“Non tutte le storie hanno un inizio ed una fine, alcune vivono una specie di eterno presente che brilla di una luce intensa, così forte da non lasciare ombre.”, con queste parole inizia il lungo addio di Pierpaolo Piccioli alla maison Valentino, dopo ben 25 anni, un addio esternato con semplici parole, dalle quali si percepiscono la mano tremante con cui sono state scritte e le lacrime versate per un amore infinito.

Pierpaolo Piccioli
Da sempre affascinato dal mondo della moda, sin da giovane si è dedicato ad essa, cercando la giusta chiave per leggerla.
Arriva alla maison Valentino nel 1999 insieme a Maria Grazia Chiuri (ora direttore creativo di Dior), con cui verrà promosso a Direttore Creativo nel 2008, dopo il ritiro di Garavani, succedendo Alessandro Facchinetti.

È nel 2016 che diventa l’unico nel suo ruolo ed il resto è storia.
Ha sempre sostenuto di voler mantenere integro il DNA della casa di moda, DNA che in questo caso è rappresentato dalla Romanità e dalla Couture, facendolo diventare poi parte di una cultura, un modo di pensare e guardare le cose.
Ogni progetto, collezione o riflessione è sempre partito dalla percezione che Piccioli aveva degli oggetti che lo circondavano.
Negli anni ha saputo mostrarci qualcosa che forse, in un mondo che pare così austero e superficiale, non credevamo ci fosse, o meglio non riuscivamo a scorgere, l’umanità, pilastro di tutta la sua carriera.
L’ex direttore creativo di Valentino ha continuamente sottolineato l’importanza e la differenza che il fattore umano può apportare ad un lavoro così pesante e allo stesso tempo stupefacente, portando con sé sulla passerella, numerose volte, le artefici materiali delle sue idee.

È stato il primo a capire che la società e i bisogni di essa erano cambiati, introducendo così modernità e freschezza nelle collezioni prêt-à-porter e poi nelle Haute Couture.
L’ultima collezione
Oggi, con questa notizia, possiamo leggere la collezione autunno/inverno 24-25 come l’inizio della fine, un’uscita di scena sensazionale, in cui Piccioli ha salutato tutti per l’ultima volta, optando per un solo colore, il nero, scelta ambigua visti i precedenti, ma che ora comprendiamo meglio, forse con dell’amaro in bocca.

“Inizio sempre dalla fine, quando vedo la fine inizio a progettare la collezione e a condividere con gli altri quella che è la mia visione” così raccontò il suo processo creativo ai microfoni di “Storie Libere”, ed ora che siamo noi a vedere la fine vorremmo tanto avere quel suo potere magico per capire cosa ci sarà dopo.
Sarà difficile prendere il suo posto, forse ciò non avverrà mai ed è giusto così, ma una cosa è certa, Pierpaolo Piccioli ha donato molto al mondo della moda e con lui finisce un’era.






