Roma, Cinema The Space Moderno – È stato un trionfo di emozioni, ricordi e orgoglio italiano la premiere di “SAECULUM – 100 anni di successi e tradizioni”, il docufilm che racconta un secolo di imprese del Gruppo Sciatori Fiamme Gialle, diretto dal regista Mario Maellaro e prodotto da Francesca Aiello per AF Project, in collaborazione con il Centro Sportivo della Guardia di Finanza.
Un racconto intenso, vibrante, girato con sensibilità e rigore, che ha saputo andare oltre la celebrazione sportiva per diventare un’opera capace di toccare il cuore. Gli 87 minuti del docufilm attraversano non solo le piste da sci, le medaglie olimpiche e le vittorie, ma entrano nell’intimità delle case dei grandi campioni e campionesse che hanno fatto la storia degli sport invernali italiani. Il risultato è un affresco corale, potente e umano, che restituisce al pubblico la grandezza di un Sodalizio che ha saputo crescere restando fedele ai propri valori.
La produzione – realizzata con il contributo della Struttura di Missione Anniversari Nazionali ed Eventi Sportivi Nazionali ed Internazionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri – non si limita a documentare il passato: SAECULUM è un tributo vivo allo spirito di squadra, all’etica del lavoro, all’identità condivisa.

La regia di Mario Maellaro riesce a fondere con sapienza le immagini d’archivio con riprese attuali e interviste esclusive, costruendo una narrazione avvolgente, dove la memoria diventa emozione e testimonianza. Francesca Aiello, con AF Project, imprime alla produzione quel tocco sensibile e visionario che rende il racconto autentico e vibrante.
Protagonisti del film sono icone dello sport italiano come Franco Nones, Gustav Thoeni, Piero Gros, Sofia Goggia, Isolde Kostner, Kristian Ghedina, Dorothea Wierer, Arianna Fontana e tanti altri, che si raccontano non solo come atleti, ma come donne e uomini fieri del proprio percorso nelle Fiamme Gialle.
Un film che parla allo sport, ma anche alla cultura, all’identità e al senso profondo di appartenenza. SAECULUM non è solo un documentario: è un’eredità.
“Saeculum” è molto più di un docufilm sportivo: è un racconto corale, emotivo e profondo. Come avete affrontato la sfida di raccontare 100 anni di storia senza cadere nella retorica?
Mario Maellaro: Non è stato per niente facile, raccontare un secolo di storia in 87 minuti condensando emozioni, ricordi e racconti di imprese che hanno lasciato un segno indelebile nello sport del Gruppo Sciatori delle Fiamme Gialle, direi che è stato molto ma molto impegnativo. Avevamo un’impressionante mole di materiale di repertorio da visionare, oltre a più di 40 ore di girato che abbiamo realizzato in 15 giorni in Trentino, non dimenticando gli infiniti mesi in sala montaggio, precisamente tre.
Cent’anni di vicende non solo agonistiche ma anche, e soprattutto, umane. Testimonianze, immagini e poi le voci dei diretti protagonisti sono l’essenza di questo nostro ultimo docufilm.

Mario, la tua regia è attenta, coinvolgente e mai invasiva. Come hai scelto di costruire la narrazione visiva di un secolo di imprese?
Mario Maellaro: Ti ringrazio del complimento. Sono un regista attento all’aspetto emotivo del racconto. Le immagini devono lavorare al servizio della costruzione della storia e devono passo passo fondersi con la musica, per me fondamentale, senza dimenticare chi il racconto lo ha vissuto e ci sta omaggiando delle sue emozioni e del suo amore che io in fase di ripresa e di montaggio devo necessariamente fa emergere quanto più possibile. Diciamo che il mio linguaggio cinematografico è ben riconoscibile… lo faccio con passione e dedizione!!! Con SAECÛLUM ho cercato una narrazione avvincente, a tratti commovente, che ha ripercorso tutti i momenti salienti della storia del Gruppo Sciatori della Guardia di Finanza, lasciando massima libertà ai protagonisti.
Francesca, da produttrice, quale visione hai portato in questo progetto? C’è stato un momento, durante la lavorazione, in cui hai percepito che stavate costruendo qualcosa di speciale?
Francesca Aiello: Quello che volevamo far uscire, unitamente con il pensiero del regista, era l’idea di appartenenza al Gruppo delle Fiamme Gialle e il senso di famiglia. Devo dire che non ho mai avuto grossi dubbi sul progetto che stavamo realizzando, ma sicuramente quando sono state stese e tagliate le interviste, nel momento in cui avevamo il racconto completo, ecco uscivano tante emozioni.
Molto spesso un docufilm ha bisogno di tante immagini di copertura per non annoiare, mentre in questo caso il racconto soprattutto delle persone più “mature” trasmetteva già da solo grandi emozioni
Le testimonianze dei grandi atleti sono il cuore pulsante del film. Qual è stata l’intervista o il momento più toccante che vi porterete nel cuore?
Mario Maellaro: direi che abbiamo avuto, grazie all’aiuto del Gruppo Sportivo delle Fiamme Gialle, i più grossi campioni degli sport invernali dell’epoca e attuali, da Franco Nones a Gustav Thoeni, da Piero Gros a Paolo De Chiesa, passando per Sofia Goggia, Isolde Kostner, Kristian Ghedina, Manfred Moelgg, Dorothea Wierer, Arianna Fontana, Davide Ghiotto, Christof Innerhofer, Peter Runggaldier, Giorgio Vanzetta, Giacomo Bertagnolli, Matteo Anesi e tanti altri. Diciamo Atleti che hanno raccontato il loro essere campioni, ma sopratutto fieri di appartenere alla grande famiglia della Guardia di Finanza. Le frasi che mi sono rimaste in mente durante le interviste e che mi hanno parecchio commosso sono state 3, Franco Nones oro Olimpico a Grenoble nel 68 che dice: “la Guardia di Finanza mi ha insegnato a vivere”, oppure Giorgio Vanzetta: “è stata la mia vita e lo sarà per sempre”, fino a Sofia Goggia che dice: “voglio essere ricordata come la Finanziera che va al Mondiale e vince”, diciamo piccole frasi piene d’amore! Non dimentico neanche l’emozione che ho provato nel museo di Gustav Thoni mentre proprio Gustav con tutta la sua semplicità mi raccontava le medaglie e le sue vittorie, con in mano il primo paio di sci in legno costruito da suo nonno (ne è rimasto solo uno perché l’altro finito per sbaglio nel fuoco 🔥 ci racconta…). In conclusione, per dirla con una frase: chi è stato Finanziere lo resta per tutta la vita…

“Saeculum” lascia un messaggio forte di identità, memoria e spirito di squadra. Quale valore sperate arrivi al pubblico, soprattutto ai più giovani?
Mario Maellaro: nel titolo c’è tutto “SAECULUM – 100 anni di successi e tradizioni racconta non soltanto i successi degli sciatori e dei pattinatori su ghiaccio delle Fiamme Gialle, ma anche il loro forte e condiviso spirito di appartenenza, un sentimento “familiare” sviluppato all’interno di un Sodalizio divenuto, nel tempo, un indiscusso punto di riferimento nel panorama italiano e mondiale degli sport. Questo è il grandissimo valore che tutti, non solo i più giovani, dovrebbero sapere e imparare!



