Vittorio Camaiani ci propone una collezione nata dall’unione di due mondi, l’Occidente e l’Oriente, in cui i due stili si incontrano in una contaminazione delicata dell’uno verso l’altro, portando allo sbocciare di numerosi capi unici nel proprio genere.
Questa sarà presentata il prossimo 23 marzo attraverso una sfilata alla Galleria del Cardinale Colonna di Palazzo Colonna, dimora nobiliare che festeggerà il secondo anno della sua rinnovata gestione. Sarà proprio Elena Parmegiani, Direttore Eventi della Galleria del Cardinale Colonna, a presentarla.
La collezione
La tematica centrale, molto cara al designer, è il viaggio.
Legato all’Indonesia da anni, con questa collezione Camaiani porta in scena l’estetica raffinata e lineare di quelle terre lontane.
A ricordare l’Oriente troviamo la fluidità, l’eleganza delle linee e dei gesti, ma anche aspetti più visivi come i colori, la vegetazione, i tramonti, in una fusione continua con il nostro immaginario occidentale.

La linearità di cui stavamo parlando trova una piacevole svolta attraverso l’incontro con fantasie batik che si alternano alle sete comasche, una coesione che permette, a chiunque, di viaggiare semplicemente aprendo l’armadio.
Ogni pezzo fa dimenticare, sempre più, l’esistenza di un confine tra i due mondi; le camicie fluide si appropriano dell’obi giapponese e su molti capi ritroviamo colli alla coreana reinterpretati. Gli abiti da sera, che a tratti evocano atmosfere di Shanghai degli anni Trenta, ci fanno immaginare serate mondane che potrebbero svolgersi a Londra come a Kuala Lumpur.
Lo stile di Vittorio Camaiani
La donna Camaiani è essenziale e raffinata, indossa camicie di organza abbinate a pantaloni dal taglio smoking, gilet in seta chiusi da alamari realizzati completamente a mano e infine abiti da sera realizzati in doppio chiffon e crepe di seta.
La palette cromatica della collezione vira dai verdi della giungla tropicale, agli azzurri del cielo e del mare, fino ad arrivare al beige e al bianco che simboleggiano lo stile orientale attraversano ruvidi lini, cotone e sete, organze di Paesi diversi.
Non manca l’italianità che si fa notare mediante disegni a stampa o fatti a mano su disegno dello stilista e realizzati da Quarzia, una valida realtà italiana che opera a Bali.






