Reinventare il modo in cui i robot afferrano e manipolano gli oggetti, persino nello spazio, non è più solo un sogno da laboratorio. È la missione concreta di AdapTronics, la startup deep tech nata come spin-off dell’Università di Bologna, che ha conquistato la 19ª edizione dell’Italian Master Startup Award (IMSA), il più importante riconoscimento nazionale dedicato alle giovani imprese nate dalla ricerca scientifica universitaria.
Il premio, promosso dalla rete PNICube e organizzato in collaborazione con I3P – l’Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino –, con il cofinanziamento della Regione Piemonte e il patrocinio del MiMit, del MAECI e dell’Ambasciata di Francia, ha celebrato le realtà più promettenti dell’innovazione italiana. L’obiettivo è valorizzare chi ha saputo trasformare la conoscenza in impresa, generando impatto economico, sociale e opportunità di sviluppo.
AdapTronics ha convinto la giuria con una tecnologia rivoluzionaria: un film sottile che, attraverso forze elettrostatiche, diventa adesivo “a comando”, dotando i robot di una sorta di tatto. Leggeri, a basso consumo energetico e facilmente integrabili, i sistemi sviluppati trovano applicazione in ambiti che spaziano dall’automazione industriale all’agritech, fino alle operazioni nello spazio. La startup, già parte del programma ESA BIC Turin promosso dalle agenzie spaziali europea e italiana, ha raccolto oltre 1,3 milioni di euro tra grant e pre-seed e si prepara a un nuovo round da 3 milioni.
«Questo riconoscimento per noi ha un valore speciale, perché ci riporta alle nostre radici e al percorso fatto attraverso la rete degli incubatori universitari, che ci ha dato moltissimo – ha raccontato Camilla Conti, cofondatrice di AdapTronics –. Ora guardiamo avanti: vogliamo rafforzare il team e la capacità produttiva per arrivare a un round Serie A nel 2027 e consolidare la commercializzazione internazionale».
La presidente di PNICube, Paola Paniccia, ha sottolineato come le startup nate dalla ricerca rappresentino «il cuore pulsante dell’innovazione», invitando istituzioni e investitori a guardare oltre il breve termine per sostenere chi costruisce valore nel lungo periodo. Anche il presidente dell’incubatore I3P, Giuseppe Scellato, ha espresso orgoglio per un’iniziativa che «offre visibilità alle migliori startup italiane derivate dalla ricerca scientifica».

Oltre alla vincitrice, IMSA 2025 ha premiato anche altre eccellenze del panorama scientifico-imprenditoriale italiano. Le Menzioni Speciali Invitalia, in collaborazione con l’Osservatorio Scientifico Imprese Femminili dell’Università di Roma Tor Vergata, sono andate a Probiomics, BioLT e FidelioMed, tre realtà innovative in ambito healthcare. La Menzione Speciale della Giuria ha invece riconosciuto Novac, Approxima e Clearbox AI, quest’ultima premiata anche da EIT Digital per la migliore startup ICT.
Durante il panel “Ecosistemi dell’innovazione, startup dalla ricerca e crescita”, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e del mondo accademico, tra cui Francesco Profumo, membro dell’EIC Board e presidente di Isybank, che ha ricordato come «le università italiane siano propulsori di innovazione ad alto impatto». Per Francesco Morgia del MIMIT, «le finaliste IMSA confermano il valore di PNICube come motore di crescita per le imprese e per l’occupazione qualificata».
Da oltre vent’anni PNICube rappresenta una rete unica in Europa, capace di mettere in connessione università, incubatori e territori, e di trasformare idee nate nei laboratori in imprese capaci di competere a livello globale. Il successo di AdapTronics è la prova concreta di quanto l’Italia sappia ancora generare tecnologia, visione e futuro.






