in tutti i digital stores, riflette questo particolare momento storico e pone la Coscienza al centro del tutto, indicandola come unica “cura”. La volontà di non sentirsi oppressi, rinchiusi, distanti. Prenderne coscienza.

Il brano è accompagnato da un videoclip realizzato da Peter Trädgård, giovanissimo Videomaker di Stoccolma. La sua già raffinata sensibilità è capace di emozionare, con una raccolta di immagini che ci suona molto familiare. Nel contempo, ed in linea con il brano, ci porge una soluzione: i colori si accendono, la Coscienza si espande, le città si ripopolano.

Iniziamo dalla Genesi. Come nasce la collaborazione fra Elektra + Giuvazza ?

Elektra: “È stato molto naturale. Io e Giuvazza ci eravamo persi di vista da tanti tanti anni, poi l’ho rivisto suonare ad concerto di Eugenio Finardi ed abbiamo scoperto di avere praticamente la stessa collezione di vinili a casa. Appena abbiamo iniziato a scambiarci qualche idea musicale è stato come se fossimo amici da sempre. Quando cerchi qualcuno a cui affidare la tua musica… o va così o niente!”.

Fare uscire nuova musica nel 2021 si potrebbe definire un salto nel vuoto…

Giuvazza: No, lo definirei più un atto d’amore: verso la propria voglia di immaginare, creare e condividere con altre persone tutto quello che emoziona di un atto creativo (comprese le gioie e i dolori).

Elektra: “Proprio in questo momento critico la musica deve ESSERCI…”

“Cuscienza” si presenta come “l’unica cura” e si colloca in un momento storico controverso con un videoclip molto intenso. Come avete maturato questo concept?

Giuvazza: “Credo il concept abbia preso forma con noi, mentre lavoravamo alla stesura del brano. Originariamente, questo brano, era rimasto nascosto tra i provini del 2015 che avevo realizzato per il primo disco di Elektra e se non ci fosse stata questa pandemia, probabilmente sarebbe ancora lì, anche perchè il nuovo materiale a cui stiamo lavorando per il suo secondo disco, racconta mondi più colorati che, speriamo, possano tornare al più presto”.

Elektra: “La Coscienza ci invita a rimanere svegli ed a passare attraverso questo momento senza farci investire. Il videoclip racconta la dinamica sociale che stiamo vivendo, ma evidenzia cosa succede appena acquisisci più consapevolezza: il mondo torna a colori”.

Sempre riguardo al videoclip, avete affidato la regia al giovane videomaker svedese Peter Trädgård. Una collaborazione Catania-Milano-Stoccolma. Tre linguaggi che si fondono in modo equilibrato. Come nasce questa collaborazione?

Giuvazza: “L’incontro con Peter nasce via mail: un amico comune ci ha messo in contatto perchè stavo cercando un video Artist per un lavoro di pubblicità e visto che ci siamo intesi subito, gli ho poi raccontato l’idea di Cuscienza e lui ci ha gentilmente fornito molto materiale che aveva girato negli ultimi due anni  che non aveva ancora deciso come utilizzare. Peter è inoltre una persona incredibile, credo sia l’unico 26enne a non avere alcuna sorta di social network o smartphone: solo la mail”.

Come lavorate ai brani? È stato diverso per Cuscienza?

Giuvazza: “Per gli album di Elektra, c’è una prima fase unicamente sua in cui struttura la canzone (spesso in inglese) e per la quale imbastisce un pre arrangiamento già ricco di ispirazioni sulle quali poi per me diventa facile e divertente intervenire. La seconda fase, invece, è quella in cui cerco di valorizzare le sue intuizioni e convincerla a fare tutto quello che le propongo. Scherzi a parte, si fida molto e fa male, ah ah ah”.

Avete deciso di raccontare “Cuscienza” con un testo in siciliano ed in un contesto musicale ben diverso dal folk. Raccontateci di questa scelta.

Giuvazza: “Il folk è nel linguaggio, ancora prima che nelle tradizioni. In questo caso specifico, abbiamo immaginato questo brano come un ponte ideale tra il suo primo disco e il prossimo: il primo era più elettrico, scuro è inglese, il prossimo sarà più solare, ricco delle spezie che puoi sentire quando arrivi in Sicilia. In generale sarà un album molto più internazionale proprio perchè radicato nelle mille sfumature che compongono la sua terra. Cuscenza mantiene un suono più vicino al primo lavoro e un linguaggio più vicino al futuro”.

Elektra: “Nel momento in cui ho deciso di mettermi a lavoro su nuova musica sapevo che era necessaria un’evoluzione e nel fare un passo avanti, ho fatto cinque passi indietro: sono ritornata alle mie radici siciliane riscoprendo questo dialetto affascinante, pieno di suoni interessanti con i quali sperimentare un nuovo tipo di vocalità. Naturalmente, come ogni cosa fatta in Sicilia, risente dell’influenza di tante contaminazioni diverse”.

Elektra, dopo tre anni di silenzio torni con un nuovo progetto discografico. Come mai questa lunga attesa?

Elektra: “Ho un’opinione molto personale a riguardo. Non sento la necessità di uscire con un nuovo album a tutti i costi ‘tanto per esserci’. Se devo pubblicare nuova musica, questa deve essere ispirata, deve arrivare in modo naturale, mi deve piacere e devo essere certa sia il meglio che posso offrire. Inoltre, nessuno mi insegue. Sono l’incubo di ogni manager praticamente. Ma la musica non la puoi programmare… arriva da sola e con i suoi tempi”.

Giuvazza, cosa vorresti prendere in prestito da Elektra? Ed Elektra cosa vorresti prendere in prestito da Giuvazza?

Elektra: “Ovviamente le sue chitarre!! Ma a parte questo, credo prenderei in prestito il suo essere risoluto e risolutivo: io ci sto lavorando su, ma lui è molto molto più efficace in questo”.

Giuvazza: “Vorrei il suo phon da 300 euro che rende i miei capelli voluminosi e morbidi. Sembra un problema da poco, ma nel mondo ci sono troppi phon che rovinano la cute e mi spiace che non se parli ancora abbastanza”.