Tre funghi stilizzati, scolpiti in pietra leccese, posizionati tra gli ulivi dop della Sabina spiccano, bianchi, nel Fair Play Garden di Roberta Maresci. Mushrooms all’ombra di erbe spontanee, incastonati tra rami e foglie in questo neonato giardino fair play riconosciuto
dal Comitato Nazionale Fair Play e dall’European Fair Play Movement. Mushrooms è una donazione. Un atto d’amore verso la natura e Madre Terra quello che l’artista Mario Calcagnile ha fatto attraverso la sua Land Art. E’ così che la transizione etica si è piegata al mondo floreale. Capita, almeno questo è quanto è accaduto nel museo en plein air integrato a uva, rose canine, mirti e querce. Il Fair Play Garden a Montopoli di Sabina (Ri) si è così arricchito di un nuovo angolo “ad arte” grazie proprio al trittico di Calcagnile, promosso a complimento e complemento degli alberi da frutto, al terreno e alle piante
presenti sul terreno.
Ieri sono piovuti funghi in pietra nel giardino della gentilezza, domani pioveranno mosaici, vetri o chissà quali altri materiali. Il risultato è di certo una porta d’ingresso privilegiato al territorio che incanta.
A fare da colonna sonora, il 15 ottobre: Paco Rianna fotografo che, oltre a documentare l’evento, si è esibirà in un repertorio musicale dal 600 all’800 napoletano, Massi Farina, cantautore, che eseguirà le sue ultime composizioni. Poteva mancare la moda? Assolutamente no. Con l’artista Barbara Maresti, volpi, cavalli, struzzi e pecore planeranno
su jeans, felpe e giubbotti, promossi a “tele indossabili”. Suo il Big Lion di #arteaddosso, perfetto per chi ha la stoffa del leader. Che dire delle pecore appena tornate dall’esposizione al GAM di Torino? Perché è proprio così: anche una pecora sa e può distinguersi dal gregge. Distinguersi come l’opera The Birds ispirata al famoso film di
Alfred Hitchcock. Chi pensa a quadri sbaglia perché la creatività della Maresti ha invaso abiti dipinti a mano indossati per l’occasione da Alessia Liberati e Elisa Salzeri, due amazzoni decisamente abili nella monta senza sella del maremmano Barreau (Alessia), e del purosangue arabo Scylok entrambe della scuderia dell’A.S.D. Le Cerque, sotto lo sguardo attendo di Sirio Fracassi.

Decisamente vincente è il format del Fair Play Garden già condiviso a Bruxelles: “Questa idea del Fair Play Garden deve essere presa sul serio – spiega Ruggero Alcanterini, presidente Comitato Nazionale Italiano Fair Play -. Sembrerà paradossale, ma provate a riflettere sul perché le comunità degli umani sono sopravvissute nei millenni ad ogni aggressione, anche le più perverse, dagli assedi alle riduzioni di libertà in condizioni limite…
Semplicemente perché quelli che noi oggi ingentiliamo in “Fair Play Garden”, ieri si chiamavamo orti di guerra, nelle periferie, dentro le mura tra le rovine, nelle carceri, nelle isole di confino, nei terrazzamenti delle civiltà mesopotamiche come a Babilonia o perdute come in Centro America per gli Inca a Machu Picchu, sino all’Altis con i suoi ulivi, che circondava il Tempio di Giove Olimpico… Il Movimento Fair Play Europeo l’EFPM, su idea di Roberta Maresci, con il suo Centro sperimentale in Montopoli di Sabina (Ri) e la promozione
del Comitato Nazionale Italiano Fair Play, parte con una semplice ma complessa operazione, destinata a dare rinforzo alla transizione ecologica come elemento portante di quella fondamentale, che non può che essere etica. In tal senso, dopo le iniziative di San Marino e di Ponzano Veneto, con assessorato e parco comunale fair play, si va mobilitando anche il
territorio di Loreto Aprutino, che ha adottato la Delega Assessorile al Fair Play e con le sue realtà green d’eccellenza sarà presente il 3 e 4 novembre a Roma, quando l’operazione “Fair Play Garden” troverà sinergie importanti con i delegati dei quarantadue Paesi facenti parte della EFPM. In quella occasione verrà consegnato il “FAIR PLAY FOR PEACE” in Campidoglio, dopo un inizio rituale nel Salone d’Onore del CONI e un gala allo Stadio di Domiziano.
Per concludere, va ricordato che in Belgio, a Bruxelles, hanno già dato vita ad un “FPG” in villa, con lago e percorso con opere d’arte ispirate, ad una area verde dedicata nello Stadio d’Atletica e l’adozione della formula in un parco urbano della periferia della Città. Infine, appunto la mattina del 4 novembre, tutto troverà sintesi con le foglie d’ulivo simbolo del Fair Play Garden, quelle che ventisette secoli fa coronarono ad Olympia i vincitori dei Giochi ispirati alla tregua e che ancora a Roma saranno sul petto degli ambasciatori di
Pace della EFPM.”






