La musica e Pasolini: Angela Iantosca in dialogo con la regista Radio Rai Elisabetta Malantrucco per il ciclo “Aforismi, massime e pensieri”

0

Mercoledì 8 giugno, presso il Centro Culturale Gabriella Ferri, in Via delle Cave di Pietralata n 76, si è tenuto il secondo incontro del ciclo “Aforismi, massime e pensieri” inserito nella manifestazione culturale “Una vita da Corsaro. Pier Paolo Pasolini”.

L’iniziativa, organizzata da DBG Management & Consulting e finanziata dal Municipio IV- Direzione Socio-Educativa, ha come obbiettivo lo studio della vita di Pasolini, come uomo e come artista: le sue opere, le sue passioni, i segni che ci ha lasciato.

Pasolini e la musica

Il secondo incontro si è incentrato sul rapporto tra Pasolini e la musica, che influenzò così profondamente la sua arte, ma anche la sua vita. La giornalista e scrittrice Angela Iantosca ha avuto al suo fianco Elisabetta Malantrucco, ricercatrice, regista radiofonica Radio Rai e critico musicale.

Barbara Molinario- Elisabetta Malantrucco- Angela Iantosca

Elisabetta ha parlato dei suoi studi fatti sul tema, per comprendere come Pasolini fosse percepito dalla radio, andando a ricercare tutti i video in cui appariva con i suoi amici.

Ciò che emerge chiaramente è come la musica sia stata fondamentale nella sua storia personale, ed il suo rapporto profondo con ogni genere, da quella classica all’operistica, dalla folk a quella popolare, quelle che lui chiamava canzonette.

Alla giovane età di 18 anni, Pasolini già scriveva di musica, analizzando “quasi del tutto attentamente”, come lui stesso ha dichiarato, le melodie di Beethoven.

Nel suo film del 1966 “Uccellacci e uccellini”, con Totò e Ninetto Davoli, scelse di affidare la composizione della colonna sonora a Ennio Morricone, non limitandosi a mettere i titoli di testa, ma musicandoli.

Fedele al suo modo anticonvenzionale di vedere il mondo, Pasolini sceglie generi musicali e scene di film apparentemente in contrasto tra loro.

Come ricorda anche Angela Iantosca durante l’incontro, il regista utilizzò le note della Matthäus Passion di Johann Sebastian Bach come sottofondo della scazzottata in “L’accattone”, film del 1961.

Quella che è considerata una delle migliori pagine del repertorio bachiano, composta per esprimere il pianto e la sofferenza di Maria e delle altre donne ai piedi della croce, viene qui utilizzata per rappresentare una metaforica Via Crucis del povero che cerca di sopravvivere, una contrapposizione tra borghesia e proletariato, quest’ultimo visto come più puro.

Pasolini era un uomo, mite, generoso, curioso ed inesauribile… per questo forse non riusciremo a conoscerlo mai fino in fondo.

Ma siamo certi di essere a buon punto.

Vi aspettiamo ai prossimi due incontri: lunedì 13 giugno e mercoledì 15 giugno, dalle ore 16:30 alle ore 18 circa, presso il Centro Culturale Gabriella Ferri.

Per accreditarsi agli eventi: eventieculturaroma@gmail.com o tramite il sito www.dbgmec.com

 

Elisa Guazzini